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La psicomotricità è la prima forma di sport adatta ai bambini più piccoli

marzo 6, 2014 9:30 am

Lo sport per i più piccoli deve essere sinonimo di divertimento e non rigide regole difficili da comprendere. Per questo motivo ai bambini viene proposta come attività la psicomotricità: una via di mezzo tra lo sport e il gioco.

L’attività fisica deve rispondere al bisogno di divertimento oltre a migliorare la coordinazione motoria e regalare benessere. Questo assunto vale a ogni età, ma soprattutto quando si è piccoli, nei primi anni di vita i bambini hanno il diritto di muoversi in libertà per crescere sereni. Inutile, quindi, proporre una attività fisica strutturata a tre – quattro anni di età. Il piccolo si annoia non riuscendo a comprendere le giuste motivazioni e conseguentemente non è in grado di seguire le regole. D’altra parte, i mesi invernali sono lunghi e le giornate di pioggia frequenti. È quindi impensabile riuscire a trovare spesso quell’oretta necessaria ai nostri piccoli per fare moto, per correre e giocare liberamente ai giardini. E’ possibile allora proporre qualche esercizio di psicomotricità. Questa attività fisica riesce spesso a essere proposta anche alla scuola dell’infanzia, come programma di integrazione alle altre attività. I genitori stessi possono però prendere l’iniziativa di iscrivere il bimbo a un corso di psicomotricità: ne esistono molti. L’importante è affidarsi sempre a un centro qualificato.

Uno spazio per muoversi e giocare
L’obiettivo della psicomotricità è sostenere il bambino nel suo sviluppo psicofisico. Solitamente l’attività si svolge in gruppo, in uno spazio attrezzato come quello di una palestra o uno spazio ampio e sicuro. Gli ambienti debbono essere dotati di materiali semplici alfine di stimolare il gioco e la creatività del bambino permettendo la liberazione dell’energia e della capacità immaginativa. Possono essere presenti grandi cuscini, morbidi materassi in forme diverse e divertenti, palloni, cerchi e materiali per travestimenti come cappelli, mantelli. Tra gli altri materiali a disposizione dovrebbero essere previsti: la plastilina, il cartoncino, le matite colorate, i mattoncini per costruzioni e molto altro ancora per stimolare la manipolazione. Il bambino ha insomma a disposizione tutto quello che gli può servire per dare libero sfogo alla sua energia fisica, mentale e psicologica. L’obiettivo è aiutare il piccolo ad avere una maggiore consapevolezza del propria fisicità e della capacità di muoversi all’interno dello spazio.

Si deve liberare la propria creatività
L’insegnante, ossia lo psicomotrista, all’interno di questo contesto ludico e rassicurante instaura un rapporto empatico con il bambino, senza insegnare o correggere, ma semplicemente accogliendone l’individualità durante lo svolgimento degli esercizi-gioco. Al bambino viene infatti proposto di saltare all’interno di cerchi, giocare con i palloni, muoversi al ritmo di una musica o di un ritmo improvvisando i movimenti senza che gli venga insegnato nulla. Al piccolo può anche essere chiesto di ascoltare una fiaba e poi di riproporla con il disegno o con gli altri materiali messi a disposizione. Il bambino attraverso il movimento, la condivisione degli spazi e degli strumenti ludici con gli altri bimbi, cresce poco per volta creando la propria identità e in uno sviluppo armonico della personalità che mira ad acquisire scioltezza di tipo logico, espressivo e concettuale. Il bambino che segue un percorso di psicomotricità impara a capirsi e ad accettare se stesso e gli altri, acquistare fiducia nelle proprie capacità, vivere con serenità l’apprendimento, collaborare e condividere gli altri strumenti e modalità. I benefici sono visibili anche a livello cognitivo generale.

Anche per i disturbi del linguaggio
La psicomotricità è un metodo adatto anche ai bambini di tre – quattro anni con problemi di linguaggio. Viene infatti, favorita una maggiore coordinazione dei movimenti e, indirettamente, delle emozioni e del linguaggio. Il trattamento è condotto da un terapista esperto in neuro-psicomotricità e si svolge in un contesto di gioco. Il metodo è efficace anche quando la balbuzie è associata ad altri problemi come disturbi dell’attenzione e iperattività, eccessiva timidezza e così via. Il programma dura alcuni mesi e può essere ripetuto anche più di una volta, se il bimbo manifesta ancora qualche difetto del linguaggio.

Lina Rossi

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