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Oltre la metà delle aggressioni messe in atto dai cani sono rivolte ai bambini

novembre 28, 2012 4:00 pm

Non dobbiamo mai dimenticarlo: anche se è il miglior amico dell’uomo il cane è pur sempre un animale. L’attenzione va posta sempre ma ancor di più quando il cane deve condividere gli spazi con un bambino piccolo.

Di recente sono stati due gli episodi che hanno fatto rabbrividire letteralmente i lettori di blog e giornali. Il primo, vicino a Palermo: un bambino di otto anni viene aggredito in giardino dal cane di casa, un rottweiler raccolto mesi prima in strada da padre. Il secondo, sempre a Palermo: una bambina di due anni, mentre sta mangiando un lecca lecca, viene azzannata alla testa dal pitbull di parenti. Sono solo gli ultimi di una serie di episodi da parte del miglior amico dell’uomo e sempre sui soggetti più deboli e meritevoli di attenzione: i bambini. Ed è solo una coincidenza che siano entrambi avvenuti in Sicilia: accadono, purtroppo, praticamente ovunque. Secondo gli esperti, ogni anno circa un milione di persone in tutto il mondo subisce aggressioni da parte di un cane. Nella vita, tutti abbiamo la possibilità di subire il morso da un cane ma l’aspetto più serio è che oltre il cinquanta per cento degli attacchi avviene nei confronti dei bambini.

Perché i bambini sono più a rischio
Benché viva a contatto con l’uomo da oltre 15.000 anni e non possa, ormai, fare a meno dell’essere umano per sopravvivere, il cane resta essenzialmente un animale e quindi vive e considera l’uomo alla stregua degli altri individui del branco e ne applica le stesse regole. Riconosce una figura di capo branco denominata alfa e come tale a questo si assoggetta: se in natura il capo branco era un cane, nel branco-famiglia questa figura è rappresentata da un adulto, in genere l’uomo o, più raramente, la donna della famiglia. In natura questo rapporto di subordinazione è molto forte tanto da far nascere, nel cane, un senso di inferiorità basato sulla chiarezza e distinzione dei ruoli. Ecco perché i bambini corrono più rischi. Gli esperti ritengono che il cane morde un bambino perché non ne riconosce l’autorità. Per questo è più facile che anche il cane di famiglia morda il più piccolo, cioè colui che non ha l’autorità in casa, piuttosto che l’adulto capofamiglia. Quando in casa arriva un cucciolo è importante abituarlo da subito a rispettare tutti i componenti della famiglia, dai quali dovrebbe dipendere gerarchicamente. Il cane non deve essere libero di fare ciò che vuole e di sentirsi sullo stesso piano di un membro della famiglia. Al contrario, deve abituarsi, con l’allenamento, a capire di essere gerarchicamente inferiore anche all’ultimo nato in casa. Questo spiega in parte gli episodi di aggressione: difficilmente i cani avvezzi da sempre al contatto e all’interazione con i bambini tendono ad aggredirli. Al contrario, un cane non abituato ai ragazzini potrebbe avere reazioni violente se gli viene chiesto di interagire con essi. Questi comportamenti sono spesso incomprensibili per noi uomini che ragioniamo: noi siamo, appunto, esseri umani.

Perché il cane morde?
Il cane può mordere per diversi motivi, il primo in assoluto sono i movimenti repentini dei bambini, movimenti che l’animale non si aspetta come il passaggio di una bicicletta o la corsa di un bambino. I movimenti veloci potrebbero intimorirlo oltre che infastidirlo. La seconda motivazione è dettata dalla protezione del territorio. Il cane è un animale territoriale, i maschi lo sono in modo più marcato rispetto alle femmine, infatti, non amano gli intrusi nella zona che considerano loro, come, appunto, la zona della cuccia, il giardino in cui vive e la stanza in cui passa più tempo. E’ quindi importante educare i bambini ad aver rispetto dello spazio del cane o meglio, non fare mai movimenti veloci stando dietro il cane ma accertarsi sempre di essere ben visibili , l’animale potrebbe spaventarsi e reagire di conseguenza. Si dovrebbe mostrare ai piccoli qual è il modo adeguato per giocare e interagire con il proprio cane senza innervosirlo, mai trattarlo come un peluche. Inoltre, bisognerebbe insegnar loro a non provare paura del cane, perché, l’animale percepisce quando l’uomo ha paura di lui e questo potrebbe stimolare la sua aggressività. Infine, è indispensabile gestire la gelosia verso un bimbo appena nato: il piccolo oltre a diventare il nuovo cucciolo della famiglia potrebbe fare dei movimenti percepiti come atti aggressivi dall’animale e reagire di conseguenza: per questo è essenziale non lasciare mai un bambino solo con un cane, specie se di taglia grossa. La razza e la taglia non sempre c’entrano: esistono bassotti aggressivi e pitbull tranquilli, ma la dimensione della bocca, la forza delle mandibole e la mole stessa fanno la differenza.

Insegniamo ai bambini ad accostarsi al cane
È bello che i bimbi amino gli animali e non ne abbiano timore. I genitori, però, dovrebbero insegnare ai figli ad approcciare il cane in modo corretto e vegliare sul loro comportamento. Ci sono cani, è vero, di indole particolarmente docile, che si lasciano piacevolmente strapazzare dai bambini. Questo atteggiamento, però, non è corretto nei confronti del cane stesso e, soprattutto, induce il bambino a credere di poterlo fare con qualsiasi esemplare, anche quello incontrato per caso. È quindi importante:

• non avvicinarsi al cane senza aver chiesto il permesso al padrone;
• avvicinarsi lentamente lasciando che l’animale annusi e avverta la presenza dell’essere umano;
• avvicinarsi con il palmo della mano rivolto verso l’alto, in modo che il cane non travisi il gesto: se si tiene la mano girata, il cane potrebbe percepire la mossa come un atto aggressivo nei suoi confronti;
• accarezzare dolcemente il cane con il dorso della mano;
• non tirargli mai la coda;
• non guardarlo mai fisso negli occhi perché il cane si potrebbe innervosire interpretando lo sguardo come in gesto di sfida ,il cane comunica con lo sguardo, e la percezione delle sensazioni avviene proprio attraverso gli occhi, ma questo deve essere evitato con qualsiasi animale;
• non disturbarlo mentre mangia o dorme.

Giorgia Andretti

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