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I bambini e i rischi del video

luglio 12, 2011 1:00 am

Internet e le sfide della modernità. E’ il titolo del convegno che ha indicato la TV in camera come opportunità per molti bambini di vedere film non idonei alla loro età.

La metà dei bambini italiani ha la TV in camera e confessa di vedere tranquillamente film da bollino rosso. L’allarme è stato lanciato ad un convegno su Internet e sulle sfide della modernità organizzato l’11 giugno presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e organizzato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum in collaborazione con Aippc (Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici), Istituto di Terapia Cognitivo Comportamentale, Scint scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva interpersonale, Italian Hospital Group, La Fondazione Centro di Formazione Culturale e UGL Medici.

Piccoli digitali crescono
Dati alla mano, gli esperti hanno anche rilevato che il 60% dei bambini può accedere alla connessione a internet nella propria camera da letto, lo usa quasi tutti i giorni e ha un profilo sul social network. Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, pur sottolineando gli aspetti positivi delle nuove tecnologie, ha precisato che l’importante è che queste ultime non si sostituiscano alla realtà della vita quotidiana, al valore di un abbraccio vero e di una stretta di mano. Lo psicologo dello sviluppo Daniele Mugnaini ha spiegato che i bambini italiani stanno quasi due ore al giorno davanti alla televisione. Quasi la metà ha il video in camera da letto, ammette di non potervi rinunciare e vede tranquillamente film col bollino rosso. La maggioranza gioca ai giochi elettronici e ha Internet in casa. Il 60% di questi ha Internet in camera da letto, lo usa quasi tutti i giorni e ha un profilo sul social network.
Gare pericolose a chi è più magra
Tra gli stimoli con cui bambini e adulti sono bombardati, ha rilevato Mugnaini, compaiono spesso l’oggettificazione della donna (presente anche in certe bambole, in diversi giochi elettronici e nell’abbigliamento), la collocazione del rapporto sessuale in relazioni disimpegnate, la sessualità spettacolare (anche nelle pubblicità e nei video musicali), ricreativa, casuale, sempre vincente e sempre più connotata da violenza e istintualità.
La psicoterapeuta Beatrice Toro ha invece parlato del triste fenomeno dei siti che possono fomentare l’anoressia, che rappresentano uno dei tantissimi nodi di intreccio tra web, psicologia e psicopatologia. In questi blog e siti, le ragazze gareggiano per perdere peso, si fotografano e mettono on line i loro pericolosi “progressi”. È un’immersione entro logiche che sembrano ricalcare, in parte, miti normali: la magrezza, la bellezza, l’estetica a ogni costo. Non a caso, chi gestisce i siti non si ritiene una persona che soffre di un disturbo, ma piuttosto, un individuo che ha liberamente scelto uno “stile di vita” anoressico, una filosofia della perfezione. Un modo – ha precisato la dottoressa Toro – di rendere innocue e trasgressive, nel contempo, le patologie alimentari che invece possono avere dei risvolti negativi e pericolosi nello sviluppo psicofisico di giovani e giovanissimi.

Riscoprire il gioco all’aperto
Il Professore Tonino Cantelmi ha infine dichiarato che la grande sfida, agli inizi del terzo millennio, è recuperare i rapporti umani. È ritrovare un’autentica comunicazione, che troppo spesso oggi viene sostituita da una fredda connessione. In questo senso l’esempio dei genitori e degli educatori diventa fondamentale. E’ importante ridurre al minimo il tempo di permanenza dei piccoli davanti a tv o pc, soprattutto se i bambini vi assistono da soli. I ragazzini, poi, non dovrebbero avere la Tv in camera da letto e anche l’uso del computer deve essere monitorato con attenzione dai genitori. È bene coinvolgere i figli in altre attività, meglio se socializzanti e all’aperto. Certo, non è semplice trovare il tempo e il modo per farlo, tra i mille impegni della vita di oggi, ma è indispensabile farlo. Ed è importante anche trovare il modo di effettuare un controllo diretto sui programmi e sui contenuti visionati dai nostri figli. Pur rispettando i loro interessi e la loro privacy, è dovere dei genitori proteggerli.

Sahalima Giovannini

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