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Quando l’ansia per la paternità si trasforma in depressione post-partum

maggio 22, 2012 11:58 am

Una ricerca australiana conferma lo sviluppo della depressione post-partum nell’uomo. Ad esserne colpiti i giovani papà sotto i trenta anni; di questi, il 30% che ne soffre entro il primo anno continuerà a soffrirne.

Un tempo la genitorialità veniva vissuta con una buona dose di incoscienza: un bimbo cresce in famiglia e dove mangiano due persone possono mangiarne anche tre e così via. Tutto questo era vero un tempo, quando la crescita di un bambino era considerata soprattutto una forza lavoro in più nelle campagne o nel nucleo famigliare. Ormai da anni le cose sono ben diverse, perché un bimbo la bisogno di essere accudito e rispettato nel suo essere in divenire: è il futuro di tutti noi. Un bambino deve non solo di essere nutrito adeguatamente ed essere amato, ma ha anche bisogno di essere posto in condizioni di crescere in sicurezza e con le conoscenze utili a farlo diventare cittadino del mondo.

Le nuove responsabilità della paternità
Essere padre oggi è quindi ben diverso, le responsabilità un tempo condivise nella famiglia patriarcale hanno posto l’uomo al centro dei bisogni della sua famiglia e con tutte le esigenze ad essa correlate. La nascita di un bimbo trasforma un uomo in un papà con la responsabilità di un esserino da crescere e questo potrebbe trovare l’uomo impreparato ad assumersi delle responsabilità così importanti. E’ inevitabile, la posizione sociale di papà comporta una presa di obblighi a cui adempiere sia da un punto di vista morale che economico, tutto questo si ripercuote direttamente sull’autostima del neo papà. A questa osservazione deve aggiungersi un cambiamento all’interno della coppia. Fino al momento del parto, infatti i partner sono fortemente ancorati l’uno verso l’altra e l’ingresso in casa del neonato modifica inevitabilmente le dinamiche della relazione a due. La mamma è interamente proiettata sul neonato. I tempi dell’allattamento, inoltre, rendono il rapporto mamma bambino altamente simbiotico ponendo l’uomo all’esterno. Tutto questo potrebbe essere vissuto con difficoltà al punto da far sviluppare una depressione reattiva.

Il 30% dei neo papà sviluppa una depressione post partum
La dott.ssa Nicholson del Parenting Research Centre di Melbourne ha pubblicato i risultati della sua ricerca sulla rivista Social Psychiatry and Psychiatric Epidemiology e stando ai risultati sono ben il 9,7% i neo papà sofferenti di depressione post-partum. Sempre secondo la ricerca della dott.ssa Nicholson le mamme che sviluppano la depressione post-partum sono il 9,4 %. Il 30% dei papà che hanno sviluppato una forma di tristezza profonda ne corso del primo anno di vita del bambino, potrebbero andare incontro ad una vera e propria depressione. Questo ultimo valore è ulteriormente sbilanciato verso i giovani papà, circa il 40% di questo gruppo è al di sotto dei trenta anni. In tutti quei casi in cui la tristezza si fa dolore, sarà necessario rivolgersi a uno specialista per recuperare velocemente la serenità necessaria per dedicarsi al bimbo che sta crescendo.

Una realtà da non sottovalutare: la depressione post-partum nei papà
La dott.ssa Nicholson, a conclusione della sua ricerca, pone l’accento sul profondo cambiamento che apporta la nascita di un bimbo sulla personalità di un uomo. La depressione post-partum ha delle caratteristiche totalmente diverse da quelle della donna: nella donna sono prevalenti i fattori ormonali, nell’uomo prevale il cambiamento dello stile di vita, del rapporto di coppia, del menage della casa e della sua identità. E’ naturale e per nulla scontato che possano sorgere difficoltà di conciliazione tra l’essere padre ed essere uomo.

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Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

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