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Il tempo libero è delle nonne

aprile 2, 2001 12:00 pm

Secondo una ricerca del Cnr le donne, più impegnate e più attive, vivono meglio gli anni della pensione Si dedicano al volontariato, seguono corsi di vario genere, fanno sport. Sono le nonne d’Italia secondo quanto rivelato da uno studio condotto dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha intervistato 4.300…

Secondo una ricerca del Cnr le donne, più impegnate e più attive, vivono meglio gli anni della pensione

Si dedicano al volontariato, seguono corsi di vario genere, fanno sport. Sono le nonne d’Italia secondo quanto rivelato da uno studio condotto dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha intervistato 4.300 persone tra i 60 e i 74 anni. Il 35% degli intervistati ha rivelato di dedicarsi almeno una volta a settimana ad attività di vario tipo. Ma la maggioranza di questo 35% è composto da donne, che meglio degli uomini sanno godere i benefici della pensione.
La ricerca rivela che tra la terza età le attività più seguite sono lo sport (19%), il volontariato (11%) e i corsi di vario genere (6%). Non si limitano a bocce o pesca: i nuovi anziani si dedicano infatti al jogging, al trekking o alla bicicletta, mentre le signore privilegiano il nuoto, la ginnastica e il ballo, in genere con regolarità settimanale.

Per alcuni tuttavia la disponibilità di tempo libero coincide con l’impegno a favore degli altri. Nel caso delle donne si tratta spesso di un prolungamento di quei compiti assistenziali che, in particolare nei decenni passati, spettavano loro nell’ambito della famiglia e che ora indirizzano verso chi è
povero, solo, malato o straniero. Per gli uomini, invece, le alternative sono maggiori: si va dalle attività sindacali, al controllo dei giardini, dal servizio di protezione civile alla vigilanza davanti alle scuole. Lo studio rivela anche che per ora quella del “nonno telematico” è più una speranza dei media che una realtà. Le nuove tecnologie non sono ancora riuscite a conquistare gli anziani, che continuano a preferire di gran lunga la cara, vecchia, amata televisione e gli elettrodomestici tradizionali.

E’, infatti, ancora la televisione, meglio se col videoregistratore, il mezzo di comunicazione più amato dagli italiani di una certa età, tra i quali raggiunge una diffusione del 60% (67% tra gli uomini, e 55% tra le donne). Un mezzo che gli anziani continuano a considerare come la fonte di informazione più attendibile, facile da usare e piacevole. L’amore per il tubo catodico non si spinge però sino alla pay-tv (via cavo o satellitare), ancora troppo cara e troppo poco attenta ai programmi dedicati a questo target, peraltro in continua espansione, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti e nel Nord Europa.
Quella della semplicità è l’esigenza più avvertita dalla terza età, che nella ricerca del CNR, denuncia una grande difficoltà nell’uso di tecnologie troppo complicate, di elettrodomestici troppo sofisticati, di libretti delle istruzioni pensati più per un pubblico giovanile che per loro.
Ecco allora la diffidenza per i computer, utilizzati da appena il 15% degli intervistati (20% tra gli uomini e 11% tra le donne) e per gli abbonamenti a Internet, che coinvolgono appena il 6% del campione (7% tra gli uomini e solo il 4% tra le donne), anche se poi un gran numero di anziani confessa il desiderio di imparare a usare il Pc.

A frenarli, in ogni caso, sono anche ragioni di carattere economico, le stesse che li tengono lontani dalla corsa ai telefoni cellulari che sembra caratterizzare ormai la nostra epoca: a fronte di una diffusione quasi totale tra i giovani e gli adulti, solo il 25% degli anziani (il 33% degli uomini contro il 17,5% delle donne) ha optato per il telefono mobile, scelto soprattutto per la comodità e la tranquillità di poter essere facilmente trovati, ma criticato – in virtù della saggezza conquistata con gli anni – per la schiavitù che ne deriva. E se i soldi influiscono in maniera considerevole sulle loro scelte tecnologiche, è sempre ai contanti che va la loro preferenza. Quando si tratta di fare acquisti importanti il 71% preferisce ancora il denaro liquido, e solo il 10% fa uso di assegni, il 9% utilizza il bancomat e un misero 3% ricorre alle carte di credito.

 

Domizia Luzzi

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