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Slalom tra le attività extra-scuola

settembre 16, 2010 12:40 pm

Chi ha detto che una volta a scuola, i ragazzi sono sistemati? Tra feste e attività sportive le mamme corrono da una parte all’altra. Ecco come organizzarsi al meglio. Lunedì scuola di inglese, martedì nuoto, mercoledì catechismo … e via di questo passo, per terminare magari il sabato con la festa di compleanno del compagno…

Slalom tra le attività extra-scuola

Chi ha detto che una volta a scuola, i ragazzi sono sistemati? Tra feste e attività sportive le mamme corrono da una parte all’altra. Ecco come organizzarsi al meglio.

Lunedì scuola di inglese, martedì nuoto, mercoledì catechismo … e via di questo passo, per terminare magari il sabato con la festa di compleanno del compagno di classe. La vita delle mamme è messa a dura prova dalla tabella di marcia degli impegni extra-scolastici dei ragazzi, indipendentemente dall’orario di uscita di scuola. Le mamme, sia che lavorino sia che abbiano scelto di stare a casa, devono infatti trovare il tempo di dividersi tra gli impegni dei ragazzi, la spesa e i lavori domestici. Se poi i “pargoli” sono più di uno, far coincidere tutti gli impegni, diventa un lavoro da acrobata.

Impegni, piacevoli e importanti
Certo, l’ideale sarebbe ridurre gli impegni dei nostri figli ed, in effetti, i ragazzini non dovrebbero esserne caricati troppo. Ma in che misura l’attività sportiva o una festa di compleanno si configura come un impegno? Per i bambini, che hanno trascorso tutto il giorno a scuola, nuotare in piscina, correre dietro a una palla, scaricarsi con la danza o le arti marziali è un modo divertente e importante di dare sfogo alle proprie energie. La scuola italiana, non è una novità, non dedica spazio sufficiente all’attività motoria dei ragazzi in crescita e alla fine delle lezioni un po’ di movimento è quello che ci vuole. Senza contare che spesso sono proprio loro, i nostri figli, a chiederci di iscriverli a una o più attività sportive. Vediamo come è possibile uscire dalla miriade di impegni indenni.

Quegli aiuti così indispensabili
Un primo trucco per non dare in escandescenze dietro ai corsi dei figli è sapere di poter contare, già dall’inizio dell’anno, su un valido aiuto. Può essere il nonno in gamba che guida l’auto ed è disponibile, una baby sitter fissa, oppure qualche studentessa universitaria, seria e assolutamente affidabile, sulla quale sappiamo di poter contare e della quale ci fidiamo ciecamente. Stabiliamo la disponibilità di questi “collaboratori famigliari” non appena ci viene fornito il calendario dei corsi dei nostri figli: chiederemo a loro di fare l’accompagnatore, in modo anche noi mamme possiamo restare qualche minuto in più in ufficio se dovesse essere rimasto qualcosa in sospeso o se dobbiamo ancora fare la spesa. Possiamo anche chiedere al nonno o alla baby sitter se, oltre al nostro bambino, può anche occuparsi di un amichetto che segue il corso con lui: la mamma dell’altro bimbo ci sarà grata e sicuramente si offrirà di ricambiare, tenendo nostro figlio in un altro pomeriggio della settimana. Un sistema per risparmiare tempo è iscrivere i bambini alle attività pomeridiane in piccoli gruppi: due fratelli che non abbiano un’eccessiva differenza di età possono senz’altro essere iscritti insieme a calcio, a danza, a tennis o anche a inglese. Ancora meno problemi ci sono se il corso è di chitarra o di pittura.

Facciamoci aiutare dai papà!
L’ideale sarebbe che i nostri figli frequentassero i corsi pomeridiani insieme ai compagni di classe oppure a bambini che abitano nello stesso condominio. In questo modo, si possono attivare delle nuove amicizie partendo dalla cooperazione finalizzata all’ottimizzazione del tempo. Non sarà infatti difficile suddividersi gli impegni: l’importante è non improvvisare, ma concordare sempre con un minimo di anticipo per non doversi organizzare negli ultimi giorni. E poi, non dimentichiamo che esistono anche i papà. È vero, la maggior parte di loro torna a casa quando i figli sono già a tavola o addirittura in pigiama. Ma siamo proprio sicure che non abbiano a disposizione nemmeno un pomeriggio? Un papà che gestisca una attività in proprio, se lo desidera, può rendersi disponibile. Diverso è il discorso se dovesse essere dipendente anche se, qualche volta, un congedo parentale potrebbe essere usufruito. E poi, c’è sempre il fine settimana. Molti corsi sportivi come il nuoto, il calcio, il pattinaggio organizzano lezioni il sabato o la domenica, in orari non incompatibili con il desiderio di un po’ di nanna in più o con la partenza per un week end. E con meno stress per tutti: mentre papà si gode i figli nell’ora dello sport, noi mamme abbiamo tempo per casa, spesa o, perché no? Per una seduta dal parrucchiere.

 

Giorgia Andretti

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