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Se l’intera famiglia è stanca, potrebbe semplicemente essere malata

maggio 3, 2012 12:00 pm

Mamme alla continua ricerca di relax, papà che sognano lunghi sonnellini e bambini sempre più spazientiti. Semplice sfinimento da troppi impegni? Non proprio, la stanchezza è una malattia: lo sostiene una ricerca americana.

Troppi impegni? Vita troppo frenetica? Un po’ di riposo è necessario, per guarire. Già, proprio guarire. Perché la stanchezza non è una semplice sensazione, una conseguenza dell’eccessiva attività fisica o mentale, ma è una malattia in piena regola. La stupefacente scoperta è stata effettuata dal gruppo americano del National Institutes of Health di Bethesda e da un’equipe nostrana: i ricercatori del Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. L’indagine è stata pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Vediamo cosa hanno provato gli esperti.

Una famiglia sempre stanchissima
I ricercatori hanno condotto una serie di accertamenti sui componenti di una famiglia italo-australiana, sempre affranti dalla stanchezza. Erano “bollati” da parenti e conoscenti come individui pigri e poco reattivi, ma la loro stanchezza era troppo profonda e induceva un serio malessere limitandoli fortemente nelle attività quotidiane. Genitori e figli si sono rivolti al medico che non ha riscontrato alcun disturbo tra quelli “tradizionali”. Alla fine, la famiglia ha attirato l’attenzione degli esperti calabresi e americani che hanno condotto sui componenti una serie di indagini approfondite, effettuando anche esami del sangue. È stato così scoperto che la stanchezza era dovuta a una patologia legata mutazioni del gene della proteina che ha la funzione di trasportare il cortisolo, l’ormone dello stress. Il cortisolo in circolo nel sangue era in eccesso e questo causava stanchezza cronica, associata a dolore.

Dolore cronico, un disturbo sottovalutato
Si tratta dunque di un problema ben diverso dalla semplice stanchezza dovuta a eccesso di lavoro, di sport, di attività di studio: per questa, è sufficiente un po’ di riposo, una breve vacanza, per recuperare in vigore e sentirsi nuovamente motivati verso la vita. Nel caso della famiglia in esame la stanchezza è, in effetti, una vera e propria malattia, soprattutto se accompagnata da un aspetto preoccupante come il dolore cronico. La ricerca ha anche il merito di chiarire quali sono le cause legate all’insorgenza di questo dolore, assimilabile addirittura al dolore oncologico, ma anche a disturbi benigni, come all’emicrania oppure all’artrosi. Nel caso di questa famiglia, non sussisteva nessuno di queste problematiche: i componenti erano, semplicemente, sempre molto stanchi e doloranti. Le persone che vivono la loro stessa situazione sono migliaia in tutto il mondo. E, pur essendo stabilito il diritto alla salute e a non avvertire il dolore, il dolore cronico senza una causa certa per troppo tempo non è stato adeguatamente preso in considerazione, proprio perché, appunto, non privo di una causa scatenante sulla quale concentrare le attenzioni. Ultimamente, però, il disturbo sta concentrando su di sé l’attenzione degli esperti come patologia debilitante, a se stante, che merita un trattamento ad hoc, come, per esempio, con i farmaci analgesici antinfiammatori o addirittura con farmaci oppiacei.

Per gli altri, basta un po’ di riposo
Per fortuna, la maggior parte delle famiglie sono soggette a un tipo di stanchezza decisamente meno dannosa. È la stanchezza dovuta all’eccesso di impegni della vita di oggi, legata anche alla stagione: l’arrivo della primavera e dei primi caldi può causare un abbassamento della pressione arteriosa e indurre sonnolenza e mal di testa. Questo quadro può essere acuito dall’eventuale presenza di disturbi di tipo allergico. In questi casi, è importante cercare di ridurre gli impegni per ritrovarsi insieme, nell’intimità della propria casa, a godere un po’ di relax fatto anche di “dolce far niente”. Eventuali esami del sangue potranno escludere la presenza di infiammazioni o disturbi responsabili dello stato di malessere, come una forma di anemia. Sarà poi il medico a decidere se è il caso di assumere integratori di minerali e vitamine che possono restituire un po’ di tono e vigore.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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