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Il figlio preferito esiste, quasi tutti i genitori ne hanno uno

aprile 19, 2016 9:25 am

Può essere per particolare affinità, per somiglianza di carattere, perché lo si considera inconsciamente il più fragile: in quasi tutte le famiglie c’è il figlio preferito.

Lo so che il tuo preferito è lui. A tutti i genitori con più di un figlio si saranno sentiti ripetere questa frase diverse volte. E mamma e papà ad assicurare che no, si vuole bene a tutti e due, tre, o quattro… figli allo stesso modo. La verità sta da entrambe le parti: è vero infatti che l’amore dei genitori è diviso imparzialmente tra tutti i figli. Di più: non è diviso, ma è come se si moltiplicasse in modo esponenziale per ogni nuovo arrivato, che si impara a conoscere, a capire, di cui si colgono differenze e somoglianze con gli altri fratelli.

Spesso si preferisce il primogenito
È anche vero però che tra uno dei genitori e un figlio in particolare ci può essere una sorta di affinità che secondo qualcuno potrebbe far parlare di preferenza. La conferma arriva da uno studio iniziato nel 1989 da Katherine Conger, sociologa dell’Università della California, svolto su 384 coppie di fratelli adolescenti tra i quali non intercorrevano più di quattro anni di differenza. Anche i genitori dei ragazzi hanno partecipato allo studio e sono stati seguiti per tre anni, con due incontri all’anno. Il 70% dei padri e il 74% delle madri ha confessato di avere una sorta di preferenza per uno dei figli, senza però specificare quale. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Family Psychology. Solitamente, secondo gli esperti il preferito resta il figlio primogenitori, che in genere è il più atteso e quello sul quale i genitori proiettano le maggiori aspettative e con il quale si impegnano di più anche perché hanno più tempo a disposizione. Dal secondo figlio in poi, l’affetto non viene meno, ma per ovvie ragioni pratiche al minore si dedicano meno attenzioni e, forti dell’esperienza conquistata con il più grande, si tende ad essere più disinvolti. Sarà per questa ragione che spesso i secondogeniti sono più tosti e riescono a cavarsela nella vita tirando fuori risorse inaspettate.

Mai manifestare la propria preferenza
C’è anche il filone di chi preferisce i figli più piccoli: pensiamo per esempio alla tradizione delle fiabe, in cui il più buono, il più onesto, il preferito dal padre destinato ad avere successo era il fratello minore. Insomma, non è detto che necessariamente il preferito sia il più grande. Comunque sia, è bene ricordare di assumere un atteggiamento imparziale nei confronti di tutti i figli. Il tempo dei figli cadetti, ai quali non spettava nulla, per fortuna è finita da anni ed è giusto che ogni bambino abbia la sua dose di attenzioni e di possibilità. È giusto permettere a ogni figlio di dare sfogo alle proprie attitudini e creatività, proponendogli lo sport, la musica, l’arte e tutto quello per cui si dimostra propenso. È anche sbagliato fare paragoni tra i fratelli: i confronti, per un bambino, sono già poco piacevoli se fatti con un amico, ma con il fratello o la sorella possono essere davvero insopportabili, soprattutto poi se i due sono dello stesso sesso. Infatti così facendo non si stimola una sana competizione, ma si provoca insicurezza e scarsa fiducia nelle proprie capacità. Tutto questo può anche causare sei problemi comportamentali. Ogni figlio invece è unico e va valorizzato perché possa essere felice e ottenere il meglio dalla vita.

Giorgia Andretti

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