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Bambini annoiati, bambini creativi

luglio 29, 2010 12:30 pm

Non avere nulla da fare, da leggere o da pensare, stimola lo spirito di iniziativa e sprona la fantasia. Lo sostiene una ricerca inglese di qualche tempo fa, valida ancora oggi. Sono presi dalle attività scolastiche ed extrascolastiche, da sport e corsi di musica, da feste per i compleanni dei cuginetti o degli amici, stiamo…

Bambini annoiati, bambini creativi

Non avere nulla da fare, da leggere o da pensare, stimola lo spirito di iniziativa e sprona la fantasia. Lo sostiene una ricerca inglese di qualche tempo fa, valida ancora oggi.

Sono presi dalle attività scolastiche ed extrascolastiche, da sport e corsi di musica, da feste per i compleanni dei cuginetti o degli amici, stiamo parlando di loro, dei bambini. Che, quando hanno un’oretta “vuota”, il panico: non sanno cosa fare. Forse ce ne siamo accorti anche noi genitori, proprio in questi giorni, a diverse settimana dalla fine della scuola. Terminati i giochi, le nuotate, le corse nei prati e perfino i compiti, i ragazzini si trovano a fare i conti con il dolce fa niente. E non sanno gestirlo: quante volte sentiamo ripetere “uffa, non so che cosa fare”, “mamma, mi sto annoiando” e così via? Non è una sensazione nostra, ma un problema diffuso, che è stato anche oggetto di una ricerca inglese, condotta nell’East Anglia University, su un campione di 400 temi di fantasia scritti da bambini tra i 10 e gli 11 anni. È risultato che i ragazzini avevano pochissima fantasia e capacità inventiva personale ed erano invece molto influenzati dalle trame dei cartoni animati o di serie televisive.

Annoiarsi stimola la mente
Il dato più sorprendente è che proprio la famigerata noia, quella sensazione di “vuoto” da rifuggire e da riempire a tutti i costi, è in realtà una risorsa positiva. Secondo i ricercatori inglesi, infatti, a lei va il merito di “aguzzare” l’ingegno dei bambini rendendoli più creativi e disponibili a organizzare autonomamente il tempo libero da compiti e altri impegni. Difende l’apporto positivo della noia anche Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello Sviluppo all’Università La Sapienza di Roma. “La mancanza di creatività – spiega l’esperta – è un fenomeno che si osserva nei bambini ed è per lo più legata alla collocazione sociale dei più piccoli e delle loro famiglie. Mamme e papà della classe medio-alta, in effetti, si affannano troppo a “riempire” il tempo libero dei figli con tante attività – dallo sport, alla musica e così via – con il rischio di farli crescere ‘eterodiretti’, vale a dire sempre rivolti all’esterno, a qualcos’altro”. In parole semplici, questo significa che i ragazzini sono poco capaci di far lavorare il cervello per inventarsi come occupare il tempo libero visto che questo è già scandito da una serie di attività o dalla televisione e dai videogioghi. I bambini hanno invece bisogno di tempi e spazi da organizzare in modo autonomo, perché “nelle pause, nei momenti vuoti – continua la Ferraris – i piccoli possono rielaborare le esperienze fatte in prima persona nella vita quotidiana”. Ed è proprio da queste che i nostri cuccioli traggono spunti e stimoli per la loro crescita.

I rischi da Tv, computer e videogiochi
Il problema più serio è, al limite, nelle classi meno agiate, dove le risorse per organizzare il tempo libero sono meno e i piccoli sono riempiti meno da sport e corsi vari, che hanno se non altro il merito di insegnare qualcosa di valido. In questi casi, bisogna evitare che la televisione diventi l’unico passatempo. “La visione di un buon programma – spiega ancora la Ferraris – ha un suo valore, ma non deve diventare un sostitutivo, o l’unico sostitutivo, di altre attività”.
Lo stesso discorso vale anche per i passatempi di oggi, come playstation, videogiochi e computer, che propongono ai più piccini forme di divertimento preconfezionato con poco spazio per la fantasia. È invece importante avere la fermezza per indurre i bimbi a spegnere Tv, computer e … trascorrere un po’ di tempo ad annoiarsi. Proprio così: noi genitori non dobbiamo avere paura della noia, non dobbiamo pensare che quella mezz’ora trascorsa a far niente sia nociva e non gli insegni nulla. Non è così: queste pause sono importanti per i bambini per riflettere, per inventare, per creare personaggi, per rielaborare esperienze, per fare progetti. Vedremo come preso si alzeranno dalla poltrona per disegnare, per inventare un gioco fatto di niente, per avere voglia di attaccare discorso con un altro bambino in spiaggia o al parco.

Chi non si annoia è più stressato
L’eccessiva ‘eterodirezione’ dei bambini può creare in loro forme di stress perché avere a che fare con tanti impegni, senza trovare spazio per il tempo libero, può indurre nei bambini la stessa sensazione di ansia per dover svolgere troppi impegni, mista al timore di non farcela: in altre parole, lo stress. Anche i bambini, insomma, hanno bisogno di tempi vuoti per inventare qualcosa, per pensare: questa esigenza è fonte di gratificazione quindi non deve essere frustrata”. Insomma, rieduchiamo noi genitori, prima di tutto, adesso che siamo in vacanza e abbiamo più tempo. Lasciamo che i nostri figli si annoino un po’, non carichiamoli anche adesso con impegni, lasciandoli liberi di recuperare gli spazi all’aperto per giocare e ritrovare l’entusiasmo delle scoperte, insieme ad amici e coetanei. E, ovviamente, seguiamo questi consigli anche il prossimo autunno.

 

Sahalima Giovannini

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