prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

La gelosia del fratellino

febbraio 9, 2011 12:54 pm

È normale che il bambino più grande sia geloso del fratellino appena arrivato. È compito del genitore aiutare il primogenito dandogli sicurezza e tanto, tanto affetto. Lo schema è identico ed inevitabile: nasce un nuovo bambino, il piccolo monopolizza il tempo della mamma. E il figlio più grande, per quanto preparato all’evento, davanti all’immagine del…

La gelosia del fratellino

È normale che il bambino più grande sia geloso del fratellino appena arrivato. È compito del genitore aiutare il primogenito dandogli sicurezza e tanto, tanto affetto.

Lo schema è identico ed inevitabile: nasce un nuovo bambino, il piccolo monopolizza il tempo della mamma. E il figlio più grande, per quanto preparato all’evento, davanti all’immagine del piccolo tra le braccia della madre, prova un senso di perdita e di esclusione. È importante aiutare il figlio maggiore ad accettare il nuovo fratellino e farlo sentire sicuro del suo posto nel vostro cuore e in famiglia. Anche se questo non servirà ad eliminare del tutto il suo sentimento di gelosia, che è legittimo e inevitabile.

Cosa cambia per il più grande
Con la nascita di un fratello o di una sorella, il primogenito deve adattarsi alla nuova situazione. Tante cose devono essere divise con il nuovo bambino, prima di tutto l’attenzione dei genitori. È normale quindi che il bambino sia geloso del più piccolo. I genitori non devono assolutamente colpevolizzarlo per questo, né rimanere delusi se il maggiore non mostra grande entusiasmo per il piccolino. Per capirlo, bisogna provare a mettersi al suo posto. Dal punto di vista di un bambino di 3 o 4 anni, il bebè non può essere un amico perché non parla con lui, non cammina, né gioca. Al contrario, dà fastidio perché piange ed attira continuamente l’attenzione della mamma. I suoi sentimenti sono confusi: vacillano tra curiosità e consapevolezza di non essere più il solo centro di attenzione per mamma e papà. Per questo teme di non essere più amato come prima. Può accadere che, proprio mentre il neonato esige maggior attenzione, allattamento, cambio del pannolino, pianto, lui combini un guaio, oppure pianga, voglia bere. Con queste manifestazioni cerca di attirare verso di lui l’attenzione che la mamma o il papà riservano al neonato e mette alla prova l’affetto dei genitori. Che, in questi casi non devono perdere la calma, ma anzi “tralasciare” un po’ il piccolo per dedicarsi di più a lui.

Cosa possono fare i genitori
Entrambi i genitori, ma soprattutto la mamma, con la nascita del secondogenito devono imparare a moltiplicare le cure e l’affetto: entrambi, neonato e primogenito, ne hanno bisogno e non possono farne a meno. Spetta ai genitori il compito di riorganizzare la famiglia, in modo da tener presenti le necessità e i diritti di entrambi i bambini. A seconda dei casi, la rivalità tra fratelli può portare i più grandi a scenate di gelosia, a comportamenti regressivi come bagnare il letto, succhiare il pollice, volere il biberon o a manifestazioni di rabbia o di paura. Non tutti però manifestano la gelosia così apertamente: alcuni bambini, per esempio, hanno spesso male alla pancia, soffrono di eruzioni cutanee, dormono male, vivono incubi durante il sonno, oppure rifiutano il cibo, mostrano tic o hanno comportamenti insoliti. Questi disturbi somatici sono l’espressione del sentimento “cattivo” della gelosia che il bambino non riesce ad esternare a parole. In questi casi sta ai genitori essere molto attenti e studiare il bambino per cogliere i sintomi del suo stato d’animo, essere comprensivi e dare il massimo aiuto al figlio per aiutarlo a dar voce al suo malessere. In altri casi, al contrario, il neonato può essere accettato con amore, interesse ed entusiasmo da subito. Comunque non c’è da preoccuparsi troppo: la gelosia tra fratelli è un fatto normale e di regola al più presto l’antagonismo iniziale cede gradualmente il posto all’amicizia e alla solidarietà fraterna e si crea tra loro quella complicità che li legherà per tutta la vita.

