prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

La suocera, spesso lo dimentichiamo ma è la mamma del nostro compagno

maggio 23, 2012 11:52 am

E’ lei che lo ha cullato, allattato, accompagnato nella crescita facendolo diventare un uomo adulto con pregi e difetti. E noi, entrate nella vita del suo amato figlio, possiamo davvero pensare di metterle alla porta?

Esiste la suocera perfetta? Si… forse… però. Lei, la suocera, non può essere perfetta semplicemente perché non è come noi vorremmo che fosse, lei è una mamma come tutte le mamme, con le sue peculiarità, retaggio dell’amore verso il suo bambino… che altri non è che il nostro compagno di vita. Ogni coppia, quando si sceglie, lo fa tra una moltitudine di persone. Inevitabilmente, però, ciascuno dei due porterà la sua personale dote: la famiglia, un insieme di perfetti estranei con i quali si dovrà imparare a convivere, nel bene e nel male.

La suocera è per sempre quando ci sono i nipoti
Questo è tanto più vero quando ci sono nipotini da accudire, i figli dei figli. Le aspettative dei suoceri verso i nipoti sono non solo il desiderio di donare amore ma anche essere pronti ad elargire consigli sull’alimentazione, sull’educazione e finanche offrire consulenze medico-pediatriche pur non essendo richieste. Allora cosa fare, quando la suocera non riesce a comprendere che la sua funzione di madre è cessata? Sa che deve lasciare il ruolo di madre per entrarne in uno nuovo, quello della nonna, ma non è sempre così scontato il cambio di ruolo. Che fare se il cambio di ruolo non riesce? La mediazione in questi casi è l’unica via percorribile, non ci sono alternative a meno che non vogliamo intraprendere una guerra dei ruoli. Bisogna però aver chiarezza sulle possibili conseguenze a cui una guerra può esporre: la vittoria o la sconfitta. Nessuna delle due possibilità di per se è scontata ed entrambe possono verificarsi. Noi siamo però convinti che con un po’ di buon senso, senza mai perdere di vista l’educazione e il rispetto reciproco, si può far conciliare il rapporto tra noi e le suocere.

Quando l’aiuto diventa intrusione
L’aiuto delle suocere può essere piacevole e gradito, ma talvolta può diventare un po’ troppo dilagante e inopportuno. Rischiamo quindi di ritrovarci la nonna in casa a tutte le ore, a offrirsi di “tenere un po’ il bambino” mentre noi e il nostro partner ritroviamo un po’ di libertà: in questo modo maschera l’invadenza con la disponibilità. Impariamo dunque ad essere assertive e gentili con fermezza: le comunicheremo la nostra gratitudine, puntualizzando però che il nostro più grande desiderio è di vedere la nostra famigliola nella più completa privacy. Forse la suocera abbozzerà un sorriso a mascherare il suo disappunto, ma in seguito imparerà a regolarsi. Un garbato “no” può servire anche a declinare consuetudini che forse non apprezziamo, come, per esempio, il pranzo della domenica tutti insieme. Il pranzo domenicale non deve essere vissuto come un obbligo: proviamo allora a rilanciare diversi modi di incontri, senza offendere la suocera che pur adora cucinare per noi. Invitiamo i suoceri nella nostra casa, magari una sera durante la settimana, con la scusa di spezzare la routine, oppure organizziamo in una pizzeria per semplificarci il lavoro.

Se il nostro compagno non è della nostra stessa lunghezza d’onda
Quando i nonni vogliono mostrarsi utili e si offrono di portare a spasso il piccolo, noi gliene saremo grati, ma saremo noi a stabilire quanto il piccolo può stare fuori e quando deve rientrare. In caso di ritardo o di cambio di programma, i nonni devono abituarsi ad avvisare i genitori, riconoscendone l’autorità sul bambino. Potrebbe però capitare che il nostro compagno non sia d’accordo con il nostro punto di vista. Se il nostro lui non riesce a prendere una posizione o reagisce con la fuga, non possiamo dimenticare che, se la suocera è una persona intrusiva, è solo perché il nostro lui ha vissuto da sempre l’atteggiamento della madre e, di certo, non potrà cambiare ora da adulto quale è. Se al contrario, la suocera è la donna che ha cresciuto il suo figlio maschio all’insegna dell’autonomia, spronandolo a crescere libero di andare per il mondo, allora possiamo solo che ringraziarla per averci offerto la possibilità di vivere accanto ad un uomo libero di crescere a sua volta i suoi figli all’insegna del rispetto per l’altro, la base di ogni rapporto umano. Ma questa, è tutta un’altra storia!

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia medica

- -



Advertising