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Separazione con figli. Cosa dire al bambino se la separazione è inevitabile

marzo 22, 2012 10:48 am

Troppo spesso i bambini si colpevolizzano quando mamma e papà si separano: pensano sempre di avere una buona parte di responsabilità. La rassicurazione in questi casi è necessaria per la loro serenità.

Non sempre la vita va nella direzione che avremmo voluto. Pochi anni fa abbiamo detto sì ad un legame che credevamo indissolubile. Poi gli anni, gli eventi, le esperienze quotidiane hanno spento il fuoco che teneva viva quell’unione, trasformando noi e il nostro partner in due estranei che si parlano a fatica. O, peggio ancora, in due avversari ai quali basta la parola sbagliata, il gesto fuori posto per innescare epici litigi. Meglio separarsi, in questi casi. Meglio dare un taglio alle scenate o all’apatia piuttosto che rendere impossibile la vita di nostro figlio. Una pausa di riflessione, meglio se accompagnata dall’intervento di un terapeuta di coppia, può essere l’occasione per ricominciare ad apprezzarsi e a voler tornare insieme, ma può anche essere la via della separazione e poi, del divorzio. In questi casi, è essenziale una gestione intelligente della quotidianità, per evitare che ne risenta proprio chi non ha nessuna colpa: il nostro bambino.

Un bambino tende a colpevolizzarsi
Quasi ogni bambino in età per capire tende a colpevolizzarsi per quanto sta succedendo ai genitori, il pensiero ricorrente è: “Se mamma e papà sono arrabbiati è perché sono stato cattivo”. È fondamentale arginare questa convinzione, perché può avere risvolti destabilizzanti sulla crescita serena del piccolo. I genitori devono fare quindi proprio di tutto per mettere da parte i rancori personali, per tirare fuori il meglio di se stessi e pensare prima di tutto al bene della creatura che hanno messo al mondo. Sia la mamma che il papà devono attivarsi per comprendere il bambino: lui ha bisogno di entrambi i genitori, perché ciascuno di essi è insostituibile. La mamma con il suo affetto incondizionato, le coccole e le favole della sera, il papà con la sua autorevolezza, la capacità di far sentire protetti, l’affetto ruvido e tipicamente maschile. È sbagliato, insomma, credere che il bambino possa fare a meno di uno dei due: solo con la collaborazione, al di sopra di qualsiasi rancore personale, si è in grado di crescere bene la propria creatura. È necessario evitare di parlare male dell’ex compagno quando questo è assente: anche se noi non sopportiamo più il nostro partner e pensiamo di lui (o lei) tutto il male possibile, teniamo presente che nostro figlio ha i suoi sentimenti ed è legato ad entrambi i genitori. Le recriminazioni, gli insulti e anche solo le critiche velate all’ex fanno soffrire molto il bambino, quindi evitiamole. Facciamo di più: mostriamoci ancora solidali tra di noi. Il bambino si è comportato bene? La frase giusta da dire è: “papà ed io siamo fieri di te”. Chiede un regalo? Anche in questo caso ci vuole solidarietà: “Ne parlo con la mamma e decido con lei”. Vietato cercare di comprare l’affetto del bimbo, mostrandosi più arrendevoli e meno severi. Ha solo l’effetto di indurlo in confusione.

Rendiamo il distacco più indolore possibile
Se la separazione è imminente, prepariamo il bambino a un distacco graduale. Il papà (o la mamma) non deve fare le valigie e andarsene improvvisamente, senza fornire spiegazioni: indurrebbe un grande smarrimento nell’animo del bambino. E’ anche inutile cercare di indorare la pillola, facendo credere al piccolo che il genitore sia via per un viaggio. Meglio dirgli con sincerità che il genitore deve allontanarsi solo per qualche giorno “perché mamma e papà devono provare a stare un po’ lontani”. Se gli spieghiamo le cose come stanno, con serenità e calma, per nostro figlio sarà più facile accettarle e trarrà sicurezza dal nostro atteggiamento equilibrato. Inoltre, è bene mostrargli gli aspetti positivi della separazione, ponendo l’accento su quanto mamma e papà siano più sereni anche verso il bambino se stanno lontani. È importante essergli vicino con tanto affetto, ma non va bene acconsentire a qualsiasi richiesta del bambino o coprirlo di regali. Tutto questo serve essenzialmente a smorzare il senso di colpa di mamma e papà, ma non aiuta il figlio ad adattarsi a una situazione che per lui deve diventare normale. Ultimo consiglio: è bene creargli, anche nella nuova casa di papà (o della mamma) un ambiente il più possibile simile a quello della sua cameretta, a partire dall’orientamento del letto nella stanza, dalla consistenza del cuscino e del materasso. Questo ha un enorme influsso sulla psiche del piccolo, perché il momento dell’addormentamento coincide con l’abbandono più profondo e con l’assenza di difese. Se si lascerà andare con serenità in un ambiente noto, al mattino si sveglierà più sereno ed energico verso la vita.

Giorgia Andretti

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