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Restare uniti solo per i figli non è una buona idea

ottobre 26, 2017 10:00 am

Molte coppie decidono di restare insieme formalmente solo per risparmiare il dolore della separazione ai propri figli. Purtroppo, i bambini vivono la realtà e ne subiscono il disagio

Qualunque sia lo stato emotivo ed affettivo del matrimonio o della convivenza, i bambini pur non avendone la consapevolezza, sanno se sta accadendo qualcosa di bello o di brutto tra mamma e papà. Se il rapporto di coppia ha basi solide, imperniate sull’amore e sul rispetto, potrà non essere la famiglia del mulino bianco ma di sicuro il contesto famigliare sarà sereno e i primi a giovarsene sono proprio loro, i figli. Se al contrario, a farla da padrone in casa saranno i gelidi silenzi o le calorose e furibonde liti, sarà inevitabile per un bambino respirare l’aria malsana generata dal rapporto di coppia compromesso. I bambini, il cui apprendimento attinge molto all’imitazione, impareranno dall’unico modello famigliare che hanno. Ecco allora che gli scenari possibili, pensando al loro futuro, potranno condurli ad diventare adulti con scarse capacità di esprimere l’amore, adulti sofferenti alla ricerca di una base sicura a cui appoggiarsi o ancora, adulti pronti ad elargire evanescenti illusioni.

 

I figli imparano quel che vedono

John Bowlby, profondo conoscitore e studioso dei processi mentali dell’età evolutiva, aveva ben evidenziato nei suoi studi quanto sia importante per i bambini essere inseriti in un contesto chiaro, leale e accogliente: gli ingredienti indispensabili per offrire loro una base sicura. I bambini hanno la necessità di percepire certezze per superare le paure di non essere amati e accettati, solo a questa condizione saranno pronti ad affrontare qualsiasi situazione a loro non conosciuta.  I peculiari modi di reazione al loro contesto, nel bene e nel male, diventano quindi la pietra angolare dello sviluppo della loro personalità. Se lo scenario che si apre ai loro occhi è quello della falsità dei rapporti emozionali, inevitabilmente si troveranno a dubitare della realtà e conseguentemente anche di loro stessi. Le reazioni possibili possono spaziare dal dubitare di tutto al mistificare i propri stati emotivi, inevitabilmente ne viene compromesso il loro futuro nei rapporti affettivi a qualsiasi livello e quindi non solo come figli, oggi, amici domani o genitori dopo domani.

 

Creare una buona comunicazione

Il primo passo da compiere quando il rapporto di coppia entra in crisi è quello di non mettere in modalità falsata la parte bella di un matrimonio. E’ necessario spiegare ai propri figli, in modo adeguato alla loro età, che mamma e papà per problemi difficili da comprendere anche agli adulti, non riescono più a vivere l’amore che avevano l’uno per l’altro. Questo inevitabilmente porterà alcuni cambiamenti nella loro relazione: gli abbracci e baci per un po’ di tempo non potranno esserci, ma questo non cambierà assolutamente nulla agli abbracci e coccole destinante ai figli.  E’ utile spiegare che l’amore per i figli è diverso, è il tipo di amore che non finirà mai e resterà così per tutta la vita, anzi potrà soltanto crescere di più.   E’ ovvio che tutto ciò richiede un lavoro di complicità e di sincerità reciproca da parte degli adulti che si ritengono genitori responsabili. Probabilmente il rapporto di coppia così impostato potrebbe trovare dei miglioramenti e la coppia potrebbe anche ritrovarsi. E’ ovvio che non c’è niente di sbagliato nel cercare di recuperare un rapporto affettivo purché la decisione di restare insieme sia condivisa e motivata al reale recupero! Essere accompagnati da professioni della mediazione famigliare può essere una buona idea. Non bisogna dimenticare che i figli impareranno a gestire i loro futuri comportamenti dai rapporti affettivi della mamma e del papà.

Con il rispetto e la complicità, sarà più semplice far accettare con serenità una separazione e conseguente divorzio ai propri figli.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

responsabile scientifico GuidaGenitori.it

 

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