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Vecchia coppia non scoppia

marzo 16, 2001 12:00 pm

L’Istituto di Ricerche sulla Popolazione aggiudica agli anziani il record in fatto di solidità coniugale Ricordano la classica immagine dei fidanzatini di Peynet: teneri, innamorati e fedeli, determinati a trascorrere tutta la vita insieme. Sono gli anziani interpellati dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (Irp) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Quasi il 70% degli intervistati –…

L’Istituto di Ricerche sulla Popolazione aggiudica agli anziani il record in fatto di solidità coniugale

Ricordano la classica immagine dei fidanzatini di Peynet: teneri, innamorati e fedeli, determinati a trascorrere tutta la vita insieme. Sono gli anziani interpellati dall’Istituto di Ricerche sulla
Popolazione (Irp) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Quasi il 70% degli intervistati – un
campione di 4300 anziani di età compresa tra 60 e 74 anni – vive ancora con il coniuge e continua a considerare il matrimonio come il centro della propria vita di relazione.

L’aspetto più sorprendente dello studio del Cnr, coordinato da Rossella Palomba, responsabile indagini Irp-Cnr, è la ridottissima percentuale di persone che non hanno mai contratto un matrimonio, solo il 5%, o che hanno affrontato una separazione o un divorzio, appena il 2%. Si tratta infatti delle generazioni che hanno vissuto il dopoguerra e il boom economico, cresciute in un
paese dai valori tradizionali, messi poi in discussione dalle generazioni successive dei figli.
Dalle risposte emerge una sostanziale soddisfazione per il rapporto di coppia, tanto che il 21% – una volta liberato dal lavoro – si dichiara felice di poter dedicare più tempo al partner, il 40% va sempre in vacanza con il coniuge e trascorre regolarmente in famiglia le feste tradizionali. Quanto agli uomini, l’inchiesta porta alla luce un dato molto interessante: oltre il 33% confessa infatti di essere diventato più attivo rispetto ai lavori domestici dopo la pensione e addirittura l’82% condivide il concetto di parità tra marito e moglie, anche perché dopo la pensione è la donna a rappresentare il polo forte della coppia, mentre gli uomini faticano a ricostruire una vita di relazione senza il lavoro.

Circa il 90% di queste coppie hanno poi almeno un figlio, mentre il 41% ne ha due. Ragazzi che continuano a dedicare ai genitori molte attenzioni, almeno sotto il profilo quantitativo, e che vivono nelle vicinanze per garantire loro un eventuale aiuto: il 17% nello stesso palazzo, il 21% nello stesso quartiere e il 41 % nella stessa città. Più di un terzo del campione pranza o cena abitualmente con i figli, il 53% lo fa solo a volte mentre il 19% si limita al sabato o la domenica. Ma non sempre questa presenza corrisponde ad una pienezza affettiva: gli anziani si sentono trascurati e cercano di recuperare un ruolo attivo riproponendosi come baby-sitter dei nipoti. Per quanto riguarda invece la sessualità, si tratta di un argomento appena sfiorato e comunque sempre con estrema delicatezza e pudore. Gli intervistati hanno parlato poco di sesso facendo comunque ricorso ad alcune immagini classiche: l’uomo si rivela più attento alla performance sessuale e rimpiange la virilità della gioventù mentre la donna sembra più sensibile alla perdita delle capacità di seduzione.

 

Giancarlo Strocchia

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