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Proprietari di cani, ci sono nuove regole da rispettare per la sicurezza

settembre 25, 2013 9:30 am

Sono state emesse nuove leggi per la gestione dei cani: obblighi e regole ci sono, ma non cambiano da quanto era già indicato prima. Inoltre secondo gli esperti non è sufficientemente tutelata la sicurezza dei più piccoli.

Regole in arrivo per chi detiene un cane: sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì 6 settembre è stata infatti pubblicata un’ordinanza del ministero della Salute che impone ai proprietari alcuni obblighi. Le motivazioni sono presto dette: si è reso necessario prendere provvedimenti per tutelare la sicurezza dopo i fatti di questa estate. Tutti noi ricordiamo infatti il triste episodio del bimbo di un anno e mezzo appena, aggredito e ucciso da quattro cani di famiglia.

Che cosa dicono le nuove regole
Une delle regole fondamentali: Il proprietario del cane ha l’obbligo di utilizzare il guinzaglio ‘corto’ al massimo di 1,5 metri e avere sempre con sé la museruola. Inoltre si afferma, nell’ordinanza, saranno istituiti corsi specifici per i possessori dei cani proprio per evitare che si verifichino incidenti domestici. Nell’ordinanza si legge anche che il detentore del cane è anche il responsabile penalmente e civilmente dei danni provocati dall’animale. “Il proprietario di un cane – si legge nell’ordinanza, che avrà efficacia per 12 mesi – è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale stesso. Chiunque, a qualsiasi titolo, accetti di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo. Il guinzaglio deve sempre essere utilizzato nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, tranne che nelle aree che sono espressamente destinate dai comuni allo sgambamento dei cani liberi. La museruola dovrà essere sempre presente in caso di cani mordaci per persone o per altri animali.

L’importanza di una gestione responsabile
L’ordinanza ribadisce che chi detiene un cane deve essere in grado di gestirlo e, nel momento in cui uno di questi animali sia acquistato dall’allevatore o adottato al canile, è fondamentale acquisire informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche oltre che sulle norme in vigore. È importante assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive. A tal scopo, vengono istituiti percorsi formativi per i proprietari dei cani, con rilascio di un attestato di partecipazione. I percorsi formativi – si legge nell’ordinanza del ministero della Salute – sono organizzati dai Comuni congiuntamente ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, i quali possono avvalersi della collaborazione dei seguenti soggetti: ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie e associazioni di protezione animale. Il Comune, su indicazione del servizio veterinario ufficiale, individua il responsabile scientifico del percorso formativo tra i medici veterinari esperti in comportamento animale o appositamente formati. Le spese per i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane. Infine, una parola per le famigerate deiezioni canine: l’ordinanza prevede l’obbligo di raccogliere le feci e di avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

In che modo le norme saranno fatte rispettare?
L’ordinanza in questione, però, non soddisfa nessuno, nemmeno i veterinari dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Infatti, in sostanza, le nuove norme non costituiscono nulla di nuovo e sono praticamente identiche a quelle emesse nel 2009. Partiamo da quello che è reso obbligatorio e che invece dovrebbe essere un atto spontaneo da parte di un proprietario: la raccolta delle feci. Chi non le ha mai raccolte continuerà a non farlo, a dispetto delle norme in vigore, perché difficilmente vedremo, nelle nostre città, vigili o addetti all’ordine pubblico che multano il proprietario che lascia la popò in mezzo al parco in cui i bambini avrebbero il diritto di correre al sicuro. Altro neo: i corsi per i proprietari. Si dice che sono obbligatori, ma chi li tiene? Dove rivolgersi per frequentarli? Saranno a pagamento o gratuiti? Anche qui non viene fatta chiarezza: finirà che, in mancanza di direttive chiare, i proprietari di cani non necessariamente aggressivi, ma molto grossi, caratteriali o di non facile gestione non faranno semplicemente nulla, continuando a non saper gestire correttamente un animale impegnativo. Inoltre, le regole si riferiscono soprattutto alla gestione dell’animale nell’ambiente esterno: ma chi si preoccupa di quello che accade in casa? Perché, è vero che anche un barboncino o un bassotto possono mordere e che un pitbull può essere l’animale più mansueto del mondo, ma si tratta di eccezioni. È sempre bene prestare attenzione nella convivenza tra bambini e animali, informandosi e rivolgendosi eventualmente a un educatore, sempre nell’ottica di una gestione intelligente di un animale che vive a contatto con un bambino.

Sahalima Giovannini

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