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Conosciamo la tariffa bioraria

ottobre 12, 2010 3:38 am

Potrebbe essere un buon sistema per risparmiare, anche se alcune associazioni di consumatori sostengono che non è una modalità di spesa adatta a famiglie con bimbi. È ufficiale dallo scorso giugno. Stiamo parlando della tariffa bioraria, un metodo di tariffazione dell’energia elettrica che prevede un risparmio sulla bolletta, a patto che la maggior parte del…

Conosciamo la tariffa bioraria

Potrebbe essere un buon sistema per risparmiare, anche se alcune associazioni di consumatori sostengono che non è una modalità di spesa adatta a famiglie con bimbi.

È ufficiale dallo scorso giugno. Stiamo parlando della tariffa bioraria, un metodo di tariffazione dell’energia elettrica che prevede un risparmio sulla bolletta, a patto che la maggior parte del consumo energetico si concentri nella fascia oraria notturna e serale. Una buona idea per i single o per chi lavora tutto il giorno. Ma come la mettiamo con le famiglie come le nostre, che con bimbi piccoli a casa durante le ore diurne hanno l’esigenza di utilizzare lavatrice, forno ed altri elettrodomestici ad alto consumo lungo tutto il corso della giornata? Ecco qualche consiglio per capirne di più e qualche suggerimento per risparmiare davvero.

Due fasce per due prezzi diversi
La tariffa bioraria è stata applicata automaticamente, a partire dallo scorso 1° gennaio, a tutte le famiglie con contatore elettrico che non hanno scelto un fornitore nel mercato dell’energia. Consiste in una tariffa con differenti prezzi a seconda degli orari in cui si consuma l’energia stessa nell’arco di una giornata. Le fasce di consumo e quindi di prezzo sono due: la fascia “piena” è quella in cui la richiesta energetica è maggiore e si identifica nelle ore di punta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19. La fascia “vuota” si riferisce alle ore comprese tra le 19 e le 8 del mattino durante la settimana, oltre a tutte le ore di sabato, domenica e giorni festivi. La tariffa monoraria, invece, aveva un unico prezzo. La fatturazione è divisa in due fasce di prezzo: quella di punta in bolletta è indicata con la sigla F1, quella vuota è indicata con F23 oppure F2+F3. Il passaggio al nuovo sistema, come è stato detto, è automatico: non va richiesto e non occorre stipulare un nuovo contratto. I singoli consumatori vengono informati con specifici avvisi nelle tre bollette prima dell’attivazione, che avviene solo quando è installato il nuovo contatore elettronico, programmato per ‘leggere’ i consumi nei diversi momenti. Per dare a tutti la possibilità di abituarsi, fino alla fine del 2011 la differenza di prezzo tra le fasce sarà solo del 10 per cento. Dal 1° gennaio 2012 invece i prezzi rispecchieranno a pieno il costo di produzione.

Davvero è adatta alle famiglie?
Teoricamente, la tariffa bioraria rappresenta un valido sistema per risparmiare in energia elettrica: è sufficiente utilizzare gli elettrodomestici ad alto consumo energetico – come forno, lavastoviglie, lavatrice – o nel fine settimana, oppure nei giorni feriali ma dopo le ore 19. Per ottenere un reale risparmio rispetto alla tariffa monoraria è necessario concentrare i propri consumi almeno per i due terzi nella fascia oraria notturna o nel fine settimana, che prevede un prezzo decisamente inferiore rispetto alla fascia oraria di punta. Nel caso si consumi meno dei due terzi durante la fascia “vuota”, c’è il rischio di pagare di più con la tariffa bioraria rispetto alla tariffa monoraria. E per una famiglia con bambini non è semplice concentrare la maggior parte dei consumi nei momenti più economici: c’è sempre la necessità di fare bucati, di cucinare qualche pietanza al forno ben prima delle sette di sera e durante i giorni feriali. Certo, si può cercare di abituarsi a fare sempre il bucato dopo le 19 e di accendere il forno dopo quell’orario per preparare la cena: questi due elettrodomestici però consumano, da soli, circa 2 kilowatt ciascuno e il normale contatore non è in grado di sopportare un carico superiore a 3,3kilowatt. In caso contrario, “scatta” e si interrompe il rifornimento di energia. La tariffa bioraria sembra insomma indicata soprattutto per chi è fuori casa tutto il giorno e si occupa delle faccende domestiche la sera e nel week end, senza avere l’esigenza di utilizzare più elettrodomestici insieme. Chi utilizza la corrente di giorno sarà costretto a cambiare abitudini o dovrà usufruire della fascia oraria più costosa.

Forse disponibili nuovi contatori
Per consentire l’utilizzo contemporaneo di più elettrodomestici nelle ore serali dei giorni feriali sarebbe necessario dare la possibilità di poter prelevare contemporaneamente anche 4 kw, che corrisponde al 21 per cento in più della quantità attualmente concessa per contratto, per tre ore continue. Questa soluzione sarebbe adatta alle famiglie con la necessità di utilizzare energia anche negli orari in cui questa costa di più: famiglie monoreddito con bambini piccoli, ma anche pensionati e famiglie con persone malate bisognose di apparecchiature elettriche. Per aiutare i consumatori l’Autorità dell’energia ha messo a disposizione sul proprio sito internet il “Pesa Consumi”, per scoprire quanto i singoli elettrodomestici influiscono sul consumo giornaliero nella propria abitazione, e il “Trova Offerte”, per confrontare le offerte del mercato libero nel caso non si volesse l’applicazione dei prezzi biorari. Per avere informazioni, si può chiamare lo “Sportello per il consumatore” dell’Autorità al numero verde 800.166.654 (dalle ore 8 alle 18), oppure si può consultare il sito www.autorita.energia.it.

 

Giorgia Andretti

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