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Il mammismo è di aiuto ai bambini a vincere le paure e lenire il dolore

maggio 27, 2014 9:30 am

In tutto il mondo viene criticato l’eccessivo attaccamento degli Italiani verso la madre. Eppure, i medici affermano che questo legame speciale aiuta a superare le difficoltà della crescita e conforta durante le malattie.

Si dice che i bambini italiani siano i più viziati del mondo: le critiche arrivano da Usa, Germania, Francia … Eppure, ci sono situazioni in cui il famigerato mammismo italico è essenziale per la crescita corretta, la formazione dell’autostima e perfino per la salute. Pensiamo per esempio ai bambini che devono affrontare operazioni chirurgiche impegnative o quando debbono essere affrontate lunghe sedute di fisioterapia e riabilitazione. L’affetto e la protezione tipici delle mamme italiane aiutano i bimbi a sopportare meglio le ansie e le problematiche causate da periodi di ripresa anche prolungati.

Affetto materno, un valore che dà benessere
Fondamentale la figura materna: la presenza assidua della mamma costituisce un valore aggiunto nel percorso di recupero sopperendo così anche alle carenze del sistema assistenziale. Tutto questo aiuta i bambini ricoverati a vivere meglio la lontananza da casa e ad affrontare serenamente ogni disagio che questo può comportare agli altri membri della famiglia. Anche i pediatri della Sipps, Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, confermano questo dato, ribadendo che almeno la metà dei bambini sottoposti a intervento chirurgico sviluppa ansia e stress nel periodo pre e post operatorio. Il mammismo in queste situazioni è terapeutico, perché la presenza e l’affetto di un genitore al proprio fianco costituisce per il bimbo ammalato un antidoto al dolore in situazioni come un semplice prelievo o una visita con il pediatra, sia quando deve sottoporsi ad un intervento. L’affetto familiare è un supporto dal punto di vista psicologico e fisico: il bambino sente meno dolore, vive meglio il momento, avverte meno ansia e stress se ha la mamma o comunque un genitore al suo fianco. Il presidente della Sipps, dottor Giuseppe Di Mauro, aggiunge che l’Italia sotto questo aspetto è imbattibile, anche perché gli ospedali italiani sono tra i pochi in Europa che permettono la presenza di un genitore la notte in ospedale. La presenza della mamma o del papà o anche di un nonno nei reparti pediatrici allevia l’ansia del distacco dalla famiglia ai bambini.

Coccole e affetto fanno crescere meglio
Del resto, l’affetto genitoriale è un valore aggiunto per il benessere e la crescita anche in assenza di situazioni patologiche. Numerosi studi affermati da tempo ribadiscono l’importanza del bonding, ossia dell’attaccamento naturale tra la mamma e il bambino piccolo, prolungamento simbiotico e speciale che esisteva nel pancione, per infondere al neonato sicurezza e conforto attraverso il contatto con il corpo materno e il suo odore. Il bonding è un fenomeno esistente in natura, permette ai cuccioli di crescere sani e felici grazie allo stretto legame con la mamma. Consiste nella relazione unica e speciale tra due individui, prolungata nel tempo, che si basa sullo scambio di gesti e sensazioni come il contatto, le coccole, gli abbracci e i baci. Un legame speciale, che gratifica genitori e neonato e favorisce la sicurezza attraverso il contatto, stimolando la maturazione neurologica e di tutti i sensi. Il bonding, così naturale tra le popolazioni primitive, nel corso dei secoli si è venuto a interrompere, fino ad arrivare agli eccessi di bambini allattati al seno da nutrici, tra le classi sociali più elevate, o negli Anni Settanta quando i neonati venivano messi nella nursery subito dopo la nascita.

Stretto e al sicuro vicino al corpo della mamma
Oggi in tutto il mondo si cerca di ritornare alle origini, favorendo il più possibile l’allattamento al seno e creano un nuovo rapporto tra mamma e neonato grazie al rooming in, ossia a mamma e bebè assieme ogni momento fin dal parto. E non è vero che impedisce lo sviluppo autonomo del bambino, anzi: favorisce prima le indispensabili tappe dell’attaccamento, e, in seguito, aiuta ad affrontare il normale distacco che si verifica con il procedere delle tappe evolutive del bambino. per questo in molti centri di maternità e case di ostetriche si cerca di favorire questo legame anche attraverso la Mother Kangaroo Care, ovvero la cura di mamma canguro, che consiste nell’utilizzare un marsupio che va posizionato tra il petto e l’addome, dotato di una fascia robusta da allacciare dietro la schiena. All’interno del marsupio, il bimbo è in una posizione raccolta e protetta, come quella che aveva nella vita intrauterina. È a contatto con il tepore e l’odore del corpo materno, può ascoltare il battito del suo cuore. È un’esperienza sensoriale che rassicura il bambino, lo rende fisicamente più forte e più disponibile ad aprirsi al mondo. A tutto beneficio della crescita.

Giorgia Andretti

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