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Fratelli e sorelle, non solo affetto ma anche empatia

marzo 2, 2018 10:00 am

Litigi, offese ma anche affetto e complicità nel momento del bisogno, avere fratelli o sorelle aiuta a sviluppare l’empatia: la capacità di cogliere le sensazioni e le emozioni degli altri

Quello tra fratelli e sorelle è un rapporto complesso e meraviglioso: si litiga, si è gelosi ma quando i genitori rimproverano ci si spalleggia e si crea una forte alleanza. Avere uno o più fratelli e sorelle insomma è un valore aggiunto alla propria esistenza, aiuta a sviluppare competenze emotive che i figli unici non sempre possiedono. Una di queste è l’empatia, cioè la capacità di fiutare le emozioni e le sensazioni dell’altro, i sentimenti provati ma non comunicati all’esterno. Sembra che avere fratelli sviluppi o affini questa capacità, con un ovvio riscontro positivo nei rapporti sociali e umani.

Empatia grazie alla presenza dei fratelli

Fratelli o sorelle, maggiori o minori che siano aiutano a sviluppare l’empatia secondo uno studio delle università canadesi di Calgary, Laval e Toronto, insieme a quella di Tel Aviv, in Israele, pubblicato sulla rivista Child Development La ricerca è partita dalla considerazione che i fratelli più grandi hanno un ruolo importante nella vita di quelli minori: insieme ai genitori fungono da modello, aiutando i più piccoli a conoscere il mondo. Il loro influsso positivo si ripercuote anche sulla capacità dei fratelli più piccoli di provare affetto ed empatia, ma può valere anche il contrario. Può accadere, cioè, che anche i fratelli minori influenzino in questa direzione i maggiori nel tempo. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno preso in esame un gruppo di 452 coppie di fratelli canadesi e le loro madri che facevano parte di un progetto denominato ‘Kids, Families and Places’. A partire da quando i piccoli avevano diciotto e quarantotto mesi si è iniziato a studiare se i livelli di empatia cambiassero nei loro fratelli e sorelle un anno e mezzo dopo. Sono state registrate le interazioni in casa e le madri hanno completato i questionari. L’empatia dei bambini è stata misurata osservando le risposte comportamentali e facciali di ciascun fratello quando un ricercatore adulto fingeva di essere angosciato o di essersi fatto male. Dai risultati è emerso che sia i bambini più piccoli sia i più grandi contribuiscono positivamente all’empatia reciproca nel tempo. Unnica eccezione: la mancanza di influenza dei fratelli minori sulle sorelle maggiori.

Come migliorare i rapporti tra i fratelli

Il problema però che spesso guasta i rapporti tra fratelli e sorelle, anche di sessi opposti, è quello della gelosia: senza una particolare ragione, quasi tutti i bambini pensavo che sia l’altro o l’altra il preferito dai genitori. Eppure, non sempre è facile crescere i figli, nonostante tutta la buona volontà da parte dei genitori. Esistono poche regole base, alle quali non è sempre immediato pensare.  Primo: nessuna predilezione. Secondo, in caso di litigi non  prendere le parti. Pensiamoci: anche nel mondo animale i cuccioli ingaggiano liti tra il giocoso e il furibondo, l’obiettivo insito naturalmente è quello di scaricare in modo costruttivo la naturale aggressività, imparando a contenerla. Lo stesso avviene per i bambini e i ragazzini. I genitori devono vegliare per evitare che possano farsi del male nel caso in cui dal diverbio si arrivi alle mani, ma possibilmente devono evitare di intervenire per prendere le parti di uno o dell’altro. Inoltre, mai fare paragoni tra i fratelli, che sono quasi sempre uno all’opposto dell’altro, ciascuno con i suoi difetti e le sue capacità. Mamma e papà devono quindi sforzarsi di valutare ogni figlio nella sua individualità, stimolando le potenzialità di ciascuno. Se uno, per esempio, è portato per la musica o il nuoto, non è detto che sia così anche per l’altro, che magari preferisce il disegno e il tennis. Evitare l’omologazione è un modo per valorizzare le capacità e stimolare la crescita fisica ed emotiva. E’ di fondamentale importanza: insegnare il rispetto per l’altro, prima di tutto con l’esempio più che con le prediche.

 

Sahalima Giovannini

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