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Quando i nonni fanno i baby sitter

marzo 5, 2009 12:20 pm

Affettuosi, disponibili e, spesso, rappresentano la soluzione più facile in vista del rientro al lavoro. Ma prima di decidere è bene valutare diversità di vedute e qualità dei rapporti. Il congedo obbligatorio è finito. I sei mesi ulteriori offerti dalla legge sulla tutela della maternità sono passati. La mamma, se non ha deciso nel frattempo…

Quando i nonni fanno i baby sitter

Affettuosi, disponibili e, spesso, rappresentano la soluzione più facile in vista del rientro al lavoro. Ma prima di decidere è bene valutare diversità di vedute e qualità dei rapporti.

Il congedo obbligatorio è finito. I sei mesi ulteriori offerti dalla legge sulla tutela della maternità sono passati. La mamma, se non ha deciso nel frattempo di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente al figlio, deve tornare al lavoro e allora spunta l’interrogativo “E ora a chi lascio il bambino?”. Le opzioni di solito sono il nido (l’assistenza non è “personalizzata” ma sicuramente i bambini sono in buone mani: il personale è specializzato e l’organizzazione garantisce il massimo della sicurezza e dell’igiene), una baby sitter (una soluzione che spesso richiede una lunga ricerca, ma che, una volta individuata la persona giusta, vi riserverà numerosi vantaggi), o i nonni.

Non siate gelosi dei nonni

Quando ci sono, spesso sono i primi a farsi avanti, felici di rendersi disponibili a prendersi cura del proprio nipotino. Una soluzione familiare questa che indubbiamente cancella molti problemi pratici e garantisce al bambino il massimo delle attenzioni e dell’affetto.
Prima di ricorrere ai nonni a tempo pieno è meglio rifletterci bene ed è importante che alla fine questa soluzione venga accettata senza remore da parte di entrambi i genitori, altrimenti è facile che alimenti dubbi e preoccupazioni: “Lo vizieranno?”, “Il bambino non si attaccherà troppo a loro?”, “Riconoscerà la nostra autorità?”.
Non bisogna temere: l’amore dei nonni e il loro rapporto col nipotino non potranno mai minacciare l’attaccamento che vostro figlio ha per voi. Sono i genitori, e in particolare la mamma, le sue figure di riferimento più importanti. Lo ha imparato sin dai primi giorni di vita e non c’è nonno, anche il più amorevole, che possa intaccare questo “primato”, che rimane dei genitori, a prescindere dal tempo che dedicherete al piccolo.

Compagni di gioco ideali

Ma, bisogna essere sinceri, come faremmo senza di loro? I nonni infatti, in tempi di complicata gestione dell’organizzazione quotidiana tra casa, lavoro e famiglia, sono gli unici a garantire disponibilità piena per le emergenze improvvise, flessibilità di orari, straordinari, aiuto personalizzato e risparmio di soldi, destinati altrimenti a baby sitter o asilo.
I nonni, anche se deboli e pieni di acciacchi, sono insostituibili compagni per i più piccoli. Hanno ancora molto da dare e da insegnare e dispongono di una risorsa rarissima per i genitori e importantissima per il piccolo: il tempo.
Il bambino quando è con i nonni ha un ritmo di vita pacato, può essere ascoltato, chiacchierare e avere qualcuno con cui giocare; i nonni non hanno fretta, si adeguano ai ritmi del bambino e aspettano con calma il piccolo che si muove a piccoli passi, magari proprio come i loro.
Certo il nonno del XXI secolo è cambiato rispetto al passato. Oggi il nonno col bastone e la nonnina sulla sedia a dondolo non ci sono più e sta crescendo una nuova categoria di anziani, ancora carichi di vitalità, che vogliono godersi il tempo e la libertà ritrovati dopo anni di sacrifici e lavoro.
Magari questi nonni sprint non saranno baby sitter a tempo pieno, non prepareranno le torte, né racconteranno fiabe, ma la loro presenza sarà ugualmente valida e importante per la crescita del bimbo.

Idee diverse, educazione diversa?

I genitori che affidano a tempo pieno i propri figli ai nonni devono mettere in conto che possono esserci delle incomprensioni tra di loro riguardo l’educazione del bimbo. Se infatti ai nonni è affidata la cura del bambino per l’intera giornata, con tutti i problemi pratici connessi a questo delicato compito, un loro “senso di possesso” della gestione della vita dei figli è quasi scontato.
E’ facile quindi che i nonni “mettano bocca” anche su questioni riguardanti l’educazione, gli impegni e le amicizie del nipotino, mentre i genitori si sentano un po’ messi da parte.
Se i nonni sono troppo invadenti e fanno critiche davanti al nipote è bene che i genitori spieghino quali sono i punti da non oltrepassare con il bimbo. Ma visto il grande favore che fanno, è necessario anche essere comprensivi, elastici e soprattutto riconoscenti.
D’altra parte se il piccolo passa molto tempo con i nonni è naturale che ascolti quello che gli dicono, anche se è diverso da quello che si sente dire sempre dalla mamma e dal papà. I genitori non devono prendersela né tanto meno invitare il bambino a non dare retta a quello che i nonni dicono, perché il rischio è quello di confonderlo e basta. Il bambino presto imparerà a distinguere ciò che è consentito quando è in compagnia dei nonni da ciò che può fare con i genitori.

Come gestire eventuali conflitti

I nonni, si sa, tendono a “viziare” un po’ di più i nipotini, magari facendogli l’ennesimo regalo o offrendogli qualcosa che di solito non può mangiare o permettendogli qualche atteggiamento che non può tenere. Proprio perché nonni, si sentono finalmente dispensati dalle grandi responsabilità educative dei genitori, e possono così dedicarsi liberamente a coccolare i nipotini.
Per alcune cose si può anche chiudere un occhio, ma se i genitori si rendono conto che le convinzioni e gli atteggiamenti dei nonni interferiscono troppo con le loro regole educative, è bene che ne parlino subito con loro. Perché tutto vada bene è necessario che i genitori mettano in chiaro da subito le proprie regole educative: se il loro rapporto è sereno, i nonni capiranno, e in assenza di mamma e papà si limiteranno a sorvegliare che le indicazioni dei genitori vengano rispettate dai piccoli, evitando di disorientarli con altre regole. Se così non fosse è meglio per tutti affidare il piccolo ai nonni per un tempo più limitato.
L’importante però è che il rapporto non si interrompa, perché per il bambino i nonni sono figure affettive veramente importanti.

 

Angela Salini

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