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Ad un mese dall’inizio della scuola, lo stress dei genitori dei bambini iperattivi

ottobre 17, 2012 12:01 pm

Se i piccoli possono essere stressati dagli impegni scolastici, i loro genitori possono esserlo ancora di più. E lo sono in modo particolare le mamme e i papà dei bambini iperattivi con grave deficit dell’attenzione, ADHD.

La scuola è iniziata da poco più di un mese e, dalla prossima settimana, riprendono a pieno ritmo gli impegni extrascolastici, dalle riunioni per il programma al colloquio con gli insegnanti, dalla necessità di portare i figli ai corsi di nuoto e danza, al corso di inglese e chitarra, arti marziali e catechismo. Un bell’impegno anche per le famiglie e soprattutto per le mamme: sono loro, infatti, a correre fuori dall’ufficio per prendere il bambino a scuola e portarlo a lezione, approfittando del tempo libero per fare una spesa al volo e per tornare quindi a recuperare il figlio. Sono messi particolarmente alla prova i genitori dei bambini affetti dal sindrome dell’iperattività e deficit dell’attenzione, nota anche con la sigla ADHD. Uno studio ha dimostrato che i livelli di stress sono maggiori nei genitori di bambini affetti da questo disturbo.

Bimbi ADHD, genitori stressati
Lo ha dimostrato un sondaggio condotto a livello europeo da Ipsos MORI e coordinata da McCann Manchester per conto un’importante società farmaceutica: il problema è comune ai genitori di bambini ADHD, a prescindere dalle differenze sociali e culturali dei genitori in ogni singolo paese. Tutti i genitori vedono nella ripresa della scuola una vera e propria fonte di stress: accompagnarli a scuola, aiutarli nell’esecuzione dei compiti, rapportarsi con gli insegnanti, conciliando tutto con i propri impegni lavorativi non è certo facile. Ma è ancora più complesso nel caso delle mamme e dei papà con bimbi iperattivi. Il sondaggio d’opinione, denominato Back To School Stress Survey, ha coinvolto un totale di circa 1.400 genitori in 6 paesi europei, tra cui l’Italia, più il Canada. I dati emersi sono stati presentati nel corso della “Settimana europea della consapevolezza dell’ADHD”. Nel nostro paese, sono stati arruolati 212 genitori di ragazzini con e senza ADHD di età compresa tra i 6 e i 17 anni, ai quali è stato sottoposto a un questionario per valutare, in una scala da zero a dieci il livello di stress in diverse situazioni potenzialmente “logoranti”. È risultato che i genitori di bambini con ADHD percepiscono un grado di ansia e di preoccupazione mediamente più alto rispetto ai genitori di bambini che non soffrono di questo disturbo. L’iperattività dei figli insomma influisce notevolmente sul vissuto dei genitori in circostanze strettamente connesse al rientro a scuola.

Alto il livello di stress in Italia
I genitori riconoscono che lo stress percepito non ha nulla a che vedere con il rapporto con i figli, che resta comunque affettuoso e gratificante. Il problema è proprio connesso alla relazione tra il figlio, gli ambienti che frequenta e lo stress percepito in queste situazioni , per i genitori, paragonabile a quello che caratterizza avvenimenti a volte sgradevoli. Per esempio, il timore che il proprio figlio sia oggetto di bullismo per i genitori equivale alla preoccupazione di accumulare debiti. L’apprensione che il figlio abbia difficoltà ad apprendere o che gli insegnanti non riescano a gestire il comportamento del bambino è equiparabile allo stress causato da un trasloco. Questo succede anche perché l’esperienza scolastica per i bambini con ADHD e i loro genitori è frustrante al punto che le famiglie sviluppano un’aspettativa negativa rispetto alla possibilità che il bambino si integri efficacemente in classe, abbia buoni risultati scolastici e venga accettato dai compagni. Dai dati emerge che il campione italiano è quasi sempre ai primi posti quanto a livelli di stress rispetto agli altri paesi, nonostante presenti caratteristiche peculiari che dovrebbero contribuire a ridurre lo stress genitoriale: in Italia, infatti, il nucleo familiare è composto per circa l’80% dei casi esaminati da genitori sposati o uniti civilmente, mentre nei paesi esteri la percentuale è inferiore – 76%. Anche le attività estive strutturate sembrano essere più disponibili in Italia, dove coinvolgono circa il 70% dei bambini, mentre all’estero ne interessano solo il 40%.

Quando lo stress è legato al comportamento dei figli
I genitori dei bambini e dei ragazzi ADHD vivono, infatti, alti livelli di stress legati al comportamento dei figli. Questi ragazzi sono impulsivi, frenetici, continuamente a rischio di farsi male, disobbedienti e sempre insoddisfatti, provocatori e sregolati. Gli adulti che vivono a contatto con i piccoli iperattivi sono costretti a rimanere in un perenne stato di allerta per proteggerli dai pericoli o dal rischio di destabilizzare l’ambiente e le persone che incontrano a casa, a scuola, nello sport e nel tempo libero. Le mamme e i papà di conseguenza vivono come una forte fonte di stress il trovare tempo per far eseguire i compiti al bambino e farlo abituare alla routine quotidiana dopo la merenda. Una grande preoccupazione dei genitori è che la scuola abbia un effetto negativo sull’equilibrio affettivo e sullo sviluppo dei figli. Secondo gli esperti italiani che hanno commentato l’indagine, tale preoccupazione è legata, soprattutto nel nostro Paese, anche al fatto che la scuola spesso manca delle necessarie risorse per consentire ai ragazzi con questo disturbo di inserirsi efficacemente nella classe, di progredire nell’apprendimento e di avere un rapporto sereno con gli insegnanti e i coetanei. In tal senso l’esperienza scolastica può diventare fonte di sofferenza e disagio per il bambino, ma anche per i suoi familiari, gli insegnanti e i compagni di scuola. Questa situazione e altre richiamano l’importanza di prendere attentamente in considerazione lo stress dei genitori dei bambini con ADHD, prevedere programmi diretti ad identificare e contenere lo stress genitoriale e garantire alle famiglie una migliore strutturazione, un più stabile equilibrio emotivo e, in generale, una più elevata qualità di vita.

Giorgia Andretti
Consulenza della dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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