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I figli dei genitori single sono bambini sereni quanto i loro coetanei

maggio 8, 2014 9:30 am

Anche i figli dei genitori separati o comunque di una mamma o di un papà single possono essere felici. È una bellissima rassicurazione che arriva da una ricerca inglese: dimostra l’importanza della qualità dell’affetto.

“Gli basterò?”; “Come potrò essere per lui padre e madre?”. Sono due delle tantissime domande che i genitori single si ripetono oltre la lotta quotidiana per rispondere a un ruolo che riassume nella quotidianità entrambe le figure, si somma ai normali problemi quotidiani, al lavoro, alle eventuali difficoltà economiche. E, appunto, all’onnipresente timore che il proprio bambino possa crescere senza quel qualcosa in più. Forse sarà in parte consolatoria una nuova consapevolezza che deriva da una ricerca condotta in Inghilterra, secondo la quale i bambini possono crescere bene anche con un solo genitore.

La rivincita dei single
L’indagine è stata svolta dall’Istituto di ricerche britannico NatCen, dopo aver analizzato i dati del Millennium Cohort Study, progetto multidisciplinare che nel 2008 ha coinvolto quasi 12.300 bambini nati nel Regno Unito fra il 2000 e il 2001. È emerso che non è la composizione della famiglia ad incidere sul benessere e il desiderio di stabilità di un bambino: è molto più determinante la qualità della relazione che il piccolo vive all’interno del suo nucleo familiare. La ricerca aveva suddiviso i partecipanti in tre gruppi : il primo cresciuto dai genitori biologici; il secondo da un genitore biologico e da uno acquisito e il terzo da un genitore single. Alla domanda – quanto spesso ti senti felice? – i bimbi avevano risposto in modo praticamente identico. Non era stata notata alcuna differenza anche quando erano stati analizzati altri fattori che potevano influenzare il benessere del minore, come la classe sociale dei genitori o l’area geografica in cui vivevano. Tutto questo confermava che nella percezione della felicità da parte di un bambino conta soprattutto la qualità della relazione che instaura con i genitori, indipendentemente dal loro numero. Una ricerca simile è stata condotta più o meno nello stesso periodo negli Stati Uniti dal dottor Henry Ricciuti della Cornell University su 1700 bambini – bianchi, neri, ispanici, ecc.- di 6 e 7 anni e comparsa sul Journal of Family Psychology. La caratteristica comune di questi bambini era che tutti non avevano più il papà in casa. Non sono state riscontrare differenze del rendimento scolastico o nel comportamento tra i figli che vivono con un solo genitore e quelli che vivono in famiglie con due genitori. Questo si era verificato anche quando le condizioni economiche, come spesso accade, sono decisamente inferiori alla media.

Il bimbo è felice se si sente amato e rassicurato
Le due indagini mostrano quindi che se la mamma è una persona affettuosa e rende qualitativamente ricco il tempo che riesce a trascorrere con il bambino, il piccolo è destinato a essere sereno, indipendentemente dal numero di giocattoli a disposizione, dal denaro che circola in casa o dal tipo di vacanze che può vivere. Un bambino, infatti, non vive ancora questo tipo di preconcetti che sono tipici di un’età più matura: gli basta sapere di avere accanto a sé un genitore che gli sa dare affetto, giocare con lui, che gli legge le fiabe e con la quale fare tante passeggiate. La realtà genitoriale di oggi è più complessa di quella di un tempo e ogni genitore si è abituato nel tempo a uscire dal suo ruolo tradizionale: se anche i papà danno la pappa e cambiano i pannolini, le mamme lavorano e sono autonome, quindi riescono anche da sole a circondare il figlio di tutte le dinamiche di una famiglia tipo senza fargli soffrire carenze. Inoltre sono molto importanti gli altri rapporti famigliari: l’affetto dei nonni, zii e cugini, la presenza di amici poi sono importanti per una crescita equilibrata perché rappresentano fonte di sicurezza per il bambino, che sente di appartenere a un gruppo. L’importante è che la mamma non commetta l’errore di sostituire il partner mancante con il figlio, per esempio permettendogli di dormire sempre nel lettone: è giusto garantirgli il proprio spazio e la propria autonomia.

Giorgia Andretti

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