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Non sempre l’acquisto di cibi a basso costo garantisce il benessere dei bimbi

ottobre 3, 2012 4:58 pm

Sono proprio gli alimenti messi in bella mostra negli scaffali dei supermercati ed a basso costo ad avere la meglio sulla borsa della spesa anche se, il più delle volte, sono ricchi di grassi idrogenati e zuccheri che favoriscono l’obesità.

Un paio di settimane orsono, abbiamo parlato di alimenti a buon mercato con effetto ingrassante, si parlava di bevande gasate indicando di quanto anche i cibi che predispongono all’obesità sono anche i più economici. E’ il risparmio la molla che spinge le famiglie meno abbienti a orientarsi su questi alimenti anziché sul pesce, sulla frutta e verdura, con il loro limite del costo elevato, soprattutto in un periodo di crisi economica. Nel dibattito sono intervenuti gli esperti nutrizionisti di un noto marchio alimentare, decisi a fornire consigli su come nutrire bene i bambini spendendo meno denaro e non facendoli ingrassare.

Bambini sedentari, bambini sovrappeso
I bambini di oggi hanno sempre più problemi di peso. Gli esperti hanno realizzato uno studio valutando le abitudini alimentari di 2.238 ragazzini, maschie e femmine, di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Dai dati raccolti emerge che circa il 40% dei bambini è sovrappeso ed ovviamente lo sono molto di più i bambini sedentari, le bimbe in percentuale superano i maschietti. Muoversi di più e mangiare meglio aiuterebbe sicuramente a riacquistare le abitudini di vita corrette aiutando così a perdere i chili di troppo e mantenere il controllo del peso. Di riflesso, il peso ideale ed il movimento corretto, aiutano a prevenire le malattie acute e croniche dell’età adulta: diabete, ipertensione e malattie cardiocircolatorie, tutte patologie correlate al peso in eccesso. La crisi economica, purtroppo, non aiuta in questo senso: secondo il Prof. Claudio Maffeis, pediatra, docente all’Università di Verona ed esperto di nutrizione e obesità in età pediatrica, il sovrappeso e l’obesità sono quasi sempre dovuti ad un regime alimentare poco corretto ed alla scarsa attività fisica. Le famiglie oggi hanno una minore disponibilità economica e sono costrette ad orientarsi su cibi economici, troppo spesso però, hanno un elevato contenuto calorico. Come fare, allora, a conciliare esigenza di cibo di qualità e necessità di risparmio?

Acquistare solo quello che serve davvero
La prima regola per spendere meno è in realtà semplice: si deve acquistare solo quello di cui hanno realmente bisogno i bambini per crescere bene. Sì, quindi a carboidrati, proteine e grassi purché in quantità limitate, mentre minerali e vitamine senza limitazioni. Il problema è far coincidere le nuove esigenze di risparmio con le abitudini, ormai acquisite, ovvero compare anche il superfluo. È quindi necessario imparare a rivedere le proprie abitudini, eventualmente facendosi consigliare dal pediatra o da un nutrizionista pediatrico. I nutrizionisti consigliano di preferire alimenti con un costo contenuto ed un alto valore biologico dal punto di vista nutrizionale: ne sono esempi le uova, i legumi, il pesce surgelato ed i formaggi stagionati come il grana. Questi cibi forniscono proteine di ottima qualità oltre che minerali ed alcune vitamine e, molto importante, non pesano sul portafogli. Inoltre, dai dati raccolti nella ricerca sul consumo della frutta, si evidenzia un uso davvero esiguo di frutta: una sola porzione al giorno, anziché le tre consigliate. Spesso, poi, le porzioni di frutta fresca sono sostituite dai succhi di frutta, offrendo due svantaggi: costano decisamente di più dell’equivalente di frutta fresca ed inoltre, contengono zuccheri aggiunti, calorie in più e poca fibra. Anche i piatti pronti sul conto della spesa incidono non poco: costano infatti molto di più di una semplice, economica e veloce pasta al pomodoro.

Consigli facili per mangiare bene e risparmiare
I nutrizionisti suggeriscono di sostituire, una volta alla settimana, il secondo piatto di carne o pesce con le uova: ne sono concesse due alla settimana, bollite, alla coque o in frittata in padella antiaderente. Anche il formaggio può costituire una buona fonte di proteine: se stagionato, una porzione da 30 a 60 grammi, in base all’età, due volte alla settimana. Il formaggio, inoltre, non può essere considerato solo un condimento per gli spaghetti o un “di più” dopo la carne: così facendo si ingeriscono troppe proteine e calorie, si ingrassa e … si spende. Le proteine vegetali poi, possono ben sostituire quelle animali, andrebbero proposte ai bambini almeno tre volte la settimana quindi: fagioli, lenticchie, ceci, fave e cicerchie, se questi vengono associati ai carboidrati semplici come quelli della pasta o del riso, diventano un piatto unico da completare solo con verdura e frutta. Il pesce fresco può essere tranquillamente sostituito con pesce surgelato, costa meno ed ha un valore nutrizionale altrettanto valido. Occasionalmente si può utilizzare anche il pesce conservato in scatola, meglio se al naturale. Il pesce andrebbe proposto almeno due o tre volte alla settimana. La stessa cosa vale per le verdure, se il costo dei freschi è troppo caro, si può ricorrere ai surgelati, sia come preparati per minestroni che in pezzi e quindi già puliti e porzionati. Nel reparto salumeria si dovrebbe dare sempre la preferenza ai salumi tagliati freschi piuttosto che le vaschette, il costo in questo caso è superiore ed anche lo spreco. Scegliamo sempre frutta di stagione oltre ad essere più valida sotto il profilo nutrizionale, costa decisamente meno rispetto a quella fuori stagione. Il consumo di snack dolci e salati e dei cibi precotti va limitato: sono alimenti nutrizionalmente inutili e, anche se costano poco, sono pur sempre una spesa che si può tranquillamente tagliare. Succhi, bibite gassate e zuccherate hanno uno scarso valore nutrizionale, spesso sproporzionato al costo. Preferire l’acqua, magari quella in offerta al supermercato oppure quella del rubinetto, è un modo per risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Sahalima Giovannini

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