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Papà, attenzione a concepire dopo i cinquant’anni

maggio 16, 2017 10:00 am

È preferibile diventare genitori non troppo avanti con l’età e non solo da parte della donna. Se il papà ha superato i cinquanta, i bambini rischiano autismo e disturbi dell’apprendimento

Per la salute e il benessere del bambino, non solo la mamma dovrebbe essere abbastanza giovane quando dà inizio alla gravidanza ma anche il papà. Se, infatti, il piccolo nasce da un padre che è molto vicino ai cinquant’anni, corre un rischio doppio o addirittura triplo, rispetto ai suoi coetanei, di avere disturbi di autismo e disturbi della sfera psicotica, risultati inferiori a scuola e minori capacità di socializzazione. Lo sostiene un articolo pubblicato pochi giorni fa sul Financial Times, che ha riunito le più recenti indagini sull’argomento.

 

Anche lo sperma invecchia

Le ragioni di questo non sono ancora del tutto chiare. Uno studio, condotto dal Seaver Autism Center for Research and Treatment al Mount Sinai Hospital di New York, ha analizzato 15 mila coppie di gemelli di età compresa tra i quattro e sedici anni, ritiene che le ragioni di questo sono siano di tipo biologico e di tipo sociale. I bambini nati da padri molto giovani, prima che abbiano compito i venticinque anni, oppure dopo, oltre i cinquantuno, erano ugualmente abili, da un punto di vista sociale, nella prima fase dello sviluppo. Da adolescenti però il secondo gruppo aveva performance peggiori. Il risultato era indipendente dall’età della madre. Infatti,  proprio come gli ovuli delle donne invecchiano e la scorta di ovociti diminuisce, anche gli spermatozoi vanno incontro a un progressivo deterioramento. Il materiale genetico  contenuto negli spermatozoi  potrebbe essere già soggetto a lievi alterazioni che potrebbero coincidere con disturbi di tipo neurobiologico come sono, appunto, l’autismo, la capacità di concentrazione e di socializzazione. È però necessario indagare ancora in tal senso, perché si tratta soltanto di ipotesi. L’altra possibilità considerata dagli esperti è che i papà più anziani hanno meno energie per dedicarsi ai figli, per stimolarli, oppure hanno già dei problemi personali legati a stress o iper-lavoro, che si ripercuotono inevitabilmente sui bambini.

 

Cercare di mantenersi in forma

Non solo le donne quindi, ma anche gli uomini, se non escludono di diventare padre un giorno o l’altro, non dovrebbero attendere troppo a lungo. Il problema è che oggi si è giustamente esigenti prima di trovare il partner che fa al proprio caso. Inoltre, le problematiche legate al lavoro, nell’avere una propria casa, nel sentirsi economicamente stabili per offrire al figlio quella sicurezza e quella serenità alle quali ogni bambini ha diritto, fa rimandare la decisione della paternità. Troppo spesso la condizione ideale si raggiunge proprio dopo i quarant’anni. Insomma, non è semplice nemmeno per l’uomo conciliare la biologia con la realtà della vita. È vero però che uno stile di vita sano e attivo aiuta l’organismo a essere più giovane e, di conseguenza, a prolungare la salute riproduttiva. Per essere biologicamente più giovani della propria età, per esempio, è utile praticare sport: studi condotti su gemelli identici hanno dimostrato che il gemello più attivo aveva i telomeri, le estremità dei cromosomi, più lunghi cosa che equivale a essere più giovanili. Inoltre, è bene limitare il più possibile gli alcolici e salutare per sempre il fumo: alcol e fumo sono nemici della salute e degli spermatozoi. Infine, è essenziale l’alimentazione. Al posto di carne rossa, formaggi grassi, grassi saturi è bene privilegiare frutta, ortaggi, cereali integrali e pesce che mantengono sana la circolazione, il cuore e controllano la pressione arteriosa, rendendo decisamente l’organismo  più giovanile.

 

Giorgia Andretti

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