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Il pediatra fino a 18 anni ma le Regioni vorrebbero limitarlo a sei anni

febbraio 6, 2012 11:35 am

  Per gli adolescenti si profila all’orizzonte un’ipotesi inquietante: le Regioni intendono ridimensionare l’offerta della medicina pediatrica, riservandola solo ai bambini fino a sei anni. Ma pediatri e famiglie non ci stanno. Il bambino non sta bene? Se ha più di sei anni, non sarà più possibile rivolgersi al pediatra, lo specialista del bambino, ma…

 

Per gli adolescenti si profila all’orizzonte un’ipotesi inquietante: le Regioni intendono ridimensionare l’offerta della medicina pediatrica, riservandola solo ai bambini fino a sei anni. Ma pediatri e famiglie non ci stanno.

Il bambino non sta bene? Se ha più di sei anni, non sarà più possibile rivolgersi al pediatra, lo specialista del bambino, ma al medico di medicina generale. Non è uno scherzo di cattivo gusto, purtroppo, ma uno scenario tutt’altro che improbabile. La figura del pediatra di famiglia, che conosce i nostri bambini fin dalle prime settimane di vita e fino al compimento del 14° anno è a disposizione per visite, controlli e consigli, è destinata a essere ridimensionata, fino a sparire per i bambini più grandicelli. È un brutto colpo che stanno per mettere a segno i direttori generali delle Regioni, che hanno infatti presentato una proposta che fa parte della bozza di Riordino delle cure primarie. Se sarà confermata, la bozza distruggerà il modello della pediatria italiana, unico in Europa e nel mondo a garantire assistenza primaria per i bambini e i ragazzi da 0 a 14 anni. Un sistema apprezzato e studiato in tutto il mondo come esempio di efficacia ed efficienza.

Cosa è scritto nella famigerata bozza
Il documento è stato realizzato dai Direttori Generali degli Assessorati alla Sanità come base programmatica per discutere del nuovo Patto della Salute: dovrà essere siglato di concerto tra Ministero e Regioni entro il 30 aprile prossimo. Secondo quanto recita il documento, l’assistenza pediatrica di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Numerose aree del territorio nazionale soffrono di una carenza di pediatri e le regioni sono costrette ad incrementare significativamente il numero dei minori in carico ai pediatri di libera scelta. Secondo gli assessorati, vanno modificate le norme convenzionali che regolano i parametri relativi agli assistiti in carico, prevedendo di assegnare ai pediatri di libera scelta unicamente i bambini da 0 a 6 anni. I bambini dai sette anni in su saranno assistiti dal medico di medicina generale. Si tratta di un’ipotesi, secondo i pediatri stessi, del tutto inaccettabile. Contrasta infatti con i convincimenti di tutta la comunità scientifica internazionale, secondo la quale l’età pediatrica deve intendersi da zero a 14 anni. Una proposta complessa da realizzare, poco condivisa anche a livello delle regioni e priva di reali motivazioni. Gli esperti sono convinti che le peculiarità dell’offerta pediatrica non possono essere sostituite dalle competenze di una pur ottima offerta del medico di medicina generale. Per questo, i pediatri italiani sono già all’opera per presentare un documento tecnico in cui esplicitare proposte alternative, rivedendo e riscrivendo i livelli organizzativi in termini di massimali e di copertura territoriale e garantendo, prima di tutto, una maggior offerta in termini di personale.

L’indignazione delle famiglie
Anche le famiglie hanno reagito con incredulità e indignazione alla proposta in arrivo dalle Regioni. Alle associazioni che riuniscono i pediatri sono arrivate centinaia di messaggi per ribadire il loro ruolo nel seguire la salute dei bambini e ragazzi per tutto il tempo necessario, ovvero: è lui infatti, il pediatra che ben conosce i problemi e i disturbi fin dalla nascita. Secondo i genitori, uno dei punti di forza del sistema sanitario italiano è proprio la disponibilità e la preparazione del pediatra di famiglia: una figura non solo da non togliere ma, al contrario, da rafforzare. La proposta delle regioni, oltre tutto, di affidare i bambini alla cura dei medici di medicina generale, corre nella direzione diametralmente opposta alla medicina di oggi, che persegue una sempre maggiore specializzazione anche nell’area della pediatria stessa. Esistono da tempo, infatti, le sub-specializzazioni in pediatria, come l’oculista pediatrico, l’ortopedico pediatrico, il cardiologo pediatrico e tantissime altre figure esperte nelle specifiche aree della salute infantile: questo, per garantire un’assistenza di alto livello e tutte le risposte alla salute dei più piccoli.

Ci vorrebbe il pediatra fino a 18 anni
La proposta di limitare la figura del pediatra ai sei anni di età è anche contraria a un importante obiettivo che si pongono proprio i pediatri italiani: allargare la fascia di età dei loro giovani assistiti fino ai 18 anni così come prevede la carta dei diritti dell’infanzia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, approvata dal parlamento italiano. Per tutti, non solo per i ragazzi con problemi particolari di salute. Fino a prima di questa proposta, infatti, secondo la legge nazionale un ragazzino aveva diritto a essere assistito dal proprio pediatra di libera scelta fino all’età di 14 anni: età posposta a 18 in caso di casi particolari. Gli esperti dell’infanzia avrebbero voluto garantire questa assistenza per tutti in uguale misura fino alla maggiore età, per proteggere e tutelare una persona in una fascia di età in cui si vivono disagi anche dal punto di vista psicologico. I tanti problemi di alcolismo, fumo e dipendenza potrebbero essere affrontati in modo più adeguato se le famiglie potessero ancora contare su una figura di riferimento importante come il pediatra di famiglia. E, in caso di ricovero ospedaliero per intervento chirurgico o altro, un ragazzino avrebbe tutto il diritto, fino alla delicata età dei 18 anni in cui può considerarsi adulto, di poter contare, in un momento difficile, di un ambiente tutelato come il reparto di pediatria o come lo studio del pediatra di famiglia in orari appositamente a lui dedicati.

Giorgia Andretti
Con la consulenza del dottor Giuseppe Gullotta
Specialista in Pediatra, Dermatologia Pediatria
e Gastroenterologia Pediatrica
a Catania

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