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I benefici della flessibilità

maggio 21, 2001 12:00 pm

Part time o telelavoro, le nuove forme di impiego lasciano più spazio al tempo libero e alla famiglia Il lavoro. Per molti rimane purtroppo un miraggio. Anche perché le caratteristiche del sogno inseguito non corrispondono più, in molti casi, alla realtà dell’offerta.Il posto fisso diviene sempre meno un’opportunità perseguibile, ma le soluzioni alternative non devono…

Part time o telelavoro, le nuove forme di impiego lasciano più spazio al tempo libero e alla famiglia

Il lavoro. Per molti rimane purtroppo un miraggio. Anche perché le caratteristiche del sogno inseguito non corrispondono più, in molti casi, alla realtà dell’offerta.Il posto fisso diviene sempre meno un’opportunità perseguibile, ma le soluzioni alternative non devono essere considerate un semplice ripiego.
Il trend, anche in Italia, sta progressivamente cambiando, anche se lentamente rispetto al resto d’Europa. Il Ministero del Lavoro ha recentemente reso noti alcuni dati sulla diffusione dei contratti di lavoro part-time: un terzo del totale dei 428mila nuovi assunti tra luglio 1999 e luglio 2000 ha sottoscritto un accordo per un lavoro a tempo parziale. Praticamente la popolazione di una città italiana di medie dimensioni, composta, in questo caso, soprattutto da giovani uomini e donne tra i 30 e 40 anni.
Il nostro Paese non regge ancora il confronto con l’accelerazione che questo fenomeno ha subito nel resto del Vecchio Continente, visto che, in rapporto all’11,2% di italiani a “mezzo servizio”, in Gran Bretagna svolge un lavoro a tempo parziale il 23% della forza lavoro, in Irlanda il 18%, in Germania il 16,6% e in Francia il 14,8%. Questa percentuale sale però nel nostro Paese, se riferita all’universo femminile, al 22,4%

Il lavoro flessibile prende quindi piede prevalentemente tra il gentil sesso, anche nella forma ancora poco frequentata del telelavoro: mobile, a domicilio, occasionale o autonomo. Oggi in Italia esercitano una professione a distanza quasi 800mila persone con vantaggi, da un punto di vista personale, indiscutibili.
Chi svolge la propria mansione in casa osserva un sensibile miglioramento nel rapporto con i figli, così come risulterà più agevole la gestione della casa e si attenuerà lo stress per ragioni di traffico e di cattivi rapporti con i colleghi.
Anche questo settore vede però l’Italia in svantaggio rispetto al resto d’Europa. Nel nostro Paese, secondo i dati diffusi dall’Istat nel 1999, i telelavoratori rappresentavano il 3,59% della forza lavoro complessiva, circa 720mila persone, contro il 6% della media europea, corrispondente ad oltre 9 milioni di persone.
Dobbiamo invece rivolgere la nostra attenzione oltreoceano per apprezzare i vantaggi dell’orario lavorativo flessibile. Infatti, secondo una ricerca diffusa dal settimanale Working Woman sulle migliori aziende per la madri lavoratrici, il 100% delle società analizzate offrono almeno una possibilità di lavoro flessibile ai dipendenti. Ad esempio, Ibm offre ai lavoratori che diventano genitori tre anni di interruzione, garantendo il mantenimento del posto. Anche l’orario di lavoro può essere autogestito dai lavoratori. Vi sono compagnie in cui la settimana lavorativa può essere ridotta a soli quattro giorni, e passare da un impegno full-time a uno a tempo parziale non costituisce una difficoltà insormontabile.

 

Giancarlo Strocchia

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