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Un ascolto al “femminile”

gennaio 8, 2001 12:00 pm

Una ricerca sul cervello umano conferma: le donne sanno “prestare più orecchio” ai discorsi altrui Se è comunemente attribuita alle donne la particolare capacità di ascoltare “con il cuore” i propri interlocutori adesso la scienza ci rivela che ci mettono anche molto più cervello degli uomini. La notizia arriva dall’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti, dove…

Una ricerca sul cervello umano conferma: le donne sanno “prestare più orecchio” ai discorsi altrui

Se è comunemente attribuita alle donne la particolare capacità di ascoltare “con il cuore” i propri interlocutori adesso la scienza ci rivela che ci mettono anche molto più cervello degli uomini. La notizia arriva dall’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti, dove uno studioso, specializzato nelle più avanzate tecniche di neuroimmagine, ha registrato l’attività cerebrale di un gruppo di persone alle prese con l’ascolto di una lettura ad alta voce. I risultati di tale esperimento rivelano che gli uomini registrano ed elaborano i suoni attivando solo una zona della corteccia cerebrale, collocata nell’emisfero sinistro, quello normalmente delegato a funzioni comportamentali razionali, mentre le donne utilizzano anche l’emisfero destro, impiegando così una porzione di cervello più estesa. Non è comunque questa l’unica peculiarità riscontrata nella funzionalità cerebrale femminile. Sono state da tempo accertate decise differenze nella elaborazione delle informazioni e del pensiero tra uomini e donne, distinzioni che, a detta di molti neuroscenziati, potrebbero costituire l’origine delle differenze comportamentali e psicologiche tra i due sessi. Grazie alle moderne tecniche di indagine, è stata riscontrata l’esistenza di un vero e proprio “cervello maschile” contrapposto ad un “cervello femminile”. Recenti studi indicano che il corpo calloso, ovvero il fascio di nervi che collega i due emisferi cerebrali, nelle donne è più grande e più spesso, fornendo così una connessione ed un’integrazione migliori tra le due parti dell’encefalo. Potendo contare su un maggior numero di connessioni tra una cellula e l’altra del cervello, le donne possono vantare, in genere, una migliore abilità verbale, una più accurata padronanza delle lingue straniere, discreta superiorità d’intuito, una visione della realtà circostante cosiddetta “olistica”, ovvero complessiva, e una maggiore capacità di comprendere i problemi. Agli uomini, che usano prevalentemente solo l’emisfero sinistro per elaborare le informazioni, viene riconosciuta una più accentuata capacità di risolvere i problemi di natura tecnica e spaziale, oltre ad una maggiore capacità analitica e una comprensione più approfondita dei singoli fatti che compongono la realtà circostante. Quindi, una comprensione della realtà che si rivela più complessiva per le donne e più analitica per gli uomini. Tutto ciò potrebbe, in qualche modo, spiegare perché, in genere, anche in famiglia i figli tendano a costruire un rapporto confidenziale più a con le mamme che con i papà. Queste scoperte, comunque, non servono ad avvalorare alcun “primato intellettuale” di un sesso sull’altro ma, al contrario, documentano esclusivamente una difformità di approccio alle situazioni che la quotidianità propone ad ognuno, uomo o donna che sia, senza, per questo, valutarne la qualità.

 

Giancarlo Strocchia

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