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L’invasione delle pulci

marzo 29, 2001 12:00 pm

Con la bella stagione il rischio aumenta: ecco come difendere gli animali e la casa nella quale abitiamo La specie di pulce che più comunemente può essere riscontrata nel cane e nel gatto è la cosiddetta pulce del gatto, scientificamente Ctenocephalides felis felis. La sua “circolazione” è stata favorita dalla diffusione degli animali da compagnia…

Con la bella stagione il rischio aumenta: ecco come difendere gli animali e la casa nella quale abitiamo

La specie di pulce che più comunemente può essere riscontrata nel cane e nel gatto è la cosiddetta pulce del gatto, scientificamente Ctenocephalides felis felis. La sua “circolazione” è stata favorita dalla diffusione degli animali da compagnia in tutto il mondo. Si tratta di una specie di pulce abbastanza robusta e non particolarmente legata ad una specifica tipologia di animali-ospiti. La cosiddetta “pulce felina” ha sostituito quasi completamente la specie originariamente stabilitasi sui cani (ctenocephalides canis). Le pulci femmine adulte depongono abitualmente le uova sugli animali ospiti. Una volta individuato il potenziale ospitante, la pulce vi si stabilisce iniziando immediatamente ad alimentarsi del suo sangue. Dopo che la femmina ha terminato di nutrirsi si verifica l’accoppiamento, a cui segue la deposizione delle uova. Le pulci femmine possono deporre fino a 46 uova al giorno e ciascuna pulce continua a deporre uova ogni giorno fino alla propria scomparsa. Si sono riscontrati casi di pulci adulte sopravvissute fino a 113 giorni, tuttavia la maggior parte delle pulci vive, in media, circa 2 settimane. Le uova di pulce, assieme alle feci, cadono dal mantello dell’ospite nell’ambiente circostante. Il loro sviluppo dallo stadio larvale a quello di adulto, passaggio della durata di 17-22 gg. per le femmine e di 20-26gg. per i maschi, dipende dalle condizioni di temperatura ed umidità che si riscontrano nell’ambiente.

Le larve somigliano a piccoli vermi, sono molto attive ma evitano la luce e gli ambienti con poca umidità, si nascondono fra la vegetazione e sotto i tappeti. E’ in queste zone che si trasformano in “pupe”. L’adulto preformato all’interno del bozzolo è molto resistente alle basse temperature e alla bassa umidità, e rimane al suo interno fino a quando non gli viene segnalata la presenza di un ospite tramite le vibrazioni, la variazione di temperatura e l’anidride carbonica ambientale. In questo modo può svilupparsi una infestazione massiva in casa o in giardino senza che il proprietario se ne renda conto. Detto questo appare chiaro che per controllare il problema occorre agire su sue fronti, sia direttamente sull’animale ma anche indirettamente sull’ambiente, infatti le forme adulte presenti sul cane e sul gatto sono una quota minima, inferiore al 5% rispetto alla carica totale, mentre il 95% ed oltre è rappresentato dalle forme immature presenti nell’ambiente. Il punto di partenza è la casa dove vivono i vostri amici a 4 zampe e sicuramente le misure di controllo più efficaci sono quelle meccaniche come ad esempio:

  • Aspirazione di tappeti,coperte e tappezzerie in genere
  • Lavaggio con detergenti
  • Lavaggio frequente dei pavimenti
  • Lavaggio del giaciglio dell’animale
In questo modo sicuramente riduciamo significativamente la concentrazione delle uova e delle larve di pulce. Occorre inoltre trattare accuratamente tutta la superficie frequentata dall’animale e in particolar modo cuccia, divani e sedili dall’automobile. Bisogna inoltre tener presente che le sostanze insetticide non sono efficaci sull’insetto nella fase di pupa in quanto protetto da un involucro fibroso. In ultimo, ma non meno importante, bisogna intervenire anche nelle aree immediatamente adiacenti all’abitazione soprattutto dove più frequentemente transita l’animale, e soprattutto le zone in ombra e dove il terreno si mantiene umido, habitat ideale per lo sviluppo delle pulci.

Le pulci risultano nocive sia alla salute degli animali che a quella dell’uomo. L’allergia provocata da questi insetti, la cosiddetta ipersensibilità da morso di pulci, è una delle principali cause di dermatite nel cane e nel gatto. La massiccia presenza di pulci, inoltre, può provocare nell’animale una forma di anemia e gli stessi insetti possono trasmettere alcuni endoparassiti intestinali come il dipylidium caninum (tenia). In genere le lesioni provocate dalle pulci appaiono nella zona dorso-caudale del tronco dell’animale e sono facilmente osservabili nella zona ventrale e inguinale. La pulce del gatto può stabilirsi anche sull’uomo quando in casa non sono presenti altri animali che possano fungere da ospiti. In seguito al morso di pulce, alcune persone particolarmente sensibili possono sviluppare gravi manifestazioni allergiche. Per quanto riguarda le tecniche di eliminazione delle pulci, si sono rivelate particolarmente efficaci alcune nuove sostanze chimiche che agiscono sia sull’animale che sullo sviluppo delle larve nell’ambiente; nel caso di pulci del gatto, è possibile utilizzare un prodotto iniettabile per via sottocutanea a base di lufenuron, capace di tenere sotto controllo la pulce per 6 mesi.

 

Costantino Melis

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