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Sport: i bambini si devono divertire e non mettere a rischio il fisico

ottobre 10, 2014 9:30 am

Lo sport deve essere un divertimento, non un impegno fisico eccessivo: molti bambini e soprattutto ragazzi, però, sono sottoposti a fatiche superiori alle loro forze. Il trauma muscolo-scheletrico è in agguato.

Lo sport è un toccasana per tutte le età della vita e lo è soprattutto nell’età della crescita, quando sostiene un armonioso sviluppo psico-fisico, combatte il sovrappeso sempre più diffuso e come prevenzione del mal di schiena dovuto alla sedentarietà e alle posture sbagliate. Soprattutto, lo sport è un’attività divertente, aiuta a socializzare, a sfogare le energie in modo corretto, a rispettare le regole e a vincere la timidezza. Lo sport va quindi praticato in modo corretto, con un impegno adeguato all’età e, soprattutto, vanno proposte a un bambino diverse attività sportive, in modo che venga sollecitato l’intero corpo.

Sempre più ragazzini con traumi sportivi
Purtroppo, queste regole di base non vengono sempre rispettate: troppi ragazzini scelgono soltanto un tipo di attività sportiva, già questo è un errore e la praticano in modo esageratamente intenso, sottoponendo il corpo a forzi eccessivi, con il rischio di incorrere in traumi. Secondo l’American Academy of Ortopedic Surgeons, metà delle lesioni subite dai ragazzi delle scuole medie e superiori durante le attività sportive sono legate a un uso eccessivo di una parte del corpo particolarmente impegnata nello sport che si sta facendo. I medici dello sport italiani confermano: tra i numerosi pazienti sportivi che arrivano ai centri traumatologici con disturbi come tendiniti, fratture da stress e lesioni della cuffia dei rotatori, ci sono sempre di più bambini e ragazzi. Sta insomma cambiando l’età delle persone che si presentano con lesioni da sport, anche in Italia, in modo simile a quanto riferito dagli americani.

Solo uno sport e in modo troppo intenso
Secondo gli ortopedici, in questi ultimi anni si è verificata una proliferazione di specializzazioni sportive offerte a bambini e ragazzi che vengono fatti allenare tutto l’anno in un singolo sport. Questo porta a infortuni sempre più diffusi. Soprattutto in questi ultimi anni le lesioni da sport in giovane età sono triplicate: i problemi acuti che si verificano con più frequenze sono distorsioni della caviglia, stiramenti muscolari, lesioni ossee o alle cartilagini di accrescimento. Tutti questi problemi sono causati da movimenti ripetitivi, poiché i giovani tendono a praticare lo stesso sport per tutto l’anno senza osservare periodi di riposo. È invece essenziale osservare i periodi di riposo alternati ai cicli di allenamento di durata variabili in base agli obiettivi e agli sport praticati. Inoltre, sarebbe consigliabile fino ai 16-18 anni praticare due attività sportive diverse, eventualmente in modo meno intenso, ma complementare: in questo modo tutto il corpo viene sottoposto a un allenamento armonioso ed è più difficile incorrere nei traumi. Un ragazzino che pratica calcio, può aggiungere del nuoto che impegna soprattutto il torso e le braccia. Una ragazza che pratica danza o pattinaggio può dedicarsi a yoga o ginnastica dolce, eventualmente in acqua.

Ridurre anche l’impegno mentale
Per ridurre il rischio di lesioni vanno comunque osservati diversi passaggi. Lo stretching è fondamentale durante un allenamento in particolare nel dopo allenamento per ridurre la tensione muscolare e favorire l’allungamento muscolare. Se, poi, l’infortunio si verifica comunque, si dovrebbe adottare un comportamento preciso: riposo, applicazione di ghiaccio, compressione ed elevazione. Se i sintomi persistono per più di un paio di settimane è necessario farsi visitare da uno specialista. Anche in questo caso, prevenire è meglio che curare: uno sport troppo intenso spesso non riesce più a divertire e a coinvolgere, soprattutto se è accompagnato da aspettative di prestazioni da parte di genitori e allenatori, alle quali i ragazzini fanno di tutto per rispondere, ponendo a rischio il proprio benessere e la serenità.

Sahalima Giovannini
Consulenza del dottor Carlo Felice De Biase
Ortopedico, Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Ortopedica e Traumatologica dell’Arto Superiore
Ospedale San Carlo di Roma

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