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Rapporto padri e figli

agosto 24, 2011 12:21 pm

Le vacanze sono finite e la nostalgia del tempo trascorso insieme ai nostri figli è un ricordo, non permettiamo alla fretta di invalidare quello che l’amore ha costruito. L’estate lentamente sta volgendo al termine costringendoci, pian pianino a tornare al chiuso della nostra casa. Con la complicità del tempo libero, al mare o in montagna,…

Rapporto padri e figli

Le vacanze sono finite e la nostalgia del tempo trascorso insieme ai nostri figli è un ricordo, non permettiamo alla fretta di invalidare quello che l’amore ha costruito.

L’estate lentamente sta volgendo al termine costringendoci, pian pianino a tornare al chiuso della nostra casa. Con la complicità del tempo libero, al mare o in montagna, abbiamo recuperato il rapporto con nostro figlio ed ora dobbiamo spendere tutte le energie possibili per mantenere costante il meraviglioso patrimonio acquisito: l’amore e il rispetto con i propri figli. E’ però ora arrivato il momento della verifica, il mantenere tutti i buoni propositi che hanno accompagnato la vacanza, ovvero il buon rapporto tra padri e figli.

Mantenere i buoni propositi
Il segreto per essere un bravo papà? Purtroppo non esiste una formula magica, per essere un bravo padre. Il rapporto con i figli deve essere rafforzato giorno dopo giorno nel quotidiano e se, nel tempo delle vacanze appena trascorso ci si è adoperati per costruire il rapporto ideale necessario ora mantenerlo. Alcune semplici regole possono aiutare:

  • La relazione con i figli, non dovrebbe mai essere inquinata dalla fretta; soprattutto con i più piccoli. Vivere la famiglia all’insegna dei “minuti contati” può generare tensione e ansia, entrambi gli elementi sono alla base di un comportamento capriccioso. La fretta, inoltre, ostacolerebbe una corretta comunicazione tra padre e figlio. Porre attenzione a questa variabile è di fondamentale importanza. Un buon compromesso è quello di imporsi almeno 15 minuti al giorno totalmente dedicati al bambino, lasciando spenti cellulari e qualsiasi monitor;
  • Le tensioni vengono immediatamente percepite, i bambini infatti, sono particolarmente sensibili e intuiscono immediatamente se la mamma o il papà sono rilassati o irritati, contenti o tristi e, di conseguenza, saranno portati a non manifestare i loro stati emotivi. Sarebbe invece opportuno che qualsiasi sentimento vissuto dal bambino sia negativo che positivo, venga condiviso con un genitore. Sarà, quindi, necessario, imparare a lasciare fuori della porta di casa le tensioni quotidiane legate al mondo del lavoro e cercare di rinvigorire il tempo delle vacanze, quando insieme si è costruito quel rapporto esclusivo che solo un padre ed un figlio sanno far nascere. Quest’ultimo aspetto riguarda soprattutto il figlio maschio che deve iniziare ad identificarsi con la figura del papà;
  • Gratificarlo quando si comporta bene o quando qualcosa di buono o si comporta bene, il papà deve riconoscere l’impegno di suo figlio e valorizzare il suo atteggiamento: in questo modo cercherà di ripetere quel comportamento per avere i complimenti del suo papà;
  • L’autorevolezza è necessaria, i bambini ne hanno bisogno, devono poter riconoscere nel papà colui che può tutto ma anche colui che protegge e gratifica. Il bambino negli anni della sua crescita ha bisogno di sentirsi protetto da una figura che sa anche far rispettare le regole con dolcezza. Se saranno soddisfatti questi bisogni fondamentali sarà in grado di affrontare le piccole conquiste dell’autonomia. La protezione però non vuol dire viziare il bambino, accontentandolo su tutto ma aiutarlo a rispettare le regole del buon vivere. L’autorevolezza intesa in questo senso lo accompagnerà per il resto della sua vita supportandolo di fronte alle difficoltà che potrà incontrare e soprattutto
    saprà di poter contare sempre sul buon rapporto tra padre e figlio.

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Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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