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Il bullismo continua a dominare e non solo tra in banchi di scuola

gennaio 12, 2012 12:26 pm

  Si torna a parlare del tema del bullismo, diffuso a scuola e non solo ma anche tra maschi e femmine. È di Eurispes e Telefono Azzurro l’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Insulti e umiliazioni, quando non violenza fisica tra i bambini: è il fenomeno del bullismo che è drammaticamente in…

 

Il bullismo continua a dominare e non solo tra in banchi di scuola

Si torna a parlare del tema del bullismo, diffuso a scuola e non solo ma anche tra maschi e femmine. È di Eurispes e Telefono Azzurro l’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.

Insulti e umiliazioni, quando non violenza fisica tra i bambini: è il fenomeno del bullismo che è drammaticamente in crescita, anche tra i banchi di scuola, provocando danni evidentemente importanti sia alle vittime della violenza sia a chi l’agisce. È questo che emerge dall’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2011, realizzata da Eurispes e Telefono Azzurro, giunta alla sua dodicesima edizione e presentata presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica lo scorso 7 dicembre.

Quando la prepotenza veste di rosa
Con il termine bullismo, almeno in Italia, vengono generalmente indicate una serie di prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti di coetanei ed esercitate soprattutto nell’ambito scolastico, ma anche palestre o comunque luoghi frequentati da minori. In pratica è una propensione violenta alla sopraffazione dell’altro – identificato come più vulnerabile e debole – da parte di un altro singolo o, peggio ancora, da un gruppo. Partendo dalla considerazione che l’unica certezza è che bulli non si nasce ma si diventa, proviamo a sintetizzare le cause scatenanti di questi comportamenti aggressivi che potrebbero essere stimolati da cattivi esempi di vita familiare, oppure provocati dal desiderio di emulazione dei compagni. E sebbene siamo stati abituati ad associare la violenza, in particolare quella relativa al bullismo, al solo mondo dei maschietti, le prepotenze si stanno sempre più tingendo di rosa e, anche tra bambine e ragazze, hanno preso forma sottili forme di cattiveria che si evidenzia nel dominio psicologico su compagne e compagni ritenuti più fragili e vulnerabili.

I dati dell’indagine
I dati parlano di un 25 % di bambini vittima di violenza a scuola, esercitata tra i compagni di banco: circa il 22% viene preso in giro ripetutamente, il 21 è spesso offeso senza motivo, il 10 % dei ragazzi è totalmente escluso dal gruppo e si sente solo, purtroppo spesso la violenza non è solo psicologica ma anche fisica: ci sono episodi di danneggiamento di oggetti nel 10 % dei casi, furti nel 7,6% e minacce nel 5%. Il bullismo è un fenomeno che sta diventando sempre più drammatico, un problema che vede coinvolti sempre più bambini e che può provocare seri danni nello sviluppo psicofisico dei piccoli, oltre a causare un approccio sbagliato e demotivato nei confronti della scuola. Problema nel problema è che, per paura di essere vittime di ulteriori ripercussioni, le piccole vittime non ne parlano a casa con i propri genitori, o lo fa solo uno su cinque. Molti ragazzi e ragazze adolescenti si sentono lasciati soli anche in casa: il 32 % ha denunciato carenze di consigli da parte dei genitori, mentre il 21 %, già chiuso in sé stesso, preferisce affrontare il problema da solo, senza intervento della famiglia e neanche degli insegnanti.

Il ruolo dei genitori
Sia la vittima sia l’attore del bullismo, hanno personalità particolari: passano dall’isolamento per un senso profondo di solitudine a situazioni di esplosione di ira incontrollata. E’ spontaneo quindi chiedersi come sia possibile che i genitori non si accorgano di nulla. Proprio con l’obiettivo di fornire un quadro il più possibile esaustivo sulla condizione dei più giovani, per la prima volta nell’Indagine di quest’anno sono stati ascoltati anche i genitori che, nella maggior parte dei casi, hanno dimostrano poca consapevolezza del fenomeno. Per tutte le forme di bullismo considerate, la percentuale di genitori consapevole che il proprio figlio ne è stato vittima risulta inferiore rispetto alla percentuale di ragazzi che riferiscono di esserne state vittime. Il divario tra genitori e figli risulta più elevato per la diffusione di informazioni false o cattive sui figli, 25,2% dei figli contro 9,4% dei genitori, per le offese immotivate, 21% contro 13,8%, per le provocazioni e/o prese in giro, 21,9% contro 16,4%. Insomma, per quanto si sappia che il bullismo esista, si accetta difficilmente che il proprio figlio ne possa essere oggetto.

