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Neo papà senza tempo

gennaio 24, 2005 12:00 pm

Vorrebbero poter stare di più con i figli appena nati, ma gli ostacoli, rivela un’indagine, sono molti Più tempo per stare con i figli anche dopo la nascita. E’ il legittimo desiderio dei papà moderni che però, soprattutto se stranieri, devono fare i conti con il lavoro che sottrae ore ed attenzioni ai piccoli e…

Vorrebbero poter stare di più con i figli appena nati, ma gli ostacoli, rivela un’indagine, sono molti

Più tempo per stare con i figli anche dopo la nascita. E’ il legittimo desiderio dei papà moderni che però, soprattutto se stranieri, devono fare i conti con il lavoro che sottrae ore ed attenzioni ai piccoli e alle neomamme. Questo il risultato della recente indagine “Diventare papà a Milano”, effettuata dall’Osservatorio del capoluogo lombardo in collaborazione con l’ospedale Macedonio Melloni.

La ricerca, realizzata tra il 15 settembre ed il 15 novembre scorso, ha preso in esame un campione di 652 uomini di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, di cui il 26% stranieri, padri di bambini nati all’ospedale Macedonio Melloni. Il risultato delle interviste ha evidenziato una grande partecipazione dei neopapà in tutte le fasi di vita del proprio figlio, sin dal concepimento. Ben il 76% degli intervistati ha infatti dichiarato di aver accompagnato la propria moglie ai controlli medici pre-parto e oltre il 74% sostiene di aver aiutato la propria partner nelle faccende domestiche. Al momento della nascita il 90% dei papà ha accompagnato la moglie in sala parto e, di questi, il 62% ha assistito al lieto evento. I padri non sono assenti neanche nell’accudimento del bebè: l’80% degli intervistati ha dichiarato di partecipare al cambio dei pannolini e al bagnetto del piccolo, mentre il 65% si prodiga per aiutare la partner nell’alimentazione del bambino ( percentuale che sale al 90% se si parla solo di stranieri).

Fin qui il panorama appare rassicurante. Ma dopo la nascita del bambino, man mano che i giorni passano cominciano a presentarsi dei problemi. Causa: tempi di lavoro troppo lunghi e redditi poco adeguati. Il 46% dei padri dichiara di aver avuto difficoltà a conciliare il lavoro con le cure al neonato e l’assistenza alla moglie e i papà stranieri sembrano avere maggiori difficoltà degli altri, perché nel loro caso la percentuale sale al 72%. Non molti neopapà, inoltre, (il 52% del totale, solo il 18% degli stranieri) sono al corrente della legislazione in vigore, che tutela i diritti dei padri lavoratori riconoscendo loro la possibilità di chiedere permessi per accudire i figli. Infine, nel 41% dei casi (il 68% se si considerano solo gli stranieri) la nascita del bebè ha pesato sull’economia della famiglia, con i relativi disagi che questo comporta.

”Il ruolo dei neo-papà, ha confermato Guido Moro, primario del Reparto di Neonatologia e Terapia intensiva Neonatale dell’Ospedale Macedonio Melloni, negli ultimi anni è diventato sempre più importante: per questo la nostra struttura ha deciso di promuovere iniziative per far sì che i padri abbiano la possibilità di essere vicini alle partner al momento della nascita e subito dopo”.
Una società multietnica e fortemente sensibile alle problematiche familiari, quindi, ma che necessita però ancora di qualche sforzo da parte delle Istituzioni per garantire ai padri, italiani e stranieri, una maggiore e legittima partecipazione alla vita e alla crescita dei propri figli.

 

Paola Ladogana

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