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Genitori single in aumento

settembre 15, 2011 12:42 pm

Cresce il numero delle famiglie con genitori single, solo mamma o solo papà. I problemi non mancano, a partire da quelli pratici. In questi casi l’unione fa la forza.

Il termine famiglia fa pensare immediatamente ad una mamma, un papà e almeno un bambino, se non due o anche tre. Questa è l’immagine stereotipa, eppure oggi sono sempre più numerose le famiglie composte da uno genitore single, che sia la mamma o il papà. Genitori single per scelta, per necessità o per sfortuna: genitori tra noi, gente comune di cui non parla nessuno, ma tutti con una storia, spesso dolorosa alle spalle e sicuramente fatta di coraggio e di lotte quotidiane. Come Barbara, il cui compagno è svanito nel nulla alla notizia che c’era una bimba in arrivo. Come Paolo, rimasto vedovo a meno di quarant’anni con due figli piccoli da crescere. Come Giusy, che non ha mai trovato la persona giusta, ma non ha rinunciato a diventare mamma da una relazione intensa durata lo spazio del concepimento. I figli danno forza per lottare, anche se non è facile proseguire la strada da soli.

Le difficoltà di tutti i giorni
Un piccolo esercito che cresce sempre di più. Nel 1998 i genitori single erano circa sette milioni in tutta Europa, ma il numero è aumentato notevolmente negli ultimi anni anche se le difficoltà da affrontare non sono poche. Prima di tutto è con l’economia che bisogna fare i conti: è triste dirlo, ma dover contare su un solo stipendio non è facile, mentre le esigenze dei piccoli cuccioli sono in aumento. E’ infatti non da poco, far fronte alle loro esigenze: accompagnarli a scuola, riprenderli dal corso di nuoto o di chitarra, portarli alla festicciola del compagno di classe e tutto questo sempre da soli, potendo contare solo ed unicamente sulle proprie forze. E poi ci sono le difficoltà psicologiche: quelle del non avere un partner cui appoggiarsi nei momenti difficili, con il quale potersi confidare, con cui dividere le tappe della crescita dei figli…. E le domande dei bambini, quelle domande che imbarazzano perché non riescono ad evitare il confronto con le classiche famiglie. Il desiderio di arrendersi alle volte può far capolino, ma i figli, come qualcuno sosteneva “sono pezzi di cuore e…” ed è per loro che si trova la forza di non crollare mai. È importante non chiudersi nel proprio nido, ripiegandosi su se stessi, ma aprirsi agli altri e imparare a dividere il peso e le gioie della quotidianità.

Contare sui veri affetti

Non vogliamo scrivere queste parole per fare sembrare semplici realtà che non lo sono. Vogliamo semplicemente essere d’aiuto. Prima di tutto, con la nostra presenza quotidiana a vostra disposizione. Ad un genitore single manca la possibilità di un confronto immediato con il partner. Si può quindi essere facilmente preda di insicurezze e di timori, anche se solo legati a lievi malesseri del bambino. Nell’attesa di poter contattare sul valido aiuto del pediatra, le mamme e i papà single ci possono scrivere per avere un aiuto, un consiglio o semplicemente una parola di conforto. I nostri specialisti ci sono sempre. Aiuto e conforto vanno però cercati anche nella vita quotidiana. Perciò, mettiamo da parte l’orgoglio di voler “fare tutto da soli”, archiviamo vecchi rancori che ci possono essere con persone care, che non condividono un certo tipo di scelta. Riprendiamo i contatti passati, pensando soprattutto all’importanza di creare una calda e solida rete di affetti attorno al bambino. Sapere di poter contare su nonni, presenti e amorevoli, su zii con bambini a loro volta disponibili a feste e a pomeriggi al cinema, su amici che tengono compagnia, aiuta un bambino a crescere sicuro e a raggiungere una più completa maturazione di tipo psico-affettiva.

L’importanza degli aiuti pratici
La presenza di amici e parenti è essenziale anche nella quotidianità, quando un genitore è single e deve fare i conti con un lavoro impegnativo. In casi come questo si deve poter contare sulla presenza di altre figure che lo sostituiscano negli indispensabili impegni dei bambini, dal corso di musica alla lezione di tennis, al pomeriggio di giochi e di compiti. Mettiamo da parte i sensi di colpa per il “non farcela” e pensiamo ai bambini, ai benefici che le attività alternative alla scuola hanno sulla crescita fisica e mentale. Informiamoci: dal pediatra, al consultorio, presso le amiche già mamme, agli sportelli per le famiglie del comune di appartenenza. In Italia gli aiuti alle famiglie sono scarsi, si sa, ma qualche agevolazione per i genitori single c’è: una di queste, la più importante, è il diritto di precedenza per l’iscrizione dei figli ai nidi pubblici. E ci sono anche associazioni nate proprio per i genitori single, che si possono trovare prima di tutto in rete. Un ultimo consiglio: se proprio a volte sembra di non farcela più, si può sempre chiedere aiuto a uno psicoterapeuta, che saprà trovare le parole più giuste per alleviare il dolore che si sente dentro di sé.

Giorgia Andretti

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