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Le rappresentazioni materne

gennaio 14, 2008 12:00 pm

Ecco cosa accade quando una donna in gravidanza immagina se stessa nel ruolo di madre Le rappresentazioni materne, ovvero il modo in cui le gestanti si raffigurano come madri ed immaginano il loro bambino, è uno dei capitoli più interessanti della psicologia clinica degli ultimi anni. Varie ricerche hanno infatti dimostrato che le rappresentazioni materne…

Ecco cosa accade quando una donna in gravidanza immagina se stessa nel ruolo di madre

Le rappresentazioni materne, ovvero il modo in cui le gestanti si raffigurano come madri ed immaginano il loro bambino, è uno dei capitoli più interessanti della psicologia clinica degli ultimi anni. Varie ricerche hanno infatti dimostrato che le rappresentazioni materne si rivelano particolarmente utili per capire come la donna affronta l’esperienza della gravidanza, come organizza ed elabora le proprie informazioni, le proprie memorie, gli affetti, i pensieri ed i comportamenti.

L’identificazione con la propria madre
Questi vissuti personali affondano le loro radici nell’infanzia della donna e si strutturano sulla base della relazione con i propri genitori ed in particolare con la propria madre. Nel corso della gravidanza, periodo caratterizzato da una rivisitazione dei rapporti più significativi, e cioè quelli con il partner e la propria madre, la gestante sembrerebbe organizzare quest’insieme di rappresentazioni relative a sé ed al bambino. Questa rappresentazioni altro non sono che un mix tra le immagini infantili di sé, i ricordi che la donna ha rispetto ai propri genitori e le aspettative e le esperienze adulte, anche in relazione al proprio compagno. Queste rappresentazioni di sé come madre e del proprio bambino sembrano orientare il comportamento materno nei primi mesi della vita del proprio figlio, nonché la percezione stessa delle caratteristiche del bambino.
Alcune ricerche che hanno studiato la continuità o meno di questi vissuti interiori hanno dimostrato come le rappresentazioni di sé come madre siano influenzate dalla propria esperienza di figlie e siano costanti sia nel periodo della gestazione sia dopo la nascita del bambino. Nel confronto tra le caratteristiche di sé come madre e della propria madre, si è notato inoltre come le donne tendano ad identificarsi con la propria madre, per trarre sicurezza ed attingere al suo bagaglio di esperienza.

L’immagine del bimbo in arrivo
Altri studi, tesi ad indagare la stabilità/cambiamento delle rappresentazioni materne relative al proprio figlio prima e dopo la nascita, hanno rilevato invece come vi sia un cambiamento in senso più realistico nella percezione dei piccoli e che questo avverrebbe intorno al 6° mese di vita di questi ultimi, quando ormai il rapporto “madre-bambino” affonda le sue radici su un contatto quotidiano continuo. Una nota interessante: la rappresentazione del bambino, sia durante il periodo di gestazione che subito dopo la nascita, risulta essere prevalentemente più simile a quella del partner che a quella della donna stessa. Questo fatto sarebbe alla base del bisogno delle neo-mamme di staccarsi e differenziarsi un pochino da quell’esserino che hanno avuto dentro di sé per 9 mesi. Distacco necessario per riuscire a cogliere le vere necessità del bambino e per tornare a riappropriarsi della propria dimensione di donna e non solo di madre.

 

Dott.ssa Ilaria Ronchetti
Psicologo

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