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Anche il gatto di casa può graffiare, ecco i rischi

settembre 28, 2016 3:27 pm

I graffi di alcuni gatti, in modo particolare quelli che non si conoscono, possono portare infezioni. Per questo è essenziale interagire correttamente e disinfettare.

Si sa che i gatti, sia adulti sia cuccioli, sono bestiole irresistibili: morbidi, subito pronti a fare le fusa, sono vivaci e giocherelloni. Inoltre, sono di piccole dimensioni e questo è un aspetto rassicurante, soprattutto per i bambini che tendono, non sempre a ragione, a considerarli meno pericolosi rispetto ai cani. In effetti i mici non mordono, ma se si sentono minacciati o infastiditi possono graffiare e i graffi, se non vengono disinfettati o se sono provocati da esemplari liberi, possono causare pericolose infezioni. Per questo è essenziale insegnare ai bambini un corretto modo di interagire con i felini, sia quelli randagi che si possono incontrare all’aperto ma anche per il pet di casa.

Il modo giusto di comportarsi con il gatto
Se il gatto ha un proprietario, è sempre bene informarsi se il micio può essere accarezzato. Non tutti i gatti amano le coccole e se il padrone suggerisce che è meglio lasciare stare la bestiola, i genitori devono convincere il bambino a ubbidire, non solo per la sua sicurezza, ma anche perché ai più piccoli va insegnato il rispetto per gli animali, creature senzienti che hanno abitudini, gusti e preferenze. Invece, se il micio viene incontrato per la strada, se dimostra di essere in cerca di coccole strusciandosi e facendo le fusa può essere assecondato con attenzione, allontanandosi non appena mandi segnali di insofferenza. Nel caso dei gatti liberi, è bene tenere presente che vanno lasciati dove sono se hanno un aspetto sano e se sono ben nutrito. Infatti in questo caso appartengono probabilmente a una colona felina censita e seguita da volontari che si occupano di loro, oppure abitano nei dintorni. Se, invece, il micio è ferito o ha l’aspetto sofferente, non è giusto passare oltre: si dovrebbe contattare un’associazione animalista, l’Enpa o l’Oipa hanno sedi in tutta Italia, e avvisare della presenza di un gatto bisognoso di aiuto. Una volta recuperato e curato, lo si potrà sicuramente adottare.

Se il micio graffia, che cosa fare
Se nonostante le precauzioni il micio ha allungato la zampetta e ha graffiato, è opportuno non sottovalutare la cosa. Secondo esperti americani, infatti, il 35% dei gatti è portatore nelle unghie di un batterio, la Bartonella, che se penetra al di sotto della cute causa la malattia da graffio di gatto l’infezione può causare mal di testa, febbre, ingrossamento dei linfonodi e può raggiungere il cervello e il cuore. Secondo i dati dei Centri per il controllo delle malattie, ogni anno 12.000 persone negli Usa vengono colpite dalla malattia e la maggior parte si tratta di bambini tra i 5 ed i 9 anni, quindi già in grado di interagire con un gatto anche se non lo si conosce bene ma con un sistema immunitario ancora in via di sviluppo. È quindi essenziale anche trattare un graffio, senza sottovalutarne la pericolosità. Sul momento è bene lavare la ferita con acqua corrente e sapone, quindi è bene versarvi del disinfettante non alcolico, come acqua ossigenata. La ferita andrebbe comunque sottoposta a controllo del medico, che potrà eventualmente suggerire una pomata antibatterica da applicare in zona.

Sahalima Giovannini

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