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Bullismo anche tra fratelli: una realtà più frequente di quanto si creda

giugno 24, 2013 9:30 am

Si parla di bullismo tra compagni di scuola, all’oratorio o tra gli amici dei social: dovremmo aggiungere anche tra fratelli. Per i genitori non è facile riconoscerlo e soprattutto affrontarlo. Cosa fare se succede nella nostra famiglia?

Il bullismo? Non è prerogativa della scuola o del gruppo di coetanei che si frequenta nel quartiere. Esiste, purtroppo, anche tra le mura domestiche. In questo caso è sicuramente più difficile da riconoscere e, conseguentemente, da gestire a causa delle dinamiche complesse e delicate che intercorrono tra fratelli e tra genitori e figli. Molta attenzione deve essere posta in questi casi perché nel bambino, oggetto del bullismo, la sofferenza mentale e psicologica ha un impatto importante anche verso i genitori. Quello che è incomprensibile è come si può pensare che l’affettività fraterna renda tutto questo possibile.

Uno studio americano rivela il bullismo
L’esistenza del bullismo tra fratelli è stato identificato una volta per tutte da uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics dalla dottoressa Corinna Jenkins Tucker della University of New Hampshire. L’indagine ha coinvolto 3500 bambini e ragazzi fino a 17 anni di età. È stato scoperto che in molte famiglie avvengono contrasti tra fratelli, litigi per un gioco conteso, insulti verbali, ruberie e danni a oggetti di un fratello o di una sorella. In alcuni casi, però, queste normali dinamiche si trasformano in veri atti di bullismo fino a rendere veramente difficile la quotidianità in casa per il fratello o la sorella oggetto delle angherie. In quasi tutti i casi questi atteggiamenti vengono vissuti come normali situazioni di dinamiche famigliari, come una sorta di rivalità tra fratelli, quasi fossero indispensabili alla crescita. Tuttavia, secondo i dati analizzati dalla dottoressa Tucker, la sofferenza emotiva dovuta a atti di bullismo causati da un fratello è simile e equiparabile a quella del bullismo classico a scuola o al parco giochi. Inoltre, avere un bullo in famiglia è sicuramente più impattante, poiché con un fratello o una sorella si vive il più delle volte nella stessa camera. Tra fratelli si condividono esperienze quotidiane, soprattutto nei periodi di vacanza, ed inoltre, il sentimento rende tutto più complesso e pesante.

La tipologia del fratello bullo
Gli atti di bullismo in casa avvengono soprattutto tra fratelli dello stesso sesso. Sono rari i casi in cui è una sorella a prendersela con il fratello. L’appartenenza allo stesso sesso consente una libertà negativa che autorizza e libera i cattivi comportamenti. Da sempre, infatti, tra fratelli esistono forme di gelosia più o meno accentuate per essere l’oggetto delle attenzioni esclusive dei genitori. Ogni complimento, ogni gesto di affetto rivolto al fratello è visto come una privazione di qualcosa di positivo verso se stessi. Infatti, le angherie sono messe a segno dal fratello maggiore nei confronti del minore, considerato come il più debole e, al tempo stesso, l’oggetto del più intenso affetto dei genitori dovuto all’essere il più piccolo. Solo in casi rari avviene che sia il secondo o il terzogenito a prendersela con un fratello più grande; questo accade quando il maggiore ha un carattere obiettivamente più debole, non sa difendersi oppure la differenza di età è veramente al limite. Le manifestazioni del bullo maschio rispondono a tipologie precise: insulti verbali, sottrazione e distruzione di oggetti che appartengono all’altro e percosse. Le femmine, invece, ricorrono a persecuzioni psicologiche, più sottili: messa in ridicolo davanti agli altri, derisione, apprezzamenti negativi sull’aspetto fisico della sorella.

Attenzione a non cadere nell’eccesso
Il problema di questa forma di bullismo è la sottile differenza tra bullismo vero e proprio e cameratismo normale tra fratelli e sorelle, in cui il soggetto più grande esercita il ruolo normale di primogenito, per rafforzare se stesso e, al tempo stesso, stimolare nel fratellino una forma di autodifesa così utile alla sua crescita. I genitori devono sicuramente sorvegliare e cercare di capire fino a che punto si spingono le libertà verbali e fisiche del fratello maggiore. Gli insulti, i commenti pesanti, la distruzione di oggetti non vanno comunque tollerati, anche in una situazione in cui non si può parlare esattamente di bullismo. I comportamenti sbagliati vanno messi alla berlina, il fratello colpevole va senz’altro ripreso ma, al tempo stesso, è bene indagare se non soffra di gelosia distruttiva nei confronti del fratello. Il più piccolo d’altra parte va stimolato a non restare passivo e a tirare fuori la sua forza interiore, senza andare sempre a nascondersi dalla mamma. Inoltre, è consigliabile non far trascorrere ai fratelli tutto il tempo libero insieme, nemmeno in vacanza: dovrebbero entrambi trovare un proprio spazio esclusivo per esprimersi come ad esempio tra i compagni della stessa pratica sportiva.

Lina Rossi

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