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Molestie sul lavoro

aprile 24, 2002 12:00 pm

730 mila le italiane che ogni anno subiscono approcci indesiderati: dall’Unione europea una nuova direttiva E’ il colloquio di assunzione il momento più a rischio. Oltre la metà delle donne che in Italia hanno subito molestie, ricatti e violenze sessuali sul posto di lavoro, hanno vissuto questi episodi durante gli incontri per ottenere un nuovo…

730 mila le italiane che ogni anno subiscono approcci indesiderati: dall’Unione europea una nuova direttiva

E’ il colloquio di assunzione il momento più a rischio. Oltre la metà delle donne che in Italia hanno subito molestie, ricatti e violenze sessuali sul posto di lavoro, hanno vissuto questi episodi durante gli incontri per ottenere un nuovo impiego. E’ uno dei risultati di una recente indagine presentata nei giorni scorsi durante il convegno “Crimini nel lavoro”, promosso da Andromeda, Associazione di volontariato osservatorio per la sicurezza, l’Associazione della ricerca economica (Are) e l’Istituto universitario di ricerca e criminologia (Iurc).
In Italia le donne che ogni anno subiscono molestie sessuali sul lavoro sono 728 mila e per 336 mila gli episodi sono avvenuti proprio durante il colloquio di assunzione. “La fascia più a rischio – ha sostenuto Stefano Petilli, professore della facoltà di Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, che ha condotto la ricerca – è quella delle donne tra 25 e 40 anni e il 30 per cento delle vittime lavora nella pubblica amministrazione”.

Il problema non è solo nazionale. Secondo alcune ricerche, in Europa le donne che subiscono molestie sessuali sul lavoro sono tra il 30 ed il 50 per cento del totale. E proprio dai palazzi della politica europea è arrivato nei giorni scorsi una decisione destinata a cambiare le cose sul fronte della tutela delle lavoratrici. Una nuova direttiva europea considera le molestie sessuali una forma di discriminazione in fabbrica o in ufficio e stabilisce che spetta al datore di lavoro garantire le condizioni perché il fenomeno sia prevenuto e punito. Commissione, Consiglio ed Europarlamento, riuniti in procedura di conciliazione, daranno il consenso definitivo alla direttiva stilando un testo comune. Le nuove norme saranno poi ratificate dall’assemblea dei deputati di Strasburgo ed entro il 2005 diventeranno legge per tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

La nuova direttiva europea, che modifica ed aggiorna una precedente normativa del 1997, riconosce esplicitamente la molestai sessuale come una forma di discriminazione “contraria al principio del pari trattamento” tra i sessi nell’accesso e nelle condizioni sui posti di lavoro. L’inserimento delle molestie sessuali tra le fattispecie di discriminazione comporta un’importante conseguenza: il ribaltamento dell’onere di prova. Toccherà ai datori di lavoro, qualora sia denunciato un incidente, dimostrare che in seno all’azienda sono state prese tutte le misure necessarie per prevenire il fenomeno. Le imprese dovranno anche provare di avere preso misure disciplinari adeguate verso i “molestatori” accertati.

 

Matteo De Matteis

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