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Cibi per lattanti, per risparmiare è bene divulgare costi e punti vendita

febbraio 5, 2014 4:53 pm

E’ possibile scegliere gli alimenti per i bambini, unendo la necessità di risparmio alla necessità della qualità? L’Antitrust suggerisce una possibilità: pubblicare on-line i prezzi di vendita del prodotto e dove acquistarlo.

Fornire ai propri bambini i migliori alimenti per l’infanzia cercando, però, di non spendere troppo e inutilmente: un’esigenza, questa, che accomuna quasi tutte le famiglie di oggi, che hanno bambini da crescere bene ma al tempo stesso si trovano a fare i conti con la crisi economica. Regolarsi sarebbe più facile se fosse possibile confrontare in modo semplice e immediato i prezzi dei vari prodotti. Una proposta per venire incontro alle esigenze dei consumatori era stata quella di recapitare alle imprese un listino di prezzi consigliati ai quali adeguarsi liberamente. Secondo l’Antitrust, però, la soluzione migliore sarebbe pubblicare online i prezzi praticati da GDO – grande distribuzione – e farmacie. Gli acquirenti potrebbero così orientarsi senza difficoltà verso i prodotti e i punti vendita più competitivi. Se ritenete sia una buona opportunità, nelle nostre pagine potremmo aprire una sezione dedicata a raccogliere i punti vendita e rispettivo prezzo per ogni singolo prodotto.

Una strategia che non danneggi i consumatori
Tutto è partito da una richiesta del Ministero della Salute, riferendosi alla problematica del monitoraggio sui prezzi di vendita degli alimenti per lattanti, di cui si sarebbero dovuti occupare lo stesso Ministero della salute ed il Ministero dello Sviluppo Economico. A questo scopo l’intenzione dei due Ministeri sarebbe stata acquisire dei listini prezzi consigliati dalle imprese responsabili dell’immissione in commercio dei prodotti ai fini della pubblicazione sui siti istituzionali dei due Ministeri. Le critiche arivarono immediatamente da parte di Giovanni Pitruzzella, il Garante della concorrenza e del mercato,. Pur essendo il parere in accordo con la richiesta dei Ministeri a proposito della necessità di vigilare sul prezzo dei prodotti alimentari per lattanti , invitava però a non pregiudicare la concorrenza tra le imprese, un rischio forte in un mercato come quello degli alimenti per lattanti, in cui il monopolio è detenuto da pochi operatori che occupano buona parte del mercato. La trasparenza indotta dalla pubblicazione dei listini consigliati potrebbe raggiungere l’obiettivo opposto: assumere una connotazione anti-competitiva, favorendo la convergenza dei prezzi dei vari prodotti verso l’alto, a danno dei consumatori.

Dare ai consumatori la possibilità di scegliere
L’acquisizione dei listini prezzi consigliati dalle imprese responsabili dell’immissione in commercio dei prodotti, per essere pubblicati sui siti istituzionali dei due Ministeri, è una soluzione che non piace all’Anti-trust. Lo stesso, ritiene però apprezzabile l’intento di favorire una riduzione dei prezzi degli alimenti per lattanti e giustifica la contrarietà a pubblicare le informazioni relative ai prezzi su imprese attive nel medesimo mercato perché consentirebbe a queste ultime di prevedere e conoscere la politica commerciale dei concorrenti, favorendo il coordinamento tra imprese indipendenti e sfociando talvolta in vere e proprie intese in violazione della normativa antitrust. Una soluzione sarebbe sì pubblicare i prezzi, ai fini di una maggiore trasparenza a favore del consumatore, rendendo pubblici non i prezzi praticati dalle case produttrici alla distribuzione, bensì quelli praticati da quest’ultima al pubblico, suddividendoli per tipologia di punto vendita – GDO, dettaglio tradizionale, farmacia e così via – e per area geografica, mettendo possibilmente a disposizione degli utenti un meccanismo informatico di rapida comparazione dei prezzi al fine di indirizzare la domanda verso i prodotti e i punti vendita più competitivi.

Sahalima Giovannini

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