Alcuni consigli per preparare il piccolo
Prima della nascita del fratellino, non annunciate al primogenito troppo presto il nuovo arrivo: lui non sa immaginare il lungo periodo dell’attesa e la gravidanza diventerà più “comprensibile” solo quando sarà più evidente. Coinvolgetelo, più avanti, negli avvenimenti della gravidanza: se vi fate accompagnare a qualche visita di controllo, l’ostetrica potrà fargli sentire il battito cardiaco del fratellino. A casa fatelo mettere vicino al pancione, fategli sentire i movimenti del bambino e chiedetegli di parlargli: stabilirà così i primi contatti con il bebé in arrivo. Se è abbastanza grande, lasciatelo partecipare alle discussioni sulla scelta del nome. Se pensate di metterli nella stessa cameretta, cambiate la disposizione molto prima del nuovo arrivo in modo che il più grande abbia il tempo di abituarsi e di accettare il cambiamento, senza collegare l’arrivo del fratellino al minore spazio a propria disposizione. È anche utile frequentare amici o parenti che hanno appena avuto un bambino, affinché il vostro possa vedere un neonato e capire come sarà il fratellino.

Tante coccole dopo la nascita
Quando nasce il fratellino, fate un regalo speciale al più grande, magari proprio quella cosa che desiderava tanto: è un regalo tutto per lui da parte dei genitori e del nuovo arrivato. Fate in modo che il padre gli dedichi un’attenzione speciale, ma non suddividete i compiti in maniera netta: il piccolino sta con la mamma e il più grande gioca con il papà. Ci deve essere una certa flessibilità e ogni volta che è possibile sarà bene fare il contrario. Incoraggiatelo a tenere in braccio e a toccare liberamente il neonato perché la vicinanza fisica è il metodo migliore per scoprire l’affetto reciproco. Anche se il vostro controllo sarà strettissimo, cercate di rilassarvi. Bisogna fare attenzione a passare abbastanza tempo con lui da solo e dargli la priorità che merita in questo momento, cercando anche di coinvolgerlo nella cura dell’ultimo arrivato. Quando per esempio si allatta il secondo, è bene tenere vicino anche il più grande e coccolarlo, spiegandogli perché vi occupate del fratellino in un certo modo e ricordandogli che avete fatto esattamente lo stesso con lui.

Quello che non si deve scordare
Bisogna essere comprensivi se, per un po’ di tempo, il bambino più grande si comporta male e piange molto e bisogna cercare di trattare i suoi momenti di rabbia o la sua aggressività con calma e razionalmente. Ricordate che è molto meglio per tutti che questi sentimenti siano manifestati piuttosto che repressi. Inoltre, è giusto responsabilizzare il figlio maggiore, facendolo sentire utile e importante. Non si deve però dimenticare che anche il primogenito è ancora piccolo. Se ne ha voglia, può collaborare alla cura del neonato portando i pannolini alla mamma, mettere la crema, spingendo la carrozzina. Ma è meglio non chiedergli troppo, con pretese eccessive verso un bambino di pochi anni. Più giusto, invece, rispettare i rassicuranti rituali che c’erano prima tra genitori e bambino prima dell’arrivo del secondo, come fare un lungo bagnetto caldo la sera, leggere una fiaba prima di addormentarsi e così via. Il tempo sembra non bastare mai, ma è indispensabile trovarlo per infondere quella sicurezza fondamentale a un bambino ancora piccolo. Occhio, infine, alle visite di amici e parenti: sicuramente sarà sempre il neonato ad attirare per primo l’attenzione. Per questo provate a invitare i conoscenti a non accorrere subito ad ammirare il piccolino, ma a salutare prima il maggiore e intrattenersi un po’ con lui. Se non ci hanno pensato loro a portare un dono al più grande, preparatene una scorta voi: è una piccola attenzione che il primogenito apprezzerà molto.

 

Angela Salini

- -


ARTICOLI CORRELATI