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Identikit del papà italiano

marzo 26, 2001 12:00 pm

Curiosando tra statistiche, ricerche e sondaggi: ecco cosa fanno e cosa non fanno i padri di casa nostra E’ piuttosto deprimente l’immagine del papà italiano che esce fuori da statistiche, ricerche e sondaggi. Anzi, in alcuni casi non “esce” neppure. Eppure questo è un dato da valutare. Quanti anni hanno i papà italiani? A che…

Curiosando tra statistiche, ricerche e sondaggi: ecco cosa fanno e cosa non fanno i padri di casa nostra

E’ piuttosto deprimente l’immagine del papà italiano che esce fuori da statistiche, ricerche e sondaggi. Anzi, in alcuni casi non “esce” neppure. Eppure questo è un dato da valutare. Quanti anni hanno i papà italiani? A che età gli uomini decidono oggi di diventare papà? Quanti figli hanno in media? Difficile saperlo: “Analisi statistiche di questo tipo, rivelano all’Istat, sono elaborate soprattutto al femminile”.
Papà fantasma. Oppure sotto accusa. Il colpo di grazia è arrivato nel novembre scorso da “Help me”, una associazione di psicologi volontari che sulla base di una ricerca realizzata in otto Paesi ha decretato: “il padre italiano è il peggiore d’Europa”. Secondo i risultati di oltre 3 mila interviste i nostri papà dedicano mediamente ai figli solo 22 minuti al giorno. Peggio dei portoghesi (34 minuti), peggio degli spagnoli (36 minuti) e molto, molto lontano dai bravi papà svedesi e danesi, che alla prole dedicano un’ora al giorno. E non basta, quando ci sono, sottolineava la ricerca di “Help me”, i papà italiani certo non si occupano dei problemi veri: solo il 7%, ad esempio, si dedica attivamente nell’aiutare i figli a fare i compiti scolastici.

Ci sarebbe di che vergognarsi, se non fosse che, come capita spesso, per ogni ricerca che afferma una cosa, ce ne sempre un’altra che assicura il contrario. Poco meno di un anno e mezzo fa, infatti, una indagine svolta dal mensile “Insieme” aveva rivelato che il 48% dei papà italiani trascorre con i figli tre ore al giorno e solo il 12% dedica loro meno di un’ora. Meno disastrosi, per quanto riguarda il rapporto dei padri con l’impegno scolastico dei figli, anche i risultati di una ricerca svolta dall’Istat nel 1998 e resa nota lo scorso anno. Secondo l’Istituto statistico nazionale il 20% dei bambini delle elementari sono seguito dai papà, anche se la percentuale si riduce al 10,6% alle medie e al 6,4% alle superiori.

Certo, i papà potrebbero fare di più. Ma l’analisi dei dati può essere soggettiva: c’è chi considera il bicchiere mezzo vuoto e chi lo considera mezzo pieno. L’Annuario statistico dell’Istat 1999 ha rivelato come si rendono utili in casa i papà italiani alle prese con bambini piccoli da zero a 2 anni: il 23,9% dei padri mette a letto i figli tutte le sere, il 19,2% fa da mangiare, il 18,4% cambia il pannolino, il 15,7% veste i figli e solo il 7,7% si occupa regolarmente del bagnetto. Non è molto, ma se consideriamo che solo da pochi decenni i padri sono alle prese con questo nuovo “ruolo domestico” forse non è neppure poco.

Diamogli tempo. Riconoscendo loro che almeno sul fronte del tempo libero passato con i figli qualche passo avanti lo hanno fatto. Qui il divario con le mamme è meno grave. Nei giorni feriali, rivela sempre l’Istat, i bambini giocano con la madre nel 30,4% dei casi e con il padre nel 22%. Ma nei giorni festivi le quote salgano e le posizioni si invertono: il 38,7% dei bambini gioca con la mamma, il 39,9% con il papà. Con i padri si fanno soprattutto giochi di movimento (43,% dei bambini) e ci si sfida davanti al computer (30% circa). Tra i videogiochi preferiti le corse d’automobili. Che ai padri piacciono però solo sul computer. Una curiosa ricerca dell’Unione delle autoscuole ha rivelato che sono soprattutto i padri a preoccuparsi quando i figli neopatentati si mettono al volante. Ogni volta che prende la macchina il 57% dei giovani riceve puntualmente dal padre raccomandazioni e consigli. Considerati ovviamente “assillanti ed inutili”.
Eccoli qua i papà italiani. Troppo assenti quando i figli sono piccoli e troppo presenti quando sono grandi. Giovani padri inconsapevoli e maturi papà rompiscatole.

 

Giulia Buia

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