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Niente fretta con i figli

novembre 6, 2000 12:00 pm

L’ultima ricerca sulle mamme lavoratrici: più dell’assenza i bambini soffrono i ritmi di vita serrati La questione è di quelle che animano dibattiti e sollecitano il parere di sociologi e psicologi: quanto una mamma lavoratrice sarà in grado di assicurare ai propri figli la giusta dose di cure e attenzioni? Un recente studio edito negli…

L’ultima ricerca sulle mamme lavoratrici: più dell’assenza i bambini
soffrono i ritmi di vita serrati

La questione è di quelle che animano dibattiti e sollecitano il parere di sociologi e psicologi: quanto una mamma lavoratrice sarà in grado di assicurare ai propri figli la giusta dose di cure e attenzioni? Un recente studio edito negli Stati Uniti e scaturito da una indagine condotta su oltre mille bambini tra i 7 e i 16 anni fa il punto della situazione. Per prima cosa, i figli di donne lavoratrici non sarebbero turbati dall’idea che la propria madre, a differenza di altre mamme, sia impegnata fuori di casa. Anche i più piccoli imparano a considerare questa eventualità del tutto normale se anche i genitori la valutano tale. I problemi sorgerebbero, invece, se i genitori adottassero ritmi di vita troppo incalzanti. Il rapporto con i figli, secondo lo studio statunitense, non dovrebbe mai essere governato dalla fretta; soprattutto nei più piccoli, la frenesia di un vissuto familiare all’insegna dei “minuti contati” può generare tensione e ansia, entrambi elementi che sono alla base di un comportamento capriccioso. La fretta, inoltre, ostacolerebbe una corretta comunicazione tra genitori e figli. I bambini sono particolarmente sensibili e intuiscono subito se mamma e papà sono rilassati o irritati, contenti o tristi e, di conseguenza, saranno portati a non manifestare le loro inquietudini o i loro problemi che, al contrario, è bene condividere con i genitori. Sarà, quindi, necessario, imparare a lasciare fuori dalla porta di casa le tensioni quotidiane e mantenersi, in presenza dei figli, il più rilassati possibile. I bambini hanno poi il bisogno di farsi un’opinione precisa del lavoro che i genitori svolgono; in questo modo potranno agevolmente dare un senso alle ore che essi passano fuori di casa. A causa dell’assenza prolungata dei genitori da casa, spesso ai figli viene “delegata” l’assunzione di responsabilità e decisioni che non attiene al loro ruolo. Se risulta positivo consultare i figli su una serie di argomenti relativi alla conduzione della famiglia, rimane controproducente il fatto che si adotti un regime di completa permissività; spetta ai genitori assumersi la responsabilità della decisione finale sulla gestione della vita familiare.

In Rete:
Sportello maternità Cisl
Guida all’indennità di maternità Inps
Ministero del Lavoro – Tutela della maternità

 

Giancarlo Strocchia

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