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I giovani parlano in codice

ottobre 24, 2000 12:00 pm

Sempre più netta la tendenza delle nuove generazioni ad utilizzare un linguaggio fatto di simboli e sigle Non c’è dubbio che nel giro di pochi anni in Italia siano radicalmente mutate le modalità di comunicazione, specialmente fra i giovani adolescenti. Al centro di questa “rivoluzione”, il telefonino cellulare, che i ragazzi compresi fra i 15…

Sempre più netta la tendenza delle nuove generazioni ad utilizzare un linguaggio fatto di simboli e sigle

Non c’è dubbio che nel giro di pochi anni in Italia siano radicalmente mutate le modalità di comunicazione, specialmente fra i giovani adolescenti. Al centro di questa “rivoluzione”, il telefonino cellulare, che i ragazzi compresi fra i 15 ed i 20 anni hanno eletto strumento principale attraverso il quale far passare le proprie comunicazioni. Ma c’è di più.
Fra le molte opzioni che i moderni telefonini offrono (in attesa delle nuove, strabilianti novità dei cellulari di ultima generazione, gli UMTS), una in particolare ha solleticato i nostri giovani adolescenti: SMS, ovverosia short message service, il sistema che permette di inviare messaggi scritti col telefono cellulare e composti da non più di 160 caratteri. In Italia se ne spediscono circa 10 milioni al giorno e di questi, gran parte è scambiata fra i giovanissimi.
Le caratteristiche principali di questa nuova forma di comunicazione sono: la velocità, la creatività e il rifiuto della sintassi. Gli strumenti fondamentali del nuovo gergo sono le abbreviazioni, le sigle, l’uso dei numeri, ma soprattutto delle piccole immagini costruite con i segni della tastiera, note come “emoticons”, icone delle emozioni. Le citazioni possono essere le più varie: si va dall’ormai noto “TVTB” (ti voglio tanto bene), al “dove 6” (dove sei), passando per “dimmi qcosa” (dimmi qualcosa). Ma dove veramente si travalica più nettamente il limite fra vecchie e nuove forme di espressione è, come accennavamo, nell’utilizzo delle “emoticons” che servono a sintetizzare in pochi simboli stati d’animo, atteggiamenti, sensazioni. Fra le più utilizzate troviamo:
:-) “sono felice”
:-( “sono triste”
😉 “occhiolino”
:- “indifferenza”
😀 “sorriso”
:-* “bacio”
:-p “linguaccia”
😡 “bocca cucita”
:’( “lacrima”
;- “ammiccamento”
La chiave per interpretare questi simboli sta nel ruotarli di 90° per vedere apparire le “faccine” che esprimono ciò che si vuole comunicare.
L’insieme delle abbreviazioni e delle simbologie appena descritte concorre a creare una forma di scrittura compendiata, le cui regole sono conosciute e condivise dai partecipanti allo scambio comunicativo. Tutto ciò realizza un sistema “codificato”, un linguaggio nuovo che tende a riprodurre nello scritto la velocità, il senso implicito, per certi versi la trascuratezza dei dialoghi dei giovanissimi, un’opportunità troppo ghiotta per una generazione che, come riportano le statistiche sulla lettura dei libri, non amano molto l’approfondimento e la complessità della lingua scritta classica.
Analizzando aspetti positivi e negativi di questa nuova frontiera del linguaggio, da una parte si può sostenere che tale utilizzo degli SMS stimola le capacità di sintesi e costituisce un’ottima occasione per sviluppare doti di creatività (dire tanto nel minor spazio possibile); d’altro canto si può obiettare che tutto ciò impoverisce il vocabolario e rende la comunicazione esageratamente scarna di contenuti, troppo rapida ed occasionale. Ma del resto siamo sempre più immersi in un mondo che fa della sintesi e della rapidità un elemento irrinunciabile della comunicazione: i nostri ragazzi non fanno altro che adeguarsi a questa tendenza generalizzata. Non dovrà dunque meravigliarci più di tanto imbatterci in dialoghi come ad esempio: “C 6 scem8:-) ? Quando TC metti 6 3mendo :-p !
Comunque TVTB :-* !”.

In Rete:
Lista di tutte le faccine più utilizzate
Una piccola raccolta dei segni più usati

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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