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Scuole finite: e ora, chi pensa a loro? Inizia la lunga stagione estiva

giugno 5, 2014 9:30 am

Nonni e zii sono una riserva preziosa ma anche l’oratorio o il campo estivo fuori città, l’estate dei bambini è appena iniziata ed è già tempo di organizzare i tanti giorni di libertà. Vediamo insieme tutte le alternative possibili.

Più o meno tre mesi: è questo il tempo che i nostri bambini hanno a disposizione nella lunga pausa estiva dalla scuola. Un tempo vuoto che non coincide con gli impegni dei genitori, che oggi lavorano quasi sempre entrambi e hanno quindi, se va più che bene, non oltre tre settimane di ferie. Le altre settimane sono tutte da organizzare. Oggi è tutto molto diverso rispetto a un tempo, all’epoca spesso era solo il papà che lavorava e la mamma poteva occuparsi dei bambini. E quando non era così, si aveva sempre la casetta dei nonni in campagna o al mare o una zia disponibile a occuparsi dei ragazzini. Ma anche stare in città non era poi così male: i giochi elettronici non esistevano e in Tv passavano pochi cartoni, la valida alternativa era stare per ore nel cortile interno del palazzo, oppure in un giardinetto. I più grandi badavano ai più piccoli, si giocava, si litigava, si stringevano amicizie e l’estate passava. Oggi è un’esigenza organizzare l’estate dei bambini, per saperli al sicuro e magari anche a fare sport invece che passare il giorno davanti alla televisione o ai videogiochi.

Da piccolissimi? Meglio con tata o nonni
Dall’anno fino ai quattro – cinque anni di età, i bambini hanno ancora un attaccamento molto intenso alla propria famiglia e all’ambiente in cui vivono ogni giorno. Per questo motivo anche per i mesi di libertà dalla scuola è necessario mantenere questo equilibrio delicato. In genere i nidi e le scuole dell’infanzia sono aperte per tutto il mese di giugno e a volte anche a luglio. Permettere la continuità della frequenza, eventualmente solo per mezza giornata, è un modo per riempire le sue giornate di attività educative e divertenti che, solitamente, sono meno impegnative rispetto al resto dell’anno. Nel pomeriggio, se i nonni o la baby sitter sono disponibili, il bambino potrà anche stare a casa, per riposare nelle ore più calde. Se il piccolo è abituato alla compagnia dei nonni e questi ultimi sono disponibili, qualche settimana con loro al mare o in montagna rappresentano la possibilità per il bambino di vivere in un ambiente salubre contando sull’affetto e sulle attenzione dei nonni.

Alle elementari, provare una settimana da soli
Quando un bambino diventa più grandicello, si può iniziare a proporgli un ambiente nuovo, ricco di stimoli, di occasioni per imparare e per fare del movimento. A sette – otto anni si può provare a iscrivere un bimbo a una settimana in un campo estivo fuori casa, per esempio una località in montagna o al mare. A questa età i bambini sono perfettamente autonomi nel vestirsi, nel lavarsi e nel saper riconoscere i pericoli: possono quindi mettere alla prova le loro capacità anche al di fuori dell’ambiente domestico e del quartiere noto. Servirà a riempirli di soddisfazione per le loro capacità e li spingerà a crescere e a maturare. E’ preferibile iscriverli al campo estivo con il fratello più grande e un paio di amici con cui si trovi in sintonia. Essere in un gruppo lo aiuterà ad affrontare meglio le nuove situazioni. In alternativa, ci sono i classici campi estivi diurni da città: la scelta è veramente ampia e va anche in relazione a quanto si ha intenzione di spendere. Solitamente le soluzioni più economiche sono rappresentate dagli oratori: i bambini vi trascorrono tutto il giorno e le attività comprendono spesso anche gite, escursioni e ore in piscina. I campi tematici di musica, equitazione, lingua straniera, oppure i multi sport, in cui i ragazzini possono sperimentare diverse attività, dal tennis al calcio, dalla pallavolo al nuoto.

Alle medie, lontani per un po’ da mamma e papà
A undici – dodici anni, ormai un ragazzino ha senz’altro bisogno di lasciare la famiglia anche per una o due settimane. Non si tratta soltanto di allontanarsi dall’afa cittadine per vivere in un ambiente più salubre. A questa età la vacanza è anche una sfida ad affrontare quello che non si conosce, assieme a un gruppo di coetanei ma non necessariamente con un vecchio amico. È infatti il momento di aprirsi da soli a nuove esperienze, vincendo gli ultimi timori e le residue nostalgie della famiglia. Un bambino deve sentirsi ovviamente pronto, ma gli si può proporre un periodo di vacanza in cui approfondirà il suo sport preferito, oppure in cui potrà trascorrere molto tempo nella natura o tra le onde. Dedicarsi a quello che preferisce stimolerà la sua sicurezza. Anche in questo caso le opzioni sono tante e possono variare in base alle esigenze, anche economiche delle famiglie. Campus sportivi di ottimo livello, vari e tenuti da esperti sono quelli della Uisp – Unione Italiana sport per tutti, mentre per chi ama la natura e gli animali ci sono i campi di Legambiente, della Lipu e del Wwf. E per chi se la sente, c’è il grande salto della vacanza studio all’estero. In questo caso però la cifra aumenta, perché c’è quasi sempre di mezzo il viaggio aereo. Potrebbe essere un valida idea regalo da dividere in famiglia per i ragazzi che hanno superato l’esame di terza media.

Lina Rossi

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