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Con il gelo gli anziani corrono il rischio di cadere più facilmente

dicembre 21, 2012 9:30 am

Il freddo, quello vero, è arrivato. Chiudersi in casa fino a primavera è impensabile, ma quando si ha una certa età è bene fare attenzione: il ghiaccio che si forma per strada il mattino può fare cadere i nostri genitori

La neve è arrivata un po’ ovunque in Italia e le temperature sono scese di diversi gradi. Il clima è in tema natalizio, soprattutto per la gioia dei bambini, ma non a tutti il freddo piace: i nonni, per esempio, già a rischio di cadute dovute all’età, corrono i maggiori pericoli proprio in questa stagione, quando si formano lastre di ghiaccio che favoriscono scivoloni e dolorose cadute. È un problema non da poco, soprattutto per i nostri nonni, specialmente se hanno qualche problema osseo come l’osteoporosi. Una caduta sulla lastra ghiacciata può infatti causare una frattura e sappiamo quanto sia difficile il recupero nelle persone anziane. Spesso, purtroppo, restano problemi di disabilità, forse parziali, ma comunque in grado di interferire con l’autonomia e l’indipendenza. Per questo motivo, nella stagione fredda è importante che gli anziani prestino particolare attenzione nei momenti in cui escono di casa, privilegiando le ore centrali della giornata quando le temperature sono più miti.

Le ossa del nonno sono fragili
Quando una persona cade, le ossa possono essere soggette a frattura soprattutto quando si soffre di osteoporosi. L’osteoporosi colpisce soprattutto le donne, di oltre 65-70 anni di età, a causa del normale processo di invecchiamento di tutti i tessuti. La menopausa, infatti, riduce drasticamente il livello di estrogeni, ormoni femminili che, tra l’altro, regolano il metabolismo osseo, mantenendo forti le ossa. Assumere farmaci come diuretici, farmaci che aumentano la diuresi, cortisonici – efficaci contro vari tipi di infiammazioni, antiepilettici – sostanze che impediscono la comparsa delle convulsioni nelle crisi epilettiche, può esporre a osteoporosi perché queste sostanze limitano l’assorbimento del calcio. Fumare, bere alcolici, fare poco movimento indebolisce la struttura ossea perché viene limitato l’assorbimento del calcio. Infine, un apporto insufficiente di calcio fin dalla giovinezza predispone al rischio di fratture, perché una persona arriva alla terza età con le ossa già deboli. Una malattia della tiroide, la ghiandola situata alla base del collo e produttrice di importanti ormoni, può provocare un ipertiroidismo, cioè l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, questi possono inibire l’assorbimento del calcio. L’osteoporosi è una malattia pericolosa perché non dà alcun sintomo. Una persona si rende conto di esserne soggetta solo quando va incontro a una frattura. Spesso la spia dell’osteoporosi è proprio la frattura del polso, si verifica quando una persona cade o fa leva con una certa intensità proprio su questo punto. Sottoporsi a un esame che si chiama MOC – Mineralografia Ossea Computerizzata, a partire dalla menopausa permette di scoprire se si ha l’osteoporosi: una adeguata cura con i farmaci può ridurre il rischio di fratture in caso di caduta.

Le precauzioni per non cadere
Una persona anziana oggi, è attiva e dinamica anche a 70-75 anni o più, magari perché ha nipoti di cui occuparsi, interessi ai quali dedicarsi, spesa da fare … o anche solo per mantenere i contatti sociali, essenziali a ogni età. Uscire è quindi senz’altro concesso, a patto di osservare qualche precauzione in più. E’ bene, per esempio, evitare di uscire di casa al mattino presto, quando le temperature sono molto basse e su strade e marciapiedi si possono formare lastroni di ghiaccio. Meglio recarsi fuori casa nelle ore centrali, passando possibilmente nelle zone dove batte un po’ di sole: in quei punti la temperatura sale qualche grado sopra lo zero e questo favorisce lo scioglimento del ghiaccio. Inoltre, una persona anziana dovrebbe indossare scarpe adatte. La calzatura non deve essere troppo stretta, ma nemmeno eccessivamente larga perché non garantisce sufficiente stabilità. La tomaia deve essere ampia e comoda, per garantire un adeguato piano di appoggio. La suola in gomma, spessa e scanalata stile “carro armato”, garantisce una maggiore aderenza a qualsiasi terreno. Se si deve superare un punto ghiacciato, è bene cercare un appiglio, per esempio a un corrimano, al muro di una casa: questa precauzione riduce notevolmente il rischio di cadute.

Un fisico allenato rischia meno
È ovvio che un nonno o una nonna attivi e poco sedentari possono contare su una struttura ossea ancora robusta e su una muscolatura più tonica: questo riduce il rischio di cadute e favorisce una più rapida ripresa in caso di incidenti. Per questo sarebbe opportuno praticare un po’ di attività fisica ogni giorno: vanno bene la cyclette, il nuoto, la ginnastica dolce eventualmente anche in acqua. Inoltre si dovrebbe camminare tutti i giorni per almeno mezz’ora all’aria aperta nelle ore diurne, per approfittare dei della luce solare che favorisce il fissaggio della vitamina D nelle ossa. La ginnastica posturale, specifica per ossa e articolazioni, consiste in una serie di esercizi che hanno l’obiettivo di restituire alla colonna vertebrale il corretto assetto, per evitare che posizioni scorrette predispongano a fratture. Gli esercizi non vanno improvvisati, ma devono essere insegnati dal fisioterapista ed effettuati nel modo corretto, per non esporre ossa, muscoli e articolazioni a movimenti sbagliati e a sovraccarico. Efficace per la formazione dell’osso è la ginnastica gravitazionale, ovviamente adeguata alla terza età, che consiste in esercizi più semplici e meno faticosi, come i saltelli sul posto e lo step.

Sahalima Giovannini

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