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Un nuovo amore per mamma o papà

marzo 9, 2009 12:10 pm

Spesso arriva inaspettato, ci coglie impreparati e ci lascia pieni di dubbi. Come dirlo ai figli? Cosa spiegare? Quando presentarlo? Lealtà, rispetto, gradualità: ecco le regole da seguire. “Un nuovo amore per mamma o papà”. Un argomento che ha inondato pagine di libri e consumato chilometri di pellicole cinematografiche. Come nel caso di una vecchia…

Un nuovo amore per mamma o papà

Spesso arriva inaspettato, ci coglie impreparati e ci lascia pieni di dubbi. Come dirlo ai figli? Cosa spiegare? Quando presentarlo? Lealtà, rispetto, gradualità: ecco le regole da seguire.

“Un nuovo amore per mamma o papà”. Un argomento che ha inondato pagine di libri e consumato chilometri di pellicole cinematografiche. Come nel caso di una vecchia commedia americana dal titolo “Una fidanzata per papà”, che vedeva protagonista un simpatico frugoletto alle prese con le aspiranti nuove “mamme”: il lieto fine era assicurato. Se la vita quotidiana imitasse le commedie americane probabilmente si colorerebbe di rosa ed ogni problema verrebbe risolto tra risate e lacrime di commozione. Il fatto è che non sempre la vita imita la commedia e la commedia non imita la vita. La realtà con cui ci si scontra ogni giorno è assai più complicata e, qualche volta, un nuovo amore dopo la separazione finisce per diventare un problema difficile da affrontare, talvolta fino al punto di indurre a rinunciarvi o di creare disagi più o meno rilevanti nei figli. Gestire la situazione in modo ottimale consente di vivere l’esperienza, necessaria e legittima, senza arrecare danno ai bambini, affinché le moderne “famiglie allargate” possano rappresentare una realtà serena in cui crescere.

Il diritto di innamorarsi

Il primo dubbio che genericamente assale mamme e papà alle prese con il “nuovo amore” riguarda la legittimità dei propri sentimenti. Ebbene non c’è diritto più certo ed indiscutibile che quello di “innamorarsi”, a qualunque età ed in qualsiasi situazione. Il fatto di avere dei figli non può e non deve impedire di vivere ancora una volta la gioia dell’amore per un’altra persona; del resto, l’equilibrio che scaturisce dalla felicità di amare e di sentirsi amati non potrà che giovare anche ai figli. I bambini, infatti, si “nutrono” del buonumore dei genitori e, una mamma o un papà insoddisfatti o tristi, saranno fonte di disagio anche per i piccoli che, spesso, si sentono in dovere di consolarli, rinunciando così a vivere con spensieratezza la propria infanzia. L’importante è accettare la novità senza lasciarsi sopraffare dalla “leggerezza” che l’amore porta con sé, ponendosi delle regole e lasciando che la nuova gioia coesista con le esigenze del proprio bambino.

Le parole per dirlo

Una volta superati i sensi di colpa e legittimati i sentimenti verso il nuovo compagno o la nuova compagna, non rimane che affrontare i due “classici” interrogativi: “Quale è il momento ideale?” e “Come affrontare il discorso?”. La risposta non può ovviamente essere univoca, poiché tutto dipende dalle personali situazioni e dalle variabili che entrano in gioco in ogni realtà. Ciò che è certo è che i bambini , a qualsiasi età, sono molto abili nel cogliere quel che si muove intorno a loro. Se i piccoli cambiamenti, le telefonate a bassa voce, i rientri fuori orario non vengono supportati da spiegazioni, è facile che in loro si creino delle inquietudini e che la realtà venga interpretata in modo fantasioso e, spesso, errato.
La parola chiave è, quindi, “lealtà”, che non vuol dire spiegare nei dettagli la nuova relazione, ma, semplicemente, mettere al corrente il piccolo di quella parte di verità che lui è in grado di capire e che potrà rasserenarlo. Sarà bene quindi evitare frasi quali “questa è la persona a cui la mamma vuole bene”, o peggio ancora clamorose confessioni come “non sono mai stato così innamorato”. Sarà opportuno, piuttosto, presentare il proprio compagno o la propria compagna come nuovi “amici” con cui fa piacere trascorrere delle ore insieme. L’impatto dovrà essere morbido, non troppo diretto e, soprattutto, non dovrà attribuire peso eccessivo al nuovo evento.
Gli spunti per il momento delle presentazioni sono tanti: si può cogliere l’occasione di una piccola festa in casa per invitare il nuovo amico o la nuova amica insieme ad altre persone, oppure si può andare a prendere un gelato insieme o, piuttosto, trascorrere una giornata fuori città. L’importante è che si tratti di situazioni serene e divertenti, che aiutino a scaricare la tensione che inevitabilmente accompagna questo importante appuntamento.

Gradualità e rispetto

Una volta avvenute le presentazioni, non pretendiamo che il piccolo si “innamori” al primo istante del nuovo partner di mamma o papà. La conoscenza dovrà essere graduale e dovrà lasciare al bambino tutto il tempo di cui ha bisogno per studiare la situazione ed abituarsi alla nuova presenza, senza bruciare le tappe. Affinché il rapporto nasca nel modo giusto e si consolidi occorre, infatti, che non subisca forzature e che ci sia il tempo e la possibilità di dimostrare al piccolo che la nuova compagnia non vuole in alcun modo sostituire il papà o la mamma, i quali esistono e non verranno mai spodestati da nessuno.
E’ bene, allora, evitare elenchi delle qualità del partner prima, e domande incalzanti quali “cosa te ne pare?” o “è simpatico?” dopo. Il risultato sarebbe quello di suscitare fastidio e quindi rifiuto da parte del bambino. Un altro aspetto da non sottovalutare nel proporre una presenza nuova nella propria vita è il rispetto nei confronti del proprio bambino. Effusioni e coccole in sua presenza possono generare imbarazzo a cui fa seguito un inevitabile risentimento: soprattutto all’inizio sarà bene, dunque, limitarsi ad un rapporto veramente “amichevole” quando si è di fronte al piccolo.

Dalla parte dell’”altro”

Non dimentichiamo che anche l’atteggiamento del nuovo partner gioca un ruolo determinante nella costruzione del rapporto con il bambino. L’errore in cui più facilmente si incorre è quello di indottrinare il compagno o la compagna con lezioni sui gusti e sulle preferenze del proprio figlio, credendo così di fargli fare “colpo” più velocemente. Sono da evitare anche regali esagerati o smancerie per voler piacere a tutti i costi. Il ruolo del nuovo partner non è quello di conquistare il piccolo in modo affrettato e condito di “falsità”, ma di mostrargli comprensione, di ascoltarlo e di capirlo anche di fronte a reazioni di ostilità e aggressività, senza adulazione, lasciando che sia il bambino, con i propri tempi ad andare incontro al suo nuovo “amico”.

 

Marina Giulia Bordoni

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