Non solo bullismo
L’indagine firmata Eurispes -Telefono Azzurro ha affrontato anche altre dinamiche relazionali interni alle famiglie e ne è emerso che, all’interno del dialogo genitori-figli, vi è una netta differenza sulla percezione di certi argomenti ritenuti imbarazzanti. Come per esempio droga e sessualità, quasi 54 ragazzi su cento dei ragazzi oggetto dell’indagine ha affermato di non parlare mai di droga con i propri genitori, mentre il 47,5 % dei genitori pensa di affrontare , seppur occasionalmente, l’argomento. Sulla sessualità poi il 52,4 % dei genitori ha affermato di affrontare l’argomento, percezione diversa tra i figli se il risultato è che ben 63 su cento dichiarano di non parlare mai di sesso e sessualità con i proprio genitori.

Obiettivo dell’indagine
L’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia 2011 è chiaramente molto più articolata, il suo principale messaggio si volge non solo a puntare la massima attenzione su quanto ai giovani e giovanissimi rappresentanti del futuro si insegna, ma anche su quello che da essi si può imparare. Dedicando a bambini e ragazzi più tempo, ascoltando e rispondendo alle loro richiesta di attenzione. Sul sito di Telefono Azzurro una utile sintesi dell’indagine.

L’editoria contro il bullismo
Anche il mondo dell’editoria si sta impegnando in proposte destinate sia ai genitori che ai figli, perché conoscere il fenomeno del bullismo è il primo passo anche per prevenirlo. Gianluca Gini e Tiziana Pozzoli, per Carocci collana Le Bussole ha curato un testo utile per genitori e educatori dal titolo Gli interventi anti-bullismo (pp. 128 € 8,92). Mette il punto sulle caratteristiche del bullismo rispondendo alla richiesta di cosa sappiamo realmente di questo fenomeno, che ruolo possono avere genitori, insegnanti e il gruppo dei pari, quali approcci tradizionali di tipo punitivo possono essere efficaci. Il testo fornisce una panoramica dei programmi anti-bullismo più diffusi a livello nazionale e internazionale, costituendo un’utile lettura per le famiglie, insegnanti e per tutti i professionisti che operano nel campo della prevenzione del disagio.

Con l’avvento di internet è arrivato poi il fenomeno, drammaticamente in crescita, del cyberbullismo. Per aiutare le famiglie a capire qual è il modo migliore per prevenire tale fenomeno, Nicola Iannaccone ha curato Stop al cyberbullismo. Per un uso corretto e responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione (Editrice La Meridiana,€ 18,00). La caratteristica che rende ancora più grave il bullismo informatico è che non si esaurisce all’inerno di un singolo gruppo ma si rilancia attraverso la rete, raggiungendo gruppi più ampi con ripercussioni sia nella vita scolastica sia all’interno del gruppo classe. Si diventa cyberbulli sempre per lo stesso motivo, cioè desiderio di intimidire e dominare; chi ne diventa vittima sperimenta una condizione di profonda sofferenza, le cui conseguenze possono manifestarsi anche molto tempo dopo la fine dei soprusi. In questo volume genitori e educatori troveranno buone intuiscono per prevenire il fenomeno perchè, proprio nella sfida al bullismo, si nasconde anche l’opportunità per far crescere una cultura scolastica basata sui valori della democrazia, della legalità e della solidarietà.

Da leggere con i propri figli (a partire dai 6 anni) abbiamo selezionato un testo edito dal Centro Studi Erickson curato da Alberto Pellai, Scarpe verdi d’invidia. Una storia per dare un calcio al bullismo (pp. 66, ill, € 11,48). Racconta di Marco, un bambino di sette anni che si è appena trasferito in una città a 900 chilometri dal suo paesino di origine. Le cose però non stanno andando come vorrebbe lui: inserirsi in una classe di 22 bambini che si conoscono già da un anno non è affatto facile, soprattutto per colpa di due bulletti che lo prendono in giro per il suo accento. Persino le favolose scarpe verdi che papà gli regala per il compleanno non fanno che peggiorare la situazione, suscitando l’invidia degli altri. Per fortuna mamma, papà e una maestra molto intraprendente avranno una fantastica idea che cambierà tutto.

Su Ibs:
Gli interventi anti-bullismo
Stop al cyberbullismo
Scarpe verdi d’invidia. Per dare un calcio al bullismo


Marina Zenobio

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