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Se il bambino chiede un cucciolo

febbraio 3, 2009 3:36 am

È tra le richieste più frequenti dei figli, ma prima di esaudire il desiderio è bene valutare i pro e i contro, considerare la grandezza della casa e calcolare il tempo necessario per prendersene cura. Prima o poi in tutti i bambini sopraggiunge il desiderio di possedere un animale, vero e non di peluche. Accontentare…

Se il bambino chiede un cucciolo

È tra le richieste più frequenti dei figli, ma prima di esaudire il desiderio è bene valutare i pro e i contro, considerare la grandezza della casa e calcolare il tempo necessario per prendersene cura.

Prima o poi in tutti i bambini sopraggiunge il desiderio di possedere un animale, vero e non di peluche. Accontentare la richiesta del piccolo può essere una buona idea. Crescere con gli animali è positivo per i bimbi perché sviluppa in loro sensibilità nei confronti della natura e senso di responsabilità verso gli altri esseri viventi. Con enormi benefici sullo sviluppo psicologico ed emotivo, come dimostrano anche i risultati della pet therapy, la terapia proposta nella cura di disabilità psichiche e fisiche che si basa proprio sull’assistenza di animali domestici. Gli aspetti positivi sono, dunque, fuori discussione, ma la decisione di regalare un cucciolo ad un bambino deve essere valutata con molta attenzione. Accogliere un animale in casa è un grosso impegno: se si decide di prenderne uno bisogna essere sicuri di potersene prendere cura avendo a disposizione spazio, pazienza, affetto e tempo. Ci vuole massima serietà: gli animali non sono un giocattolo, ma esseri viventi che vanno rispettati e tutelati. Questo messaggio va trasmesso al bambino, sempre, sia a parole, sia con il buon esempio. Per valutare bene l’ipotesi di arricchire la famiglia di un amico in più, bisogna farsi innanzitutto una domanda: quale animale scegliere?

Criceti, pesciolini e tartarughe
Si può pensare di soddisfare la richiesta del bimbo regalandogli un animale di taglia ridotta. È il caso dei piccoli roditori, come i criceti: stanno in una gabbietta, non devono essere portati fuori casa per espletare i loro bisogni e dal punto di vista alimentare si cibano di cibi secchi come semi, verdura e frutta in piccole quantità. Anche i pesci e le tartarughe d’acqua possono essere ben inseriti in casa: all’inizio può bastare una vaschetta della giusta grandezza e dal punto di vista dell’alimentazione si può usare il cibo indicato presso il negozio di animali di fiducia. Tuttavia, con il tempo, le tartarughine d’acqua possono raggiungere dimensioni di tutto rispetto e devono essere tenute in acquari. Gli animali di piccola taglia sono di solito un po’ più semplici da gestire e possono soddisfare comunque il desiderio di un figlio di possedere un animale tutto suo e sviluppare il suo senso di responsabilità: soprattutto se è già grandicello i genitori possono incaricare il bambino di occuparsene completamente.

Cani e gatti
La situazione diventa più complessa se si opta invece per un cane o un gatto. Quest’ultimo è un animale più autonomo rispetto a un cagnolino: non occorre lavarlo spesso perché è molto pulito, né portarlo fuori per i bisogni perché è sufficiente la vaschetta con la sabbia da tenere in casa o in balcone. Tuttavia, il gatto non è così indipendente come sembra: se si prende un cucciolo, questo necessita di tempo per il gioco e la socializzazione se non ci si vuol trovare con un gatto che graffia e distrugge i mobili di casa. Dal punto di vista della cura e dell’alimentazione, dipende dalla razza del gatto ed è sempre bene chiedere consiglio al veterinario. Non è raro che si manifestino allergie al pelo o più frequentemente, alla saliva del gatto, per cui assicuratevi che nessuno dei familiari soffra di questo problema. Veniamo ora alla scelta di prendere un cane. L’impegno di averne uno in casa è notevole, perché richiede molte attenzioni: bisogna portarlo fuori regolarmente più volte al giorno, dedicare tempo alla sua igiene, alla sua socializzazione e alla sua educazione. Se si decide di acquistarlo e non di rivolgersi al canile dunque, meglio farlo direttamente all’allevamento chiedendo di poter vedere i genitori, perché così si riduce il rischio di cuccioli importati illegalmente. Bisogna inoltre richiedere la documentazione che attesti l’assenza di patologie genetiche ed è bene sapere che non si possono acquistare cuccioli al di sotto dei 60 giorni di età. In caso contrario avranno probabili problemi comportamentali tra cui aggressività. Infine, una raccomandazione: non bisogna mai scegliere un animale spinti solo dal desiderio di averne uno. È, necessario, invece valutare in modo approfondito i pro e i contro della scelta. L’abbandono di un animale, oltre a essere un gesto di inciviltà, è un reato punito dal Codice penale.

 

Anna Rosati

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