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Una Virgola nel cuore

agosto 2, 2005 12:00 pm

Una domenica d’estate, per un incontro d’amore… Dedicato a chi, invece di amarli, i cani li abbandona. E no! E’ domenica, è giugno, possibile che non riesca a togliermi di dosso quest’abitudine, ormai anacronistica, legata a 13 anni di alzatacce per raggiungere Urbino in macchina per fare lezione all’Università in tempo utile. Il sole filtra…

Una domenica d’estate, per un incontro d’amore… Dedicato a chi, invece di amarli, i cani li abbandona.

E no! E’ domenica, è giugno, possibile che non riesca a togliermi di dosso quest’abitudine, ormai anacronistica, legata a 13 anni di alzatacce per raggiungere Urbino in macchina per fare lezione all’Università in tempo utile. Il sole filtra attraverso le tende, non fa molto caldo. Perché non infilarsi il costume e andare a prendere un po’ di sole al Villaggio dei Pescatori? Detto fatto, faccio il caffè, convinco Flaminia, che dormirebbe fino all’ora di pranzo, poi la solita fila in macchina sull’Aurelia e siamo in spiaggia. Il sole è una meraviglia, il bagno anche. Per me, non per Flaminia, che inizia a immergersi verso fine luglio quando con l’acqua del mare ci si potrebbe cuocere la pasta.
Il tempo scorre piacevolmente, parliamo dell’ultima settimana di lavoro, chiamiamo gli amici per organizzare un gelato o un cinema per la sera, cerchiamo di capire se anche questa estate ci ridurremo all’ultimo giorno per organizzare le nostre vacanze.
La dose di sole comincia a essere al limite per essere il primo tentativo di abbronzatura dell’anno. Anche la pancia ci avverte che forse è il caso di trovare cibo e ombra. Sono le quattro del pomeriggio e ci sediamo in un piccolo ristorante. Non c’è rimasto molto: prosciutto, melone, pane. Il mio sguardo vaga stancamente verso gli altri tavoli. Flaminia mi tocca un braccio e mi dice: guarda li davanti a noi, sotto quel tavolo, quel cagnolino, sarà dei proprietari del ristorante? Davanti a noi un “mucchietto d’ossa” con due occhioni persi nel vuoto color miele, così come il pelame, e, come aggiunge Flaminia, con il naso di cioccolato. Ci avviciniamo con un po’ di pane e di prosciutto, la cagnetta non rivolge lo sguardo verso di noi ma mangia tutto. La coda sottile e a forma di virgola di colpo comincia a muoversi e lo sguardo per la prima volta si rivolge verso il nostro. Mentre siamo accucciati cominciamo a dire: se non è di nessuno la portiamo a casa?…chiediamo al ristorante se ne sanno qualcosa?…è domenica, dove lo troviamo un guinzaglio?…domani mattina siamo al lavoro, chi ce la tiene?….Mi decido, chiedo al ristorante, mi dicono che l’hanno vista per la prima volta venerdì mattina, non si è più mossa da li, nessuno è venuto a cercarla e loro non possono tenerla perché hanno già altri due cani.
Non ce la facciamo a resistere, la decisione è tutta in uno sguardo. Alle sei del pomeriggio la cagnetta, immediatamente ribattezzata Virgola, è tra le braccia di Flaminia avvolta nel telo del mare, accanto a me che guido in direzione di casa.
Dopo il primo bagno scopriamo che il pelo è lungo e lucido, la coda non è affatto sottile, anzi sembra quella di un cavallo, il modo di tenerla è però sempre da “Virgola”.
Virgola è con noi da un anno. Non ama il mare: sulla spiaggia si accuccia sempre con lo sguardo opposto rispetto all’acqua e sta attenta a non bagnarsi nemmeno le unghie. Chissà che vita ha fatto prima di incontrare noi? Strano il suo destino: aver trovato affetto e il modo di darne in una domenica estiva al mare, dove ogni anno migliaia di cani vengono invece abbandonati a se stessi da gente nella cui mente e nel cui cuore non riesco proprio a leggere.

 

Claudio Manicastri

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