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I cani e i bambini

aprile 17, 2001 12:00 pm

E’ un ottimo compagno di gioco, a patto che vengano rispettate alcune regole di sicurezza e convivenza Bambini e cani: ottima accoppiata, purché i rapporti tra loro siano corretti e rispettosi. Al bambino bisogna spiegare, innanzitutto, che l’animale va rispettato, non è un giocattolo di gomma al quale tirare le orecchie o dare pizzicotti. Al…

E’ un ottimo compagno di gioco, a patto che vengano rispettate alcune regole di sicurezza e convivenza

Bambini e cani: ottima accoppiata, purché i rapporti tra loro siano corretti e rispettosi.
Al bambino bisogna spiegare, innanzitutto, che l’animale va rispettato, non è un giocattolo di gomma al quale tirare le orecchie o dare pizzicotti. Al cane bisogna altresì garantire un ambiente pulito e tranquillo e dargli delle regole, evitando la cattiva abitudine di “elevarlo” a membro della famiglia!
I genitori possono fare molto per rendere possibile la convivenza fra bambino e animale. Se mostrano quanto amano il cane, il bambino non troverà difficoltà a conviverci: i bambini tendono ad imitare l’adulto e così faranno anche nel rapporto con l’animale.
Inoltre, se la presenza del cane in casa non è precedente alla nascita del bambino, è consigliabile prenderlo quando il bambino è già grandicello, 3-5 anni, cioè quando è già più strutturato sul piano immunologico e comportamentale.

Per evitare brutte sorprese ecco alcuni consigli da seguire per una corretta convivenza.

  • Se in casa arriva un cucciolo, l’approccio col bambino deve essere lento e controllato. Non dobbiamo mai lasciare soli cane e bambino, perché entrambi hanno bisogno del nostro controllo e della nostra guida. Siamo noi che dobbiamo gestire la relazione educando insieme cane e bambino.
  • Il bambino non deve avere paura, ma neppure avvicinarsi bruscamente o con la mano tesa verso la testa del cane; l’animale potrebbe vedere il gesto come una minaccia e sfuggire in seguito il bambino.
  • Il cane difende i suoi due sensi più importanti: le orecchie e il naso. Da cucciolo, se infastidito, potrebbe solo scappare, ma da adulto potrebbe ribellarsi pesantemente.
  • La coda non è solo un “appendice” dell’animale, ma un mezzo di comunicazione e la sua “bussola”: bloccarla significa per lui limitare il movimento e la comunicazione.
  • Non fate mai avvicinare il bambino “quatto quatto” mentre il cane è assorto, sonnecchiante o distratto. Il cane si potrebbe spaventare e reagire, morsicando il suo amichetto, che in quel momento rappresenta un pericolo.
  • Insegnate a vostro figlio a non urlare. L’udito del cane è finissimo e la voce alta come gli strilli non gli sono graditi; li percepisce amplificati e li associa a segnali di pericolo, a cui può quindi reagire.
  • Mai fissare un cane negli occhi: nel linguaggio canino, questo equivale a una sfida, che se raccolta, sfocia in un iroso ringhiare, seguito da possibili morsi.
  • Non date al bambino la cattiva abitudine di disturbare il cane durante i pasti. La ciotola è sua e il bimbo –considerato suo pari nella gerarchia del branco- non deve permettersi di sottrargliela o di disturbarlo mentre mangia. La reazione potrebbe essere violenta.
  • Il bimbo non deve mai soffiare sul muso del cane. Questo gesto è un segnale di dominanza che il capobranco riserva ai sottoposti per allontanarli. Il cane non accetta questo comportamento da un suo pari e può ribellarsi.

 

Domizia Luzzi

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