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Piccole in sovrappeso: prima di pensare alle diete pratichiamo uno sport

aprile 24, 2015 9:59 am

Già nel corso della scuola elementare troppe bambine sono chiaramente sovrappeso e, invece che essere accompagnate dal dietologo per dimagrire, dovrebbero essere stimolate a praticare attivamente uno sport.

Non hanno ancora dieci anni, eppure hanno già seguito una dieta per perdere peso. Sono le bambine di oggi, molte delle quali hanno problemi di sovrappeso, come succede anche ai coetanei di sesso maschile. Invece che migliorare il proprio stile di vita, riducendo semplicemente le calorie ingerite e facendo tanta, divertente attività sportiva, le bambine preferiscono mettersi a dieta. Lo sostiene un sondaggio condotto dal Ministero delle Pari Opportunità britannico, il Body Confidence Progress Report 2015. Secondo questa indagine, ad appena 11 anni un quinto delle bambine inglesi si è già sottoposto a una dieta. E forse non è nemmeno questo l’aspetto più serio della questione, quanto la pericolosa mancanza di veri valori: infatti, sempre l’87% delle giovani ritiene che una donna dovrebbe essere giudicata dall’aspetto esteriore.

Il sovrappeso stimola la pubertà
L’atteggiamento sbagliato con cui si affronta il problema del sovrappeso è l’altra faccia della medaglia di uno stile di vita scorretto, esso stesso, infatti, è causa di chili di troppo e di obesità, con tutti i disturbi a questi correlati. L’alimentazione di bambini e adolescenti oggi è troppo ricca di grassi e di calorie e l’assunzione di questi nutrienti in eccesso non è controbilanciata da una adeguata attività fisica. Con questo termine non si intende semplicemente lo sport strutturato, come tennis, nuoto o ginnastica ritmica, ma il movimento quotidiano, fatto di scale a piedi, gioco libero nel parco dopo la scuola, passeggiate a piedi per spostarsi da un luogo all’altro. L’aumento medio del peso in eccesso nelle ragazzine è anche collegato con una pubertà precoce: secondo gli esperti, infatti, l’età della prima mestruazione si è abbassata dai quattordici ai dieci anni nel giro di un secolo. Colpa del tessuto adiposo in eccesso, che stimola la produzione di ormoni sotto la spinta dei quali si sviluppano troppo presto i caratteri sessuali. Il risultato è quindi sul piano della salute, ma non solo: anche il lato psicologico ne risente. Infatti, sempre il sondaggio inglese afferma che quasi un quarto delle ragazze intervistate ha problemi di percezione della propria immagine e considera l’aspetto fisico il parametro più importante. Sembra insomma di tornare indietro anni luce rispetto a quelle che sono oggi considerate certezze femminili, ossia la parità (o quasi) con il maschio e la possibilità di essere valutate anche per quello che si è dentro, soprattutto nel cervello, oltre che per quello che si mostra.

Riscoprire sport ed alimentazione corretta
Preoccupante è anche il modo con cui si affronta la situazione. Sempre secondo il sondaggio inglese, alla fine della scuola primaria una bimba su cinque è già stata a dieta almeno una volta. Un atteggiamento sbagliato e punitivo: infatti è vero che per perdere peso ci si deve nutrire in modo corretto, ma questo significa eliminare gli snack dolci, grassi o troppo salati, oltre alle bibite frizzanti e piene di zuccheri. Il resto va consumato in modo proporzionato ed equilibrato, basandosi soprattutto su tanta verdura e frutta, cereali in dosi moderate (meglio se integrali), carne bianca e pesce, latticini magri. Mettersi a dieta significa vivere male la propria fisicità e diventare adolescenti e poi giovani adulte con problemi di anoressia e di bulimia: una situazione che è anche l’anticamera di depressione e dipendenze. Un buon rapporto con il proprio corpo va riscoperto anche attraverso lo sport, che favorisce in modo naturale lo sviluppo del tono muscolare e il consumo dei grassi. Questo discorso vale anche nel nostro paese, dove la percentuale di ragazzini che pratica regolarmente attività fisica è troppo bassa. È quindi importante stimolare nelle bambine il desiderio di distinguersi nello sport e nello studio, lasciando da parte i modelli sbagliati che la televisione e i media non smettono, purtroppo, di diffondere.

Lina Rossi

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