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Non trasformatevi in “mammi”

ottobre 27, 2000 12:00 pm

Gli psicologi avvertono: meglio evitare caratteristiche “materne”, la sovrapposizione non aiuta i figli E’ scientificamente provato: i padri stanno gradualmente modificando il proprio ruolo e le proprie caratteristiche per venire incontro alle rinnovate esigenze manifestate dalla famiglia moderna. Più teneri, più disponibili a ridiscutere posizioni acquisite in anni di “aurea” indifferenza, i papà di oggi…

Gli psicologi avvertono: meglio evitare caratteristiche “materne”, la sovrapposizione non aiuta i figli

E’ scientificamente provato: i padri stanno gradualmente modificando il proprio ruolo e le proprie caratteristiche per venire incontro alle rinnovate esigenze manifestate dalla famiglia moderna. Più teneri, più disponibili a ridiscutere posizioni acquisite in anni di “aurea” indifferenza, i papà di oggi manifestano il desiderio di assumersi la responsabilità dell’andamento domestico oltre a coinvolgersi più fattivamente nella crescita e nell’educazione dei propri figli. Se fino a qualche anno fa ai padri si “addiceva” una certa area di distanza, autorità e scarsa prossimità, soprattutto nel rapporto con i figli, ora la maggior condivisione della responsabilità sulla formazione dei figli tra mamma e papà ha fatto salire notevolmente il livello di soddisfazione della coppia e la sensazione di mettere in atto una più equa suddivisione dei compiti, anche se tuttora limitata ad alcune specifiche aree del menage familiare.

Infatti, gran parte dei ruoli tradizionalmente femminili restano, ancora, eredità esclusiva alle donne, anche in epoca moderna, e sono ancora rari gli uomini disposti alla parità tra i sessi quando si tratta di passare lo straccio in terra o lavare i piatti. Ma sono ancora altri i mutamenti intervenuti nella relazione “padri-famiglia”, secondo quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro studi sulla famiglia dell’Università Cattolica di Milano. Se era pratica comune individuare le madri quali “custodi” del focolare domestico e i padri più impegnati sul fronte del mantenimento concreto del nucleo familiare, oggi la maggior parte delle mamme con figli adolescenti risulta molto coinvolta nel sostenere la loro formazione oltre che il loro futuro professionale, mentre i padri sono sempre più interessati alle vicende intime dei propri figli.

Ma, avvertono gli studiosi, non è positivo per i padri rinunciare del tutto al ruolo fondamentale di tutore di norme e regole sociali nei confronti dei figli, mansione che da sempre rende la figura paterna responsabile del necessario distacco tra il bambino e la madre e il conseguente ingresso del primo nel mondo esterno. Abdicare ad un ruolo autoritario, quindi, non deve necessariamente significare deprimere quella componente di autorevolezza che attribuisce ai padri la capacità di amare ma anche di porre limiti in modo chiaro e sereno, aiutando così il bambino a crescere adeguatamente equipaggiato anche emotivamente per affrontare con sicurezza la società esterna.

In Rete:

Centro studi sulla famiglia Università Cattolica di Milano

Istituto di studi sulla Paternità

 

Giancarlo Strocchia

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