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Il sostegno per la dislessia è legge

agosto 26, 2011 11:18 am

  Dal Ministero dell’Istruzione la legge per garantire il profitto scolastico ai ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento DSA: la dislessia, la discalculia e la disortografia. Oltre 70 mila. Sono, secondo le ultime stime del Miur, i ragazzi delle scuole di tutti gli ordini e i gradi ai quali è stato diagnosticato uno dei cosiddetti DSA…

 

Dal Ministero dell’Istruzione la legge per garantire il profitto scolastico ai ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento DSA: la dislessia, la discalculia e la disortografia.

Oltre 70 mila. Sono, secondo le ultime stime del Miur, i ragazzi delle scuole di tutti gli ordini e i gradi ai quali è stato diagnosticato uno dei cosiddetti DSA o “Disturbi Specifici dell’ Apprendimento”: difficoltà nel leggere correntemente un testo, nello scrivere in modo chiaro e senza fare errori di ortografia, nell’eseguire semplici calcoli. Ma si pensa che siano in realtà molti di più, dal 3 al 5 per cento della popolazione scolastica. Ragazzi assolutamente normodotati, anzi spesso con un’intelligenza superiore alla media, ma impediti nella resa pratica a scuola da queste difficoltà di origine neurobiologica, che limita le loro capacità espressive. Adesso, però, stanno arrivando gli aiuti veri, concreti. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, infatti, nuove risorse e nuove misure di sostegno saranno dedicate a questi ragazzi, per permettere loro di svolgere al meglio il programma scolastico e di far venire alla luce le loro vere capacità.

Un’intelligenza normale o addirittura super
I nuovi provvedimenti per i ragazzi con DSA sono stati annunciati lo scorso 12 luglio a Roma, nel corso di una conferenza stampa, dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il Ministro ha infatti firmato il decreto attuativo della legge 170/2010 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento. Si tratta di un provvedimento importante, che va incontro ai 70 mila studenti a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento. È compito della scuola, ha ribadito la Gelmini, fornire risposte e sostenere le famiglie e i ragazzi con intelligenza normale e addirittura superiore alla media, che hanno solo disturbi nella lettura, nella scrittura o nell’esecuzione dei calcoli. La legge prevede una formazione adeguata dei docenti, che hanno il dovere di riconoscere per tempo un disturbo di apprendimento e mettere in atto gli interventi necessari per informare le famiglie ma, al tempo stesso, per seguire i ragazzi in modo individualizzato e personalizzato. Anche i dirigenti scolastici vanno adeguatamente informati.

Strumenti e misure per chi ha difficoltà
In classe, è necessario che a disposizione dei ragazzi vengano ci siano strumenti adeguati, come la sintesi vocale o sistemi di valutazione differenziati soprattutto per la prova d’inglese, ma non solo. Sono importanti, per esempio, sia i cosiddetti “strumenti compensativi ”sia le misure “dispensative”. Gli strumenti compensativi prevedono l’impiego di strumenti come riassunti, dispense, tabelle, grafici, fino a calcolatrici, programmi di videoscrittura e registratori: mezzi che sollevano l’alunno con una difficoltà di apprendimento alle prese con un problema specifico, senza tuttavia facilitarlo nell’esecuzione del suo compito. Le misure dispensative sono interventi che permettono all’alunno di non svolgere compiti che lo metterebbero in difficoltà senza oltretutto apportare benefici al suo problema: ne sono un esempio la lettura ad alta voce, le prove di ortografia, il dover svolgere una prova nei tempi consentiti agli altri compagni.

Una diagnosi tempestiva
Il disturbo specifico dell’apprendimento può essere risolto con maggiori possibilità di successo se viene diagnosticato per tempo: secondo recenti studi, questo è possibile già alla fine della seconda classe della scuola primaria, quando un bambino dovrebbe avere acquisito determinate competenze e velocità sia nel fare i calcoli, sia per quanto riguarda la lettura e la scrittura. I docenti sono in grado di comprendere queste difficoltà solo se ricevono una adeguata formazione di tipo psicopedagogico e la legge appena firmata va anche in questo senso. Addirittura, la diagnosi sembra poter arrivare addirittura da prima, dalla scuola dell’infanzia. Un bambino che ha difficoltà a memorizzare filastrocche e semplici canzoncine, che non completa una frase, che ha un’espressione linguistica non adeguata, potrebbe nascondere un disturbo di apprendimento e, in questo caso, l’intervento di sostegno didattico va realizzato tempestivamente. In quest’ottica, la famiglia, non sarà mai lasciata sola ma potrà contare sull’appoggio e sulla competenza di tutte le figure scolastiche che ruotano intorno al bambino.

Leggi anche:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dislessia

Giorgia Andretti

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