prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

I ragazzini italiani fanno poco sport: questo può esporre a rischi cardiaci

marzo 27, 2015 9:33 am

L’Italia è l’ultimo paese in classifica tra i paesi occidentali per la percentuale di ragazzini che praticano un’attività sportiva. Il rischio è che da adulti potrebbero avere problemi: lo sostiene la Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare.

I ragazzini italiani non escono mai troppo bene dal confronto con i coetanei dei paesi occidentali: sono tra i più sovrappeso e tra i meno dediti ad attività sportive. Tutto questo si traduce, in età adulta, in un aumento del rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, che sono appunto legate al sovrappeso, all’ipertensione e all’aumento di grassi nel sangue. E’ l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare, che ha presentato dati aggiornati su questo problema nel corso del 13° Congresso Nazionale a Napoli, confrontandoli con l’opinione di medici sportivi, atleti, epidemiologi e con il MIUR.

Nemmeno un’ora di sport al giorno
Il dottor Giorgio Galanti, del direttivo Siprec, ha spiegato che gli esperti hanno analizzato un campione di circa duemila ragazzi che svolgono attività sportiva agonistica, quindi considerati come atleti. Anche tra loro l’incidenza di aumento di peso oscilla tra il 13 e il 18% e anche loro non fanno una quantità di esercizio fisico congruo per l’età. I giovani, in altre parole, non hanno uno stile di vita corretto pur facendo un’attività sportiva definita a livello agonistico e si preparano a un futuro che sarà legato a determinate malattie. Se si esclude l’agonismo, la situazione peggiora: il nostro Paese è l’ultimo nel mondo occidentale a incoraggiare un’attività fisica regolare tra i ragazzi. Gli esperti sostengono infatti che l’attività minima che il bambino dovrebbe svolgere è di almeno un’ora al giorno. Tuttavia, per un insieme di fattori e di cause legate alle abitudini delle famiglie, in Italia non si raggiunge neanche questo obiettivo. Eppure è ormai assodato che lo sport non solo porta benefici in termini di una corretta crescita, ma implica la possibilità di essere più attivi, più equilibrati nei rapporti con gli altri e aiuta a prevenire malattie. È sicuro che determinate malattie sono legate alle abitudini che si acquisiscono in età giovanile, per questo diventa impellente affrontare il problema e spingere istituzioni e famiglie a farsene carico.

Abituiamo i ragazzi a muoversi di più
È quindi una triste conferma di quello che si sa da tempo: gli italiani sono un popolo sedentario, rispetto ad altri paesi e oggi il peso medio cresce perché è stata abbandonata la dieta mediterranea a favore di uno stile alimentare di tipo statunitense, con troppi grassi saturi e troppi zuccheri. Il risultato è una generazione destinata al sovrappeso e alle malattie correlate. La responsabilità di questo va in parte alle istituzioni e alla stessa mentalità. Mancano infatti, nel nostro paese, spazi adeguati e ben tenuti dove i ragazzini possono ritrovarsi per praticare dello sport libero. I campetti da calcio, da basket, le aree da pattinaggio sono quasi sempre affidati all’iniziativa delle parrocchie. I vasti spazi ben curati, al chiuso o all’aperto, gratuiti e disponibili per tutti, che esistono in Francia o in Inghilterra, da noi non esistono. Molte scuole non hanno nemmeno una palestra e. fatto ancora più grave, quando un ragazzino a scuola si comporta male gli viene talvolta fatta saltare l’ora di ginnastica! Se i bambini vogliono fare dello sport, i genitori devono iscriverli a corsi privati, ma non tutti hanno la possibilità economica. Nell’attesa che le cose cambino e si investa di più, a livello pubblico, sulla creazione di spazi sportivi per i più giovani, è bene che i genitori spronino il più possibile il movimento libero e gratuito: la bicicletta, per esempio, la camminata a piedi e il gioco spontaneo in parchi e giardini, ogni volta che il clima lo permette e… soprattutto niente ascensore, niente auto per andare a scuola o in palestra in macchina, tante scale a piedi e camminare il più possibile!

